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Lentini| Targa di villa Marconi, Libera: «Ripartire da questo evento per rieducare alla legalità»

25 Ottobre 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Targa di villa Marconi, Libera: «Ripartire da questo evento per rieducare alla legalità»
Attualità
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Frutto della tipica inconsapevolezza adolescenziale, l’episodio dei giorni scorsi continua ancora a far parlare. Libera Siracusa: «Abbiamo assunto con l’amministrazione comunale un impegno affinché la targa venga ricollocata al più presto».

musicafestival_300x250Continua ancora a far discutere la vicenda della distruzione della targa di villa Marconi dedicata alle vittime lentinesi di mafia Filadelfo Aparo, Cirino Catalano, Carmelo Di Giorgio, Alfio Pisano e Francesco Vecchio, di cui nei giorni scorsi si sono resi protagonisti tre undicenni del quartiere, assolutamente inconsapevoli del peso, della gravità e delle possibili ripercussioni del loro gesto. Un atto goliardico, forse ancor prima che vandalico. Una vera e propria bambinata, frutto della tipica inconsapevolezza adolescenziale. Sulla vicenda intervengono adesso Libera Sicilia e il settore Memoria dell’associazione presieduta da don Luigi Ciotti, che esprimono innanzitutto solidarietà nei confronti dei familiari delle vittime di mafia. «Condanniamo questo vile gesto – afferma Gregorio Porcaro, coordinatore regionale di Libera Sicilia – che non fa bene a quel percorso volto a dare valore e salvaguardare la memoria». La targa, come si ricorderà, era stata inaugurata il 23 maggio nel corso di una manifestazione promossa dall’istituto comprensivo Vittorio Veneto, in collaborazione con l’associazione Libera, in occasione della ormai tradizionale Giornata della Legalità, coincidente quest’anno con il 24. anniversario della strage di Capaci. «Congiuntamente alla cooperativa “Beppe Montana-Libera Terra” – afferma Lauretta Rinauro, coordinatore provinciale di Libera a Siracusa – ci preme esprimere la nostra vicinanza e solidarietà ai familiari che, al di là delle cause dell’accaduto e della natura dei responsabili, hanno vissuto indirettamente una nuova sofferenza legata a un atto di violenza rivolto stavolta, se non alle persone, alla memoria dei loro cari. Ancora di più ci responsabilizza, come realtà che si occupa di diffusione della cultura della legalità, la notizia che gli autori dell’accaduto risultano essere minorenni. Come cittadini, come società civile e come educatori, sentiamo di dover leggere in questo gesto l’esigenza per la nostra società di ripartire da questo evento per puntare le forze comuni verso iniziative che educhino i nostri ragazzi al rispetto del bene comune, della persona, della città e soprattutto delle regole, garanzie di vita libera, sana e onesta. Questo non solo per ricostruire la lapide quale simbolo di memoria e di impegno – aggiunge la Rinauro – ma anche per progettare un percorso comune che possa rieducare i giovani, partendo proprio dai ragazzi che hanno compiuto il drammatico gesto, alla cultura della legalità, all’impegno alla cittadinanza attiva, alla lotta e al rifiuto di qualunque forma di sopraffazione, devianza e criminalità. In tale ottica – conclude – abbiamo assunto un impegno di collaborazione con l’amministrazione comunale, affinché venga ricollocata e anche meglio la lapide, ripartendo da lì per costruire un futuro di legalità per i giovani della città di Lentini».

© Riproduzione riservata

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