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Lentini | S’insedia il consiglio comunale ma salta l’elezione del presidente

30 Novembre 2021 | by Silvio Breci
Lentini | S’insedia il consiglio comunale ma salta l’elezione del presidente
Politica
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Contrassegnata da una serie di colpi di scena, la seduta è stata rinviata a giovedì 2 dicembre alle 19. A vuoto due votazioni. La maggioranza non riesce a trovare l’intesa su chi dovrà sedere sullo scranno più alto dell’assemblea cittadina. Cambia la composizione della giunta: fuori Francesca Reale (non eletta consigliera comunale), dentro Enzo Pupillo e Ciro La Ferla.

Un’autentica infilata di colpi di scena degna del più avvincente thriller d’azione, del più intrigante romanzo d’avventura. Ieri sera, nell’affollata aula di via Galliano, la seduta di insediamento del nuovo consiglio comunale è stata esplicita cartina al tornasole delle tribolazioni che da giorni agitano la maggioranza del neo sindaco Rosario Lo Faro. Del resto, un segnale della sofferenza che affligge il Patto civico per Lentini era già da giorni evidente a molti, osservatori più o meno attenti delle dinamiche politiche locali ma anche cittadini comuni: la mancata attribuzione delle deleghe agli assessori a un mese dalla loro designazione, formalizzata dal primo cittadino all’indomani della sua proclamazione da parte dell’ufficio centrale elettorale. La prova – qualora ve ne sia bisogno – della difficoltà dell’esecutivo nel trovare una quadra che compensi le differenti aspirazioni e le molteplici spinte delle forze politiche della coalizione e che dunque metta al riparo equilibri già delicatissimi.

Poi la batosta che rimescola le carte e scompiglia la scacchiera: la mancata elezione a consigliera comunale di Francesca Reale. L’ex candidata sindaca sconfitta al primo turno, che al ballottaggio decide di sostenere Lo Faro nella sfida col sindaco uscente Saverio Bosco, assicurandosi in cambio un posto nell’esecutivo e a quanto pare anche una ipoteca sull’assegnazione della presidenza del consiglio comunale alla sua lista, l’unica apparentatasi con il sindaco neo eletto, manca l’elezione in consiglio comunale per una trentina di preferenze erroneamente attribuitele. Dopo le consuete verifiche, l’ufficio centrale elettorale conferma l’errore. I voti della Reale non sono 92 ma 63. In aula, al suo posto, Gianmarco Di Grande che di preferenze ne ha ottenute 67. La mancata conquista di un seggio in consiglio comunale da parte della Reale e dunque il suo minore peso politico personale costringono di fatto la coalizione a una rimodulazione degli equilibri interni.

Una partita rivelatasi complicata più di quanto si potesse immaginare, visti i colpi di scena di ieri sera nell’aula di via Galliano. Il primo è servito pochi minuti dopo le 20. All’appello del presidente della seduta, il consigliere anziano per numero di preferenze ottenute Giuseppe Vasta, rispondono solo in sette su sedici. L’aula è semivuota. Assente quasi tutta la maggioranza, fatta eccezione per due soli consiglieri della lista della Reale, Silvana Bosco e Gianmarco Di Grande. Prima défaillance e seduta rinviata di un’ora. Al secondo appello, alle 21.15, l’aula è al completo, ma ecco il secondo colpo di scena: sugli scranni dell’amministrazione comunale, alla sinistra del sindaco Rosario Lo Faro, con tanto di fascia tricolore, siedono gli assessori. Per metà sono quelli noti e già designati: Cristina Stuto e Carlo Cardillo. Un terzo assessore, Maria Cunsolo, siede sui banchi della maggioranza essendo anche consigliera comunale. Alla destra del primo cittadino l’altra metà della giunta nuova di zecca. Si tratta di Enzo Pupillo e Ciro La Ferla. La designazione – ma bisognerà aspettare la fine della seduta per apprenderlo dalla bocca di Lo Faro incalzato dall’ex sindaco Bosco – è di poche ore prima. «A seguito delle dimissioni di Francesca Reale per sopraggiunti impegni personali – chiarirà il sindaco in zona Cesarini – ho provveduto oggi pomeriggio a completare la composizione della giunta che risulta adesso composta da Maria Cunsolo, Cristina Stuto, Carlo Cardillo, Enzo Pupillo e Ciro La Ferla». Una vera e propria sorpresa per molti dei presenti.

La seduta di insediamento – dopo un minuto di silenzio chiesto dal presidente in memoria di Andrea Chiarenza, il fondatore e presidente della locale sezione dell’Associazione nazionale carabinieri scomparso di recente – entra nel vivo con il giuramento dei sedici neo consiglieri comunali. Per la maggioranza Ciro Greco, Efrem Sanzaro e Corinne Valenti di Lentini Operosa, Filadelfo Tocco, Silvana Bosco e Gianmarco Di Grande della lista Francesca Reale Sindaco, Salvatore Ippolito e Maria Grazia Culici del Patto civico per Lentini, Maria Cunsolo e Agata Magnano del Movimento 5 stelle. Per la minoranza l’ex sindaco Saverio Bosco in quanto candidato sconfitto al ballottaggio, Alessandro Vinci e Davide Marchese della lista Ora, Giuseppe Vasta e Diletta Pericone di Viva Lentini, Luigi Campisi de L’altra Lentini. Dopo la verifica delle eventuali condizioni di ineleggibilità e incandidabilità e la successiva convalida degli eletti e la verifica delle eventuali situazioni di incompatibilità, l’Aula dà il via alla votazione per il presidente del consiglio comunale.

Il terzo colpo di scena della serata è però dietro l’angolo. Sul nominativo indicato per la presidenza dell’aula, la consigliera Silvana Bosco, sponsorizzata dalla Reale, la maggioranza non è compatta. Al termine dello scrutinio i numeri confermano infatti le divisioni interne. Per la consigliera della lista Francesca Reale Sindaco votano solo in sette, tre sono le schede bianche (i franchi tiratori?), una la scheda nulla. Un voto ciascuno, infine, per Vinci, Marchese, Pericone, Vasta e Saverio Bosco. La maggioranza chiede a questo punto la sospensione della seduta per qualche minuto. Prova a trovare in extremis un’intesa. Ma non riesce a evitare un altro scivolone.

Ed ecco il quarto colpo di scena della serata. Alla seconda votazione, oltre a quello della Bosco, spunta il nome di Efrem Sanzaro della lista Lentini Operosa, ma tra i due contendenti della stessa maggioranza è pari e patta: otto voti per lui (evidentemente sostenuto strategicamente anche dalla minoranza), otto per lei. Dunque ancora un nulla di fatto, che costringe la maggioranza a chiedere per la seconda volta una sospensione della seduta. La strada è tutta in salita e per provare a sanare le ormai evidenti divisioni non basta l’ennesimo confronto. Al ritorno in aula la maggioranza è di fronte all’inevitabile: chiedere il rinvio della seduta di qualche giorno. L’opposizione ovviamente dice no, ma la proposta passa con nove voti favorevoli e sette contrari. Nemmeno sul rinvio la maggioranza riesce a votare compatta. Il consiglio tornerà a riunirsi giovedì 2 dicembre alle 19. Nei secondi conclusivi della seduta, sollecitato come detto dall’ex sindaco Bosco, Lo Faro dà conto della nuova composizione della giunta. Solo i nomi, dei “vecchi” e dei “nuovi” assessori, nessun cenno, almeno per ora, sulle ragioni politiche della scelta.

© Riproduzione riservata

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