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Lentini| RESTITUITO ALLA CITTÀ IL CONVENTO DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI

26 Marzo 2016 | by Silvio Breci
Lentini| RESTITUITO ALLA CITTÀ IL CONVENTO DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI
Cultura
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Questa mattina l’inaugurazione del grande e pregevole cenobio restaurato, tra gli sguardi di tanti incuriositi visitatori, alcuni dei quali ne sconoscevano addirittura l’esistenza.

Restaurato con i fondi della 433, la legge per la ricostruzione del patrimonio edilizio pubblico e privato dei comuni colpiti dal terremoto del 13 dicembre 1990, è stato finalmente restituito alla città il convento dei Frati Minori Cappuccini, uno tra i più importanti e antichi complessi monastici dell’ordine in Sicilia.

L’amministrazione comunale, con uno specifico protocollo d’intesa, ne ha affidato la gestione all’associazione Siciliantica di Lentini e Carlentini, che ne assicurerà la fruizione nelle giornate di sabato o domenica e nei giorni feriali su richiesta.

006Questa mattina l’inaugurazione del grande e pregevole cenobio restaurato, tra gli sguardi di tanti incuriositi visitatori, alcuni dei quali ne sconoscevano addirittura l’esistenza. Presenti il sindaco Alfio Mangiameli con la giunta al completo e i soci di Siciliantica con in testa la presidente Cristina Stuto. Sono stati proprio loro a tagliare il classico nastro inaugurale. L’evento è stato allietato anche dall’esibizione della corale Arsis Vocal Ensemble diretta dal maestro Alida Balcone.

Riconsegnato alla città dopo anni di accurati lavori di restauro, il grande complesso cenobitico, fondato all’inizio della seconda metà del Cinquecento, ebbe un ruolo rilevante nell’ambito della provincia siracusana della famiglia francescana dei Cappuccini. Si sa per certo che esisteva già nel 1574 – anno di costituzione della provincia siracusana dei Cappuccini – e che quattro anni dopo, nel 1578, vi si celebrò il terzo capitolo provinciale, il primo di una serie di sette capitoli che il convento, data la sua importanza, ospitò negli anni successivi. Distrutto dal terremoto del 1693, fu riedificato nello stesso luogo e completato nel 1704.

L’ex convento, che sorge all’interno del perimetro del cimitero, una parte del quale costituiva all’origine l’orto della comunità monastica, è stato restaurato grazie a un finanziamento di poco più di due milioni di euro.

L’intervento, condotto dall’architetto Salvatore Parlagreco con la collaborazione dell’ingegnere Antonino Barbera e del geologo Massimiliano Silvestro, ha interessato una costruzione che era abbandonata da decenni e che versava in uno stato di gravissimo e colpevole degrado.002

L’affidamento all’associazione Siciliantica di Lentini e Carlentini consente di strappare l’ex convento a un inevitabile oblio e di farlo conoscere al di là dei confini comunali anche attraverso una serie di gite scolastiche già in cantiere.

Per rendere pienamente fruibile la struttura occorrerà pensare, però, alla progettazione e alla realizzazione di un ingresso esterno, necessario per consentire l’accesso del pubblico anche durante gli orari di chiusura del cimitero.

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