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Lentini | Storie di arance e pescatori, la trasformazione dei territori narrata da Di Modica

23 Giugno 2018 | by Silvio Breci
Lentini | Storie di arance e pescatori, la trasformazione dei territori narrata da Di Modica
Cultura
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Due appuntamenti teatrali all’Arena Santa Croce (24 giugno e 19 luglio) per iniziativa del Coordinamento per il territorio contro la discarica di Armicci. Domani “Sole d’inverno”, la storia di Graziella Vistrè.

Come cambiano i territori. Una riflessione sulla trasformazione dei nostri territori, sull’impatto violento dell’industrializzazione, sul ricatto nel lavoro e sulla voglia di rivalsa della nostra terra. È quella proposta dal Coordinamento per il territorio contro la discarica di Armicci con due spettacoli di Alessio Di Modica, teatrante, clown e “cuntastorie” – o “cuntautore”, come ama definirsi – originario di Augusta e da anni impegnato con la sua associazione “Area Teatro” nella realizzazione di spettacoli e laboratori nelle scuole sui tema della legalità, dei diritti civili e della memoria.

“Sole d’inverno: storie di arance, donne e lotte”. Domani, domenica 24 giugno, alle 20, il primo dei due appuntamenti in programma all’Arena Santa Croce, dove andrà in scena “Sole d’inverno: storie di arance, donne e lotte”. Lo spettacolo narra la storia della sindacalista bagherese Graziella Vistrè, vissuta dal 1962 al 1982 nella “rossa” Lentini, dove arrivò per dirigere il patronato Inca della Cgil e dove si rese protagonista delle principali battaglie sindacali e politiche. Arrivata a Lentini con il ricco bagaglio dell’esperienza maturata nella sua Bagheria, per vent’anni dedicò le sue energie all’emancipazione delle donne lavoratrici, le cosiddette “incartatrici”, lottando contro il loro sfruttamento nei magazzini per la lavorazione degli agrumi.

“I cunti del mare. Storie di pescatori siciliani”. Il secondo spettacolo andrà in scena, invece, il 19 luglio. Di Modica proporrà “I cunti del mare. Storie di pescatori siciliani”, un racconto che racchiude le storie dei pescatori di Augusta, una delle marinerie più importanti della Sicilia che l’avanzata dell’industrializzazione ha distrutto lasciando soltanto brandelli di memoria ferita.

© Riproduzione riservata

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