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Lentini | Operazione “Take away”, mega truffa ai danni di Inps ed Erario: denunciati 7 imprenditori e un commercialista

3 Luglio 2017 | by Silvio Breci
Lentini | Operazione “Take away”, mega truffa ai danni di Inps ed Erario: denunciati 7 imprenditori e un commercialista
Cronaca
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Estorsione, truffa, associazione per delinquere finalizzata alla truffa, appropriazione indebita e omesso versamento di contributi previdenziali i reati contestati. Evasione fiscale per oltre 18,4 milioni di euro. Scoperti anche 62 lavoratori “in nero”.

I reati contestati. Dovrà rispondere di estorsione, truffa, associazione per delinquere finalizzata alla truffa, appropriazione indebita e omesso versamento di contributi previdenziali il sodalizio criminoso – sette imprenditori e un commercialista – denunciato dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Take away” che ha consentito, tra Lentini e Carlentini, di fare luce su una ingente truffa ai danni dello Stato.

L’inchiesta. Avviata nel 2014, l’inchiesta, grazie al meticoloso lavoro delle Fiamme Gialle della Compagnia di Augusta e della Tenenza di Lentini coordinato dal procuratore capo di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, ha permesso di scoprire una organizzazione «scientemente strutturata» che, attraverso quattro società operanti nel settore della produzione di calzature, aveva messo in piedi una sofisticata e articolata truffa ai danni dell’Inps e dell’Erario. Nell’ambito della stessa inchiesta sono stati individuati anche 62 lavoratori in nero.

Falsa crisi aziendale per beneficiare della cassa integrazione. Dal 2009 al 2011, dichiarando una falsa crisi aziendale e di settore, i sette imprenditori avevano beneficiato della cassa integrazione in deroga per tutti i dipendenti per un totale di 286.558 ore, pari a 1.209.385 euro. Grazie alle verifiche incrociate effettuate sulla documentazione dell’Inps e sulle buste paga dei dipendenti destinatari della cassa integrazione, la Guardia di Finanza ha accertato che durante la cassa integrazione non solo i dipendenti avevano lavorato regolarmente per le stesse società, che avevano omesso il versamento di ritenute Irpef per 734.867 euro e di contributi previdenziali per 1.206.819 euro, ma erano stati anche stati costretti, sotto il vincolo psicologico di un ingiusto licenziamento, a restituire ai datori di lavoro la cassa integrazione percepita.

Proseguivano regolarmente il ciclo produttivo occultando ricavi. In buona sostanza, dopo aver denunciato una situazione economica deficitaria non corrispondente alla realtà dei fatti e aver beneficiato dell’intervento dello Stato attraverso l’erogazione della cassa integrazione, i sette imprenditori avevano proseguito regolarmente il ciclo produttivo delle aziende occultando ricavi per oltre 7,6 milioni di euro e Iva per oltre 1 milione di euro. Inoltre, a conclusione della cassa integrazione i sette imprenditori avevano effettuato il licenziamento collettivo dell’intero personale dipendente e avevano richiesto ulteriori benefici previsti dalla legge 223/1991. Le indagini hanno permesso di accertare che le erogazioni ottenute – consistenti in indennità di mobilità per 1.142.869 euro e sgravi contributivi per 103.329 euro previsti per le imprese che assumono dipendenti attingendo dalle liste di mobilità – erano state anch’esse ricevute indebitamente.

Danno all’Erario per quasi 19 milioni di euro. Una delle società segnalate, inoltre, grazie alle false attestazioni rilasciate da un commercialista compiacente, aveva richiesto il concordato preventivo per tutelare i propri beni e quelli dei soci dall’imputazione del reato di bancarotta fraudolenta. La complessa attività investigativa ha permesso di rilevare che il danno all’Erario ammonta a oltre 18,4 milioni di euro scaturito da elementi positivi di reddito non dichiarati, elementi negativi di reddito indebitamente dedotti, Iva relativa non versata, imposta di registro evasa, maggiore base imponibile Irap sottratta a tassazione, ritenute fiscali e contributi previdenziali non operati e non versati, cassa integrazione in deroga e indennità di mobilità indebitamente percepite.

© Riproduzione riservata

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