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Lentini | Termoutilizzatori, per Antudo rappresentano la morte dei territori

21 Giugno 2021 | by Silvio Breci
Lentini | Termoutilizzatori, per Antudo rappresentano la morte dei territori
Attualità
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Dopo l’avviso esplorativo della Regione per la realizzazione in Sicilia di due inceneritori, il Comitato Antudo annuncia l’avvio di una mobilitazione regionale. «È il fallimento totale della gestione del ciclo dei rifiuti».

«Gli inceneritori sono la morte dei territori». «Gli inceneritori chiudono ogni prospettiva di gestione alternativa dei territori. Sono la morte dal punto di vista sanitario, economico e sociale». Lo afferma il Comitato Antudo di Lentini a margine della decisione della Regione di avviare le procedure per la realizzazione in Sicilia di due termoutilizzatori.

L’avviso esplorativo della Regione. Nei giorni scorsi, infatti, il Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti ha pubblicato l’avviso esplorativo per l’affidamento in concessione della “progettazione, costruzione e successiva gestione fino a due impianti per il recupero energetico da rifiuti non pericolosi”. I termoutilizzatori dovranno avere ciascuno una capacità di trattamento da 350 a 450 mila tonnellate all’anno di rifiuti indifferenziabili e saranno dislocati uno in Sicilia occidentale (nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo o Trapani) e l’altro nella zona orientale (Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa).

«Imprese con l’acquolina in bocca ce ne sono eccome». «La Regione – scrive il Comitato Antudo in una nota – cerca imprese che caccino i soldi per la costruzione di due inceneritori, uno nella parte orientale e uno nella parte occidentale dell’isola. E le imprese che hanno i capitali e l’acquolina in bocca per l’affare ce ne sono eccome e per la verità alcune hanno depositato i loro progetti da parecchio tempo come ad esempio i Leonardi della Sicula Trasporti o la Si Energy dei bresciani della Siderurgiche Investimenti o ancora la A2A. Solo il mese scorso per Musumeci gli inceneritori – termoutilizzatori non erano che una “ipotesi residuale” e la scelta di farli doveva essere presa “nel prossimo triennio, dalle autorità d’ambito”. Da buon mentitore seriale Musumeci sosteneva che “senza questa soluzione resteremmo in mano all’oligopolio dei privati e della cultura delle discariche”».

«Il fallimento della gestione del ciclo dei rifiuti». «Ebbene – prosegue Antudo – con questa scelta si dichiara il fallimento totale della gestione del ciclo dei rifiuti, si aprono le porte a discariche di rifiuti pericolosi (e chissà dove saranno costruite?), si continua a favorire gli affaristi privati, si chiude con la possibilità di creare lavoro-reddito in imprese del riciclo e recupero e, ciò che è più sconcertante, si attacca ancora e senza alcuno scrupolo la salute di abitanti e territori. A proposito degli inceneritori avevamo scritto: chi semina vento raccoglie tempesta. Il bando è stato pubblicato. E tempesta sia! Iniziamo la mobilitazione regionale per la difesa dei nostri territori».

© Riproduzione riservata

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