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Lentini | Un centro “ittiogenico” di un milione di euro sul Biviere

29 Aprile 2021 | by Silvio Breci
Lentini | Un centro “ittiogenico” di un milione di euro sul Biviere
Attualità
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Il progetto, voluto dall’ex assessore regionale alla pesca Edy Bandiera, punta anche alla valorizzazione del sito. Questa mattina un tavolo istituzionale.

Il progetto e i fondi. Voluto dall’ex assessore regionale alla pesca Edy Bandiera e approvato dal Dipartimento della pesca mediterranea dell’Assessorato regionale all’agricoltura con un decreto (n. 380) del 29 giugno 2018 che stanzia un milione di euro nell’ambito delle risorse del Programma operativo del Feamp, il Fondo europeo per la politica marittima 2014/2020, un progetto prevede la realizzazione di un centro “ittiogenico” di valorizzazione, tutela e produzione, anche al fine del ripopolamento del lago di Lentini, delle specie ittiche autoctone. Il progetto prevede anche la possibilità di avviare una forma di turismo che consentirà di sviluppare un indotto economico significativo come quello rappresentato dalla pesca sportiva, in grado non solo di destagionalizzare e incrementare l’offerta turistica del territorio, ma anche di fare finalmente del lago un vero e proprio volano dello sviluppo economico a beneficio delle popolazioni che vivono attorno a esso.

Il tavolo tecnico a Palermo. Questa mattina a Palermo, nella sede del Dipartimento della pesca mediterranea dell’Assessorato regionale all’agricoltura, si è svolto un tavolo istituzionale volto all’attuazione del progetto. Presenti il direttore generale del dipartimento Alberto Pulizzi e il dirigente competente Alfonso Milano, i rappresentanti del Dipartimento regionale ambiente, del Consorzio di bonifica della Sicilia orientale, dei comuni di Lentini e Scordia (rappresentati rispettivamente dal sindaco Saverio Bosco e dall’assessore Tringali), delle associazioni Lipu, Macrostigma, Delfini Azzurri e del comitato regionale della Federazione italiana pesca sportiva.

Il lago e le sue potenzialità. Il lago di Lentini, dopo l’opera di bonifica dalla malaria negli anni ’30 ad opera del Consorzio di bonifica, è stato progettato e realizzato dallo stesso Consorzio con fondi della Cassa per il Mezzogiorno attorno agli anni ’70, con lo scopo di svolgere la funzione di serbatoio di acqua per uso agricolo e industriale. Si estende per 9 chilometri di argine artificiale e ha una superficie complessiva di circa 1.300 ettari. È il più esteso di tutto il territorio nazionale, con una capacità di 127 milioni di metri cubi d’acqua e rappresenta una importante oasi naturalistica e di habitat per uccelli migratori e per la nidificazione di molte specie. «Un lago – sottolinea Edy Bandiera – che dopo decenni di annunci adesso può divenire volano di sviluppo per i territori e che vede coniugare alle tradizionali funzioni anche quella della valorizzazione ambientale e turistica».

© Riproduzione riservata

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