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Lentini| Resa dei conti nel Pd: chiesta l’espulsione di Maenza, Demma e Barbagallo

17 Luglio 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Resa dei conti nel Pd: chiesta l’espulsione di Maenza, Demma e Barbagallo
Politica
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Ricorso alla commissione provinciale di garanzia del partito da parte di Alex Siracusano, Antonino Landro, Ciro Greco, Isabella Maltese e Davide Fisicaro. I tre accusati di avere apertamente sostenuto Saverio Bosco e non Andrea Zarbano.

Comincia la resa dei conti nel Pd lentinese dopo le amministrative di giugno. Angelo Maenza, Giuseppe Demma e il neo consigliere comunale Maurizio Barbagallo rischiano l’espulsione dal partito. A chiedere ufficialmente la loro cancellazione dall’anagrafe degli iscritti con un ricorso alla commissione provinciale di garanzia sono Alex Siracusano, Antonino Landro, Ciro Greco, Isabella Maltese e Davide Fisicaro. I tre “imputati” – il neo consigliere comunale Maurizio Barbagallo, l’ex candidato alle primarie del centrosinistra Angelo Maenza e l’ex consigliere comunale e assessore di Carlentini Giuseppe Demma, i primi due componenti dell’assemblea provinciale del Pd, il terzo della direzione provinciale – sono accusati di avere apertamente sostenuto in campagna elettorale non il candidato del centrosinistra Andrea Zarbano, vincitore delle primarie di coalizione dell’aprile scorso, ma Saverio Bosco, poi eletto sindaco nel turno di ballottaggio dello scorso 19 giugno. E a provarlo ci sarebbero foto, documenti e dichiarazioni sui social. Un sostegno – si afferma nel ricorso – ampiamente confermato e reso palese dai risultati dello scrutinio. 12736126_10207344964575773_1274508237_n«Circa l’80 per cento delle 340 preferenze ottenute dal candidato al consiglio comunale Maurizio Barbagallo – scrivono i ricorrenti – è infatti abbinato al candidato sindaco Saverio Bosco». Ma c’è di più, secondo i cinque dirigenti locali del Pd che hanno deciso di portare la questione sul tavolo della commissione provinciale di garanzia del partito, presieduta dall’avvocato Giuseppe Di Mari. Il giorno successivo il primo turno elettorale, infatti, «i tre, in compagnia di altri, festeggiavano con Bosco il suo passaggio al ballottaggio non facendo mistero di averlo sostenuto e non lesinando parole di disprezzo, in luoghi pubblici, per il candidato sindaco del Pd, per il segretario del circolo, per il sindaco uscente e per l’intero gruppo dirigente lentinese». Nel lungo e articolato ricorso, inoltre, si fa esplicito riferimento all’assenza «durante tutte le iniziative e gli incontri elettorali» dei candidati al consiglio comunale che facevano riferimento a Barbagallo, Maenza e Demma e la loro mancata partecipazione a qualsiasi «attività organizzativa della campagna elettorale». «Comportamenti – si legge nel ricorso – che evidenziano una palese e indiscutibile violazione dello statuto e del codice etico del Partito democratico». Una guerra tra fazioni appena cominciata. O forse cominciata da tempo e ora inevitabilmente deflagrata dopo l’amara sconfitta di Andrea Zarbano, inaspettatamente ultimo tra i sei candidati in corsa per la poltrona di primo cittadino di Lentini.

© Riproduzione riservata

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