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Lentini| Riaperto al pubblico il museo archeologico

30 Luglio 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Riaperto al pubblico il museo archeologico
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Poco più di 2.300.000 euro la cifra spesa per un intervento di ammodernamento. Nuovi percorsi espositivi e nuove dotazioni tecnologiche. Tanta gente e numerosi ospiti stasera all’inaugurazione. Presenti la soprintendente Panvini, gli ex soprintendenti Voza e Basile, il direttore della scuola di specializzazione in beni archeologici dell’ateneo catanese Frasca, l’ex assessore regionale Sgarlata, l’arcivescovo Pappalardo, il questore Caggegi, il presidente della commissione bilancio all’Ars Vinciullo e le amministrazioni comunali di Lentini e Carlentini.

È costato poco più di 2.300.000 euro l’intervento di ammodernamento che ha consentito di restituire finalmente alla città un museo archeologico con nuovi percorsi espositivi e nuove dotazioni tecnologiche, tra cui un moderno impianto fotovoltaico e una scala di accesso per diversamente abili. Alla cerimonia inaugurale, svoltasi nella vicina chiesa della Madonna della Catena, anch’essa di recente completamente ristrutturata, sono intervenuti l’assessore ai beni culturali di Lentini Alessio Bufalino (il sindaco Saverio Bosco era a Roma con il vicesindaco Alessio Valenti per un incontro presso il ministero dell’Interno sulla complessa problematica del dissesto finanziario), il sindaco di Carlentini Pippo Basso, la responsabile del polo regionale di Siracusa per i siti e i musei archeologici Maria Musumeci, il 300x250 2loop 4k VideoRevolution progressivodirettore della scuola di specializzazione in beni archeologici dell’università di Catania Massimo Frasca e la soprintendente di Siracusa Rosalba Panvini. Erano attesi anche l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Carlo Vermiglio e il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali Gaetano Pennino. L’intervento di ammodernamento del museo è stato finanziato con le risorse del programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013 nell’ambito di una linea d’intervento finalizzata proprio al sostegno, al recupero e all’adeguamento strutturale e funzionale dei musei e di altri beni di interesse culturale e architettonico. Tra gli ospiti il questore Mario Caggegi, gli ex soprintendenti di Siracusa Giuseppe Voza e Beatrice Basile, il presidente della commissione bilancio e programmazione dell’Assemblea regionale siciliana on. Vincenzo Vinciullo e l’ex assessore regionale Mariarita Sgarlata, che ha parlato di «impegno mantenuto» e ha ricordato come l’impegno dell’assessorato da lei allora diretto sia stato principalmente quello di trovare soluzioni in grado di far ripartire i progetti del programma 2007-2013, accelerare il ritmo dei passaggi burocratici e potenziare l’offerta culturale del territorio. «Oggi – ha sottolineato la Sgarlata – grazie al lavoro ostinato dei dirigenti e dei funzionari del dipartimento dei beni culturali e alla collaborazione della scuola di specializzazione dell’università di Catania, il museo di Lentini riapre e si propone come una tappa fondamentale di tutti gli itinerari turistico-culturali della Sicilia sud-orientale». Il ristrutturato museo archeologico, com’è noto, custodisce i reperti provenienti dall’antica colonia calcidese di Leontinoi, fondata nel 729 avanti Cristo sui colli Metapiccola e San Mauro e sulla sottostante valle San Mauro, affacciata sulla fertile piana di Catania e collegata al mare attraverso il fiume San Leonardo e i suoi affluenti. Gran parte di essi, infatti, provengono dagli scavi effettuati negli anni Cinquanta nella valle San Mauro, in corrispondenza della porta meridionale della città e di una delle necropoli, e sul colle Metapiccola, sito dell’insediamento indigeno dell’età del Ferro. Un’altra parte di reperti è relativa invece alle ricerche eseguite in anni più recenti dalla soprintendenza all’interno del tessuto urbano e nel territorio circostante. Benedetto dall’arcivescovo di Siracusa mons. Salvatore Pappalardo, il museo ripercorre la storia dell’antica Leontinoi e della sua chora dalla preistoria fino all’età medievale attraverso l’esposizione di materiali provenienti dalla città e da diversi siti archeologici del comprensorio.

© Riproduzione riservata

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