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L’EX PUGILE BATTAGLIA ARRESTATO PER OMICIDIO

L’EX PUGILE BATTAGLIA ARRESTATO PER OMICIDIO
Cronaca
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L’ex pugile siracusano Salvatore Battaglia arrestato per omicidio. Sarebbe l’esecutore materiale del delitto di Salvatore Giacona, il giovane postino rinvenuto cadavere a Cassibile nell’aprile dello scorso anno. Ad inchiodarlo le dichiarazioni di un pentito e le tracce di DNA rinvenute sull’arma del delitto. Battaglia è stato prelevato dalla sua abitazione la notte scorsa, nella zona commerciale di Siracusa, dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e della Compagnia di Siracusa, coadiuvati da un elicottero del Nucleo di Catania. L’ex pugile 37enne, pregiudicato, attualmente carrozziere, avrebbe ucciso Salvatore Giacona, postino scomparso da Cassibile l’1 aprile del 2009 e rinvenuto cadavere, semicarbonizzato all’interno della sua autovettura, due giorni dopo, in Contrada Spinagallo-San Domenico. Un delitto compiuto con metodo tipicamente mafioso – omicidio e successiva distruzione del cadavere –  che è stato subito inquadrato dagli investigatori come un regolamento di conti all’interno dell’ambiente criminale in cui Giacona riteneva essersi inserito. Avrebbe in pratica pagato con la vita la sua ambizione di ritagliarsi un ruolo di primo piano negli ambienti della criminalità organizzata. Le indagini avviate nei giorni seguenti all’omicidio hanno portato alla collaborazione con la giustizia di Sebastiano Troia, sottoposto a fermo l’11 aprile, perché ritenuto coinvolto nel delitto. Il pentito nel marzo scorso si autoaccusò anche dell’omicidio di Salvatore Bologna, commesso 8 anni fa insieme ad Antonino Linguanti. Le testimonianze di Sebastiano Troia hanno consentito di ritrovare l’arma del delitto, una pistola calibro 7,65, occultata nei pressi del luogo del delitto. Avrebbe riferito che a premere il grilletto sarebbe stato proprio Battaglia e lui avrebbe organizzato la “trappola” in cui è caduto il postino, accompagnandolo nella “spedizione punitiva”. Sulla pistola, a seguito degli accertamenti dattiloscopici, balistici e biologici, eseguiti dal RIS di Messina, sarebbero state trovate prove determinanti sulla responsabilità, quale autore materiale, di Salvatore Battaglia. Sull’arma e sul relativo involucro sono state trovate tracce di sangue della vittima, oltre alle impronte papillari ed il DNA di Battaglia; le testimonianze rese da Sebastiano Troia e gli elementi raccolti nel corso dell’indagine, hanno dunque consentito di delineare la responsabilità univoca dell’ex pugile nell’esecuzione materiale. Il fermo di indiziato delitto per omicidio aggravato, su disposizione della Procura Distrettuale Antimafia di Catania, è stato disposto subito dopo aver ricevuto gli esiti degli accertamenti tecnici, visto il pericolo di fuga di Battaglia, che già in occasione della collaborazione di Troia si era reso irreperibile per alcuni giorni, per poi riapparire appena sicuro di non essere ricercato. La misura restrittiva è stata emessa dal Sostituto Procuratore, Luigi Lombardo. Battaglia è stato allievo di Salvatore Melluzzo; nel marzo del 2003 ha vinto anche un titolo intercontinentale “superleggeri” davanti al suo pubblico, al Palazzetto dello Sport di Siracusa.

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