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Lentini| Omicidio Panarello, chiarito il movente: dissapori mai sanati e un incendio poche ore prima del delitto -Video

3 Dicembre 2016 | by Silvio Breci
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Cronaca
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Rintracciato ieri pomeriggio al “Centro Sicilia”, il 28enne Jonhatan Parcella ha ammesso le proprie responsabilità. Ora è rinchiuso in una cella del carcere di piazza Lanza a Catania. La stessa mattina del delitto, il Panarello avrebbe incendiato un camper e un fabbricato di proprietà del padre dell’omicida.

l'arrestato

Jonhatan Parcella

Il movente dell’efferato delitto. Contrasti antichi e dissapori mai sanati tra l’omicida e la sua vittima. Ma anche screzi nella gestione dello spaccio di stupefacenti sulla piazza locale. Sarebbe questo il movente che giovedì mattina ha armato la mano del 28enne Jonhatan Parcella contro il 35enne Aldo Panarello, assassinato in via Toledo, a pochi passi dalla nevralgica piazza Aldo Moro, con quattro colpi di pistola calibro 7.65. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, anche grazie alla confessione del Parcella, a far scoppiare giovedì mattina la scintilla sarebbe stato l’incendio di alcuni beni di proprietà del padre dell’omicida – un camper e un fabbricato nelle campagne di Carlentini – appiccato la stessa mattina del delitto dal Panarello. Dunque un regolamento di conti.

Catturato al “Centro Sicilia” di Catania. Jonathan Parcella, 28 anni, alle spalle piccoli precedenti penali legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, che pare volesse ricostruirsi una vita nuova e uscire dal giro della droga, è stato rintracciato ieri pomeriggio a Catania dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Siracusa e della compagnia di Augusta, insieme agli agenti della Squadra Mobile aretusea e del commissariato di Lentini. Girovagava tra i negozi del “Centro Sicilia” quando è stato individuato e fermato. Condotto immediatamente nella caserma dei carabinieri di Lentini, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, provvedimento emesso dal sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa, Margherita Brianese, che ha coordinato le indagini. Parcella ha ammesso le proprie responsabilità fornendo anche alcuni particolari del delitto. Dopo le formalità di rito il giovane è stato trasferito nel carcere di piazza Lanza a Catania.

la vittima dell'omicidio

Aldo Panarello

Indagini velocissime. Nonostante le bocche di polizia e carabinieri fossero serratissime, già nelle stessa serata di giovedì le indagini sull’efferato delitto, il primo dopo tanti di “silenzio”, erano sembrate subito a una svolta. Preziosa sarebbe stata la testimonianza della moglie della vittima, che al momento dell’agguato mortale era al suo fianco all’interno della Fiat Punto nera con la quale avevano appena accompagnato la figlia a scuola. Come preziose sarebbero state le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza di alcune attività commerciali della zona. L’arrestato avrebbe commesso l’omicidio a volto scoperto e a piedi, sparando in rapidissima successione e da distanza ravvicinata quattro colpi d’arma da fuoco. Sebbene il Parcella si fosse allontanato da Lentini subito dopo il delitto, facendo perdere le proprie tracce, l’attività congiunta di polizia e carabinieri, che hanno condiviso le informazioni sull’uomo, ha permesso alle indagini di imboccare in breve tempo la direzione giusta, consentendo di rintracciare in poche ore l’esecutore materiale del delitto. Le indagini hanno consentito inoltre di recuperare la pistola, una Beretta calibro 7.65, utilizzata dal Parcella per freddare il Panarello. Era nascosta, insieme a due caricatori contenenti ancora sette cartucce, all’interno dell’autovettura di un familiare dell’omicida. Questa mattina, presso il comando provinciale dei carabinieri di Siracusa, nel corso di una conferenza stampa sono stati illustrati i dettagli dell’operazione.

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 foto-omicidio-panarello

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