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Lentini| Manca mammografo: servizio sospeso

11 Giugno 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Manca mammografo: servizio sospeso
Sanità
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Lo denuncia la Cgil di Lentini che ha scritto al direttore generale dell’Asp e al direttore sanitario dell’ospedale chiedendo la riattivazione del servizio di senologia. Centinaia di donne costrette a rivolgersi altrove. Cittadella della salute, Censabella: «Le nostre preoccupazioni non erano infondate».
Paolo Censabella 1

Paolo Censabella (Cgil)

Sospeso dallo scorso 20 aprile, per mancanza del mammografo, il servizio di senologia. A denunciarlo è il responsabile di zona della Cgil, Paolo Censabella, che parla di “fatto gravissimo”. «Parecchie centinaia di donne – scrive in una lettera inviata al direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta e al direttore sanitario dell’ospedale di Lentini, oltre che del distretto 49, Alfio Spina – sono costrette a rivolgersi altrove, con disagi e costi non indifferenti». Nella lettera Censabella denuncia, inoltre, il «progressivo allungamento delle liste d’attesa» e chiede che vengano adottati con assoluta urgenza tutti gli atti amministrativi necessari per il ripristino del servizio di senologia in tempi ravvicinati. «In relazione al trasferimento delle attività ambulatoriali dalla sede del distretto sanitario di piazza Aldo Moro al nuovo ospedale – scrive il responsabile zonale della Cgil – le preoccupazioni che avevamo manifestato pubblicamente, per il modo di procedere, in ordine alle possibili criticità che si sarebbero inevitabilmente scaricate sulla vita dei cittadini, si stanno purtroppo verificando». Nelle scorse settimane, infatti, la Cgil manifestò tutte le proprie perplessità in ordine alla nascita della cosiddetta “Cittadella della salute”, ovvero al trasferimento all’interno del nuovo ospedale di tutti gli ambulatori del Pta di piazza Aldo Moro. Criticando il provvedimento della direzione generale dell’Asp, la Cgil chiese notizie sugli 800 mila euro destinati all’adeguamento del Pta. «In questi anni – segnalò – la battaglia per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile di piazza Aldo Moro e per l’adeguamento delle attrezzature e delle dotazioni tecnologiche si è arenata perché l’Asp non dispone delle risorse necessarie e nessuno ci ha mai saputo spiegare che fine hanno fatto gli 800 mila euro previsti per tali interventi. Ora la stessa Asp, per evitare la chiusura dei servizi sanitari ormai fuori norma, decide di trasferirli presso il nuovo ospedale spacciando tutto questo per “Cittadella della salute”». In questo modo l’integrazione ospedale-territorio «rischia di scaricarsi sul nuovo ospedale, già carente di manutenzione, parcheggi e viabilità interna, vigilanza e sicurezza, sistemazione delle aree a verde». Per la Cgil, in definitiva, è necessario un progetto che preveda l’ampliamento e l’efficienza di tutti i servizi sanitari, l’azzeramento delle liste d’attesa, l’aumento della pianta organica e l’adeguamento delle attrezzature e delle dotazioni tecnologiche per contrastare la privatizzazione della sanità.

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