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LETTERA DONNE PD A DONNE CENTRODESTRA

LETTERA DONNE PD A DONNE CENTRODESTRA
Politica
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Le donne del PD scrivono alle donne del centrodestra per solidarizzare sull’esclusione del sesso femminile dalle due giunte. Care amiche del Centro-Destra – scrivono Marika Cirone Di Marco, Sabina Zùccaro, Anna Martano, Carmen Castelluccio, Caterina Cafeo, Daniela Cassia, Enza D’Antoni, Giovanna Prezzemolo, Giusy Aprile, Lina Fascetta, Lucia Rita Storaci, Mariarita Sgarlata, Stella D’Angelo – l’esclusione di presenze femminili dalle Giunte al Comune Capoluogo e all’Amministrazione Provinciale ad opera del Sindaco Visentin e del Presidente Bono è avvenuta già da qualche giorno, suscitando critiche e prese di posizione da parte di Associazioni, Sindacati, Gruppi consiliari del PD e del PD stesso. E tutto ciò nel vostro perdurante silenzio, quasi si trattasse della “solita battaglia dell’opposizione per partito preso”. Vero è – scrivono ancora le donne del PD – che la violazione del diritto alle pari opportunità nell’accesso alle cariche pubbliche non accade per la prima volta dalle nostre parti e che nel recente passato l’attuale compagine politica si è spinta fino al punto di importare da Trapani un’Assessora, lasciando di stucco l’intero elettorato per l’insultante fantasia, ma questa volta colma la misura la simbiotica determinazione con cui i due maggiori Enti Locali negano l’esercizio dei diritti costituzionali di accesso alle cariche pubbliche alla metà femminile dei propri cittadini. Sorprende – continuano nella missiva le donne del PD – l’ostinato rifiuto di Sindaco e Presidente di allineare le scelte in materie di incarichi e di nomine a principi costituzionali, legislazione nazionale e regionale, sentenze di T.A.R., Statuti, che sanciscono in modo inequivocabile e vincolante il diritto alle pari opportunità. Sorprende e provoca indignazione. Con articoli, lettere, interrogazioni, notifiche, da cittadini e da organizzazioni viene sollecitata non una benevola concessione o un gesto di gentlemen’s agreement, ma il rispetto di leggi e regole democratiche, che su questo punto non lasciano adito a dubbi interpretativi e innovano profondamente sul piano della composizione della rappresentanza politica. Se la legalità viene infranta,  e in questo caso è stata platealmente infranta, è dovere civico chiederne a voce alta l’immediato ripristino, a meno che non si pensi che legalità sia termine vago, la cui declinazione possa essere affidata all’arbitrio. Il tema, che poniamo ad Autorità e Istituzioni e che vi poniamo – concludono le esponenti femminili del PD – merita il vostro ascolto e la vostra attenzione. Non è un tema né di destra, né di sinistra, ma appartiene alla coscienza democratica di ciascuna e di ciascuno. Ignorarlo o derubricarlo a vicenda politica irrilevante, del tutto casuale, è un errore, che non solo incoraggia a proseguire nella scelta di comportamenti discriminatori, ma che indebolisce il valore della nostra democrazia. Con la supina complicità di chi tace. Noi non ci presteremo. E voi?


 

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