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Lentini| Presidio contro la discarica di Armicci, bloccati i lavori

31 Marzo 2017 | by Silvio Breci
Lentini| Presidio contro la discarica di Armicci, bloccati i lavori
Attualità
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Il Coordinamento delle associazioni per il territorio canta vittoria e parla di «buon risultato». «La volontà degli abitanti non può essere scavalcata». Sit-in fino al 6 aprile, quando si pronuncerà il Tar.

musicafestival_300x250Per dire no allo stupro. Una catena, un sit-in, un coro di no. Uno solo. Per dire no allo stupro del territorio. Per dire no all’ennesima discarica. Per dire no a chi vuole trasformare l’area intorno al Biviere in un immondezzaio. Per dire no a chi pensa di poter decidere nonostante il volere contrario delle comunità di un territorio. Riprende la mobilitazione contro la discarica per rifiuti speciali non pericolosi autorizzata dalla Regione alla Pastorino.

Un presidio per fermare i lavori. In contrada Armicci all’alba di oggi un presidio di cittadini e volontari del coordinamento delle associazioni “No discarica Armicci” ha bloccato l’accesso al sito della discarica a mezzi e operai dell’impresa incaricata dei lavori. Il sit-in di protesta si è svolto all’inizio della stradina interpoderale che conduce alla cava, stradina dove proprio questa mattina è anche comparsa una catena che di fatto impedisce il transito dei non residenti e di quanti non sono proprietari di agrumeti nella zona.

Ieri la recinzione dell’area. Ieri mattina gli operai dell’impresa – la General Costruzioni, subappaltatrice della Loto Impianti, affidataria dei lavori per conto della Pastorino, la società siracusana titolare dell’autorizzazione integrata ambientale – avevano di fatto dato il via alla realizzazione della discarica recintando l’area del cantiere con la rete di protezione. Operazione che – dopo tutte le iniziative finora intraprese dalle comunità del territorio e dall’amministrazione comunale lentinese per impedire la nascita della discarica – ha fatto nuovamente scattare la molla della protesta.

La rete divelta. Questa mattina, peraltro, gli operai dell’impresa hanno appurato che durante la notte la rete di recinzione installata ieri era stata divelta. Per controllare che la manifestazione di protesta si svolgesse senza particolari tensioni questa mattina c’erano sul posto polizia e carabinieri.

Andremo avanti fino al 6 aprile. Secondo i propositi del coordinamento delle associazioni “No discarica Armicci”, che rinnova l’appello a tutti i cittadini di Lentini, Carlentini, Francofonte e Scordia ad aderire alla protesta, il presidio dovrebbe proseguire almeno fino al prossimo 6 aprile. Per quel giorno è atteso, infatti, il pronunciamento del Tar di Catania in ordine al ricorso presentato dall’amministrazione comunale.

«La discarica non la vogliamo. Mettetevelo in testa». Intanto il Coordinamento delle associazioni per il territorio canta vittoria e parla di «buon risultato». «Anche questa mattina – si legge in una nota – il Coordinamento delle associazioni per il territorio si è mobilitato contro la discarica di Armicci. Da circa due mesi lavoriamo per monitorare la zona, per diffondere l’informazione e organizzare presidi per impedire che la nostra terra venga violentata ancora una volta. Oggi una settantina di cittadini, studenti, abitanti e coltivatori di Armicci hanno bloccato la strada che conduce alla cava dove la Regione ha autorizzato la costruzione della discarica. Il presidio ha resistito con decisione garantendo comunque il legittimo accesso ai proprietari dei terreni. Gli operai giunti sul posto per proseguire i lavori hanno dovuto desistere e andarsene. La discarica non la vogliamo. Mettetevelo in testa». Domani la protesta continua. Ma la lotta chiede braccia e impegno, ogni abitante del territorio è coinvolto. Genitori, andate ad Armicci a lottare per la salute dei vostri figli. Studenti e studentesse, mobilitatevi. Siate l’anima di questa battaglia. Questa lotta è di tutte e tutti. Chi non partecipa si rende complice di chi vuole distruggere la nostra terra. Lottiamo. La volontà degli abitanti non può essere scavalcata».

© Riproduzione riservata

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