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Lentini | Zona rossa sì, zona rossa no: Bosco avrebbe chiesto chiarezza con un esposto

22 Maggio 2021 | by Silvio Breci
Lentini | Zona rossa sì, zona rossa no: Bosco avrebbe chiesto chiarezza con un esposto
Attualità
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Una relazione sui fatti di fine aprile, trasmessa al Commissariato di Polizia, al Prefetto, all’Asp e all’Ordine dei medici, per “denunciare” gli errori che sarebbero stati commessi nel calcolo del tasso d’incidenza settimanale.

Un esposto per chiedere chiarezza. Sarebbe rimbalzata sulla scrivania del dirigente del locale commissariato della Polizia di Stato – e “per conoscenza” anche su quelle del prefetto, del direttore generale dell’Asp e del presidente dell’Ordine dei medici – la bagarre istituzionale che nei giorni scorsi, con l’inevitabile codazzo di aspre polemiche politiche tra chi difendeva una parte e chi l’altra, ha visto contrapporsi il primo cittadino e il responsabile del gruppo Covid dell’Asp per le errate comunicazioni che davano la città prima in “rosso”, poi in “arancione” e immediatamente dopo di nuovo in “rosso”. In un lungo esposto il sindaco Saverio Bosco si sarebbe ampiamente soffermato sugli «spiacevoli avvenimenti» verificatisi in città sul finire della seconda metà di aprile, “denunciando” gli errori che sarebbero stati commessi nel calcolo del tasso d’incidenza settimanale (fissato dalla norma in 250 nuovi positivi per 100 mila abitanti, soglia superata la quale scatta automaticamente la “blindatura” della città) e che avrebbero trascinato Lentini in zona rossa, una prima volta dal 17 al 28 aprile e una seconda volta dal 29 aprile al 5 maggio.

I presunti errori. Una prolungata “blindatura” – 19 giorni in tutto – che avrebbe causato non pochi danni economici e sociali alla città e soprattutto ai commercianti, costretti ad abbassare le saracinesche delle proprie attività. Secondo Bosco in nessuna delle settimane prese come riferimento per il calcolo del tasso d’incidenza, quelle dal 7 al 13 aprile, dal 14 al 20 e dal 21 al 27, il numero dei nuovi positivi avrebbe superato la fatidica soglia di 250 per 100 mila abitanti, che per Lentini, sulla base dei residenti, corrisponde a 59 nuovi casi settimanali. Nella settimana dal 7 al 13 aprile, secondo l’amministrazione comunale che richiamerebbe «i dati ufficiali trasmessi quotidianamente dall’Asp», i nuovi positivi sarebbero stati 53 e non 66 come invece comunicato dal responsabile del gruppo Covid. Così nelle settimane successive. In quella dal 14 al 20 aprile i nuovi contagi settimanali sarebbero stati 45 e non 58. Dal 21 al 27, 46 e non 66.

Il “valzer” delle comunicazioni. Errori, avrebbe evidenziato Bosco nell’esposto consegnato in commissariato, che sarebbero stati causati dal mancato inserimento, ai fini statistico-epidemiologici, dell’esito dei test rapidi rispetto a quelli molecolari, procedura che andrebbe contro le direttive ministeriali che fisserebbero l’obbligo di tracciabilità di tutti i test – “antigenici rapidi o Rt-Pcr, anche se effettuati da laboratori, strutture e professionisti privati accreditati dalle Regioni” – nei sistemi informativi regionali. Riguardo poi alla proroga della zona rossa per altri sette giorni, dal 29 aprile al 5 maggio, il sindaco avrebbe stigmatizzato con l’esposto il “valzer” delle comunicazioni corrette e ricorrette dall’Asp – la 269 del 27 aprile, la 273 e la 275 del 28 aprile – che avrebbero generato confusione e incertezza tra istituzioni e cittadini, parlando di episodi destabilizzanti per i rapporti di reciproca fiducia. Bosco avrebbe in definitiva richiamato l’attenzione sulle incongruità riscontrate nei dati di incidenza epidemiologica settimanale trasmessi al comune.

© Riproduzione riservata

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