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Lentini | “Osso, Mastrosso, Carcagnosso”, favola musicale sulle mafie all’Ex Pescheria

6 Settembre 2018 | by Silvio Breci
Lentini | “Osso, Mastrosso, Carcagnosso”, favola musicale sulle mafie all’Ex Pescheria
Cultura
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Nasce “Lentini Diramazione”, nuovo presidio permanente di promozione culturale. Al termine dello spettacolo anche una “jam session”.

Nuova iniziativa di Spazio Condiviso. È “Osso, Mastrosso, Carcagnosso” il titolo di una favola musicale sulle mafie che l’associazione culturale Spazio Condiviso metterà in scena sabato 8 settembre, alle 21, all’Ex Pescheria, con il patrocinio del Comune, nell’ambito del nuovo progetto “Lentini Diramazione” che ha come obiettivo quello di creare un presidio permanente di promozione culturale. Un progetto che intende aprire le porte della città a realtà culturali esterne che valga la pena conoscere e apprezzare.

“Lentini Diramazione”, il perché del progetto. «In un territorio che sta rischiando di diventare una periferia urbana, spersonalizzandosi, riteniamo – spiegano i promotori dell’iniziativa – sia necessario ricostruire un senso di comunità e appartenenza, che deve essere nutrito dalla possibilità di vivere pienamente la città, per restituirne un’immagine di rinnovata bellezza».

Lo spettacolo. “Osso, Mastrosso e Carcagnosso” è una favola musicale sulle mafie già presentata al Mart di Rovereto: testo di Antonia Sorce e Paride Benassai, musiche di Emilio Galante, illustrazioni di Enzo Patti. Con Paride Benassai (voce recitante e cunto), Emilio Galante (flauto ed elettronica), Ensemble vocale “C. Eccher” di Trento diretto da Chiara Biondani.

La leggenda di Osso, Mastrosso e Carcagnosso. La leggenda ha origine a Toledo, nella Spagna del XV secolo, sede di un’associazione cavalleresca denominata la Garduna, fondata nel 1412. Il racconto è incentrato sulla vicenda di tre fratelli membri di questa società: Osso, Mastrosso e Carcagnosso. Un giorno l’onore della sorella dei tre protagonisti venne oltraggiato da un uomo. I tre fratelli decisero che l’offesa subita sarebbe stata lavata col sangue dello sciagurato. Consumato il delitto e riconosciuti colpevoli di omicidio, furono condannati a scontare una lunga prigionia nell’isola di Favignana, territorio appartenente alla corona aragonese. La piccola isola delle Egadi fu la dimora dei tre uomini per quasi trent’anni. Dopo quel soggiorno forzato i tre fratelli risultarono profondamente cambiati. Ma invece di pentirsi, la violenza che li aveva portati a uccidere un uomo a sangue freddo si radicalizzò in modo definitivo nelle loro anime. La leggenda vuole che i tre cavalieri si separarono: Osso decise di restare in Sicilia per divenire il fondatore di Cosa Nostra. Mastrosso si stabilì in Calabria dove gettò le basi della ‘Ndragheta. Carcagnosso continuò la risalita fino a giungere in Campania dove diede vita alle prime strutture malavitose dalle quali discenderà la Camorra.

La “jam session”. Al termine dello spettacolo anche una “jam session”, estemporanea musicale aperta a tutti, con Carlo Cattano, Alessandro Borgia e Filippo Di Pietro.

© Riproduzione riservata

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