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Lentini | Lions: «È ancora utile dedicare il proprio tempo al volontariato?»

27 Febbraio 2019 | by Silvio Breci
Lentini | Lions: «È ancora utile dedicare il proprio tempo al volontariato?»
Attualità
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Campo di basket di piazza Madonna del Castello: forse qualcuno non lo vuole? In una lettera aperta lo sfogo del club dopo un esposto presentato da un cittadino alla Polizia Municipale.

C’è tutta l’amarezza possibile in una lettera aperta del Lions di Lentini giuntaci in redazione, in cui si racconta di un progetto portato a termine di recente – la riqualificazione a spese dei soci del campo di basket di piazza Madonna del Castello, da anni abbandonato, nell’ambito di un programma distrettuale del club denominato “Cento piazze per lo sport” – e dei risvolti, spiacevoli e inaspettati, che esso ha avuto e che hanno spinto i soci del club a porsi l’interrogativo se ancora abbia senso davvero coltivare valori e spendersi per la propria comunità. Di seguito riportiamo integralmente il testo della lettera aperta giuntaci in redazione.

La lettera aperta del Lions. «Per arrivare al cuore del problema, del quale parleremo nella parte finale della nota, ci sembra indispensabile fare alcune premesse che possano consentire al lettore di conoscere chi sono e quali scopi si propongono di raggiungere i Lions. Parliamo di un’associazione di servizio internazionale, e precisamente del Lions Club International, che è oggi la più grande associazione internazionale al mondo, fondata nel 1917, presente in oltre 200 nazioni con circa 1.360.000 soci (dei quali circa 40.000 in Italia), organizzati in 46.000 club, uno dei quali proprio a Lentini dove opera da quasi 50 anni, precisamente dal maggio 1970, e che conta 38 soci. Ma perché ci siamo riuniti in un’associazione e quali sono i suoi scopi. E poi come operiamo nella nostra piccola comunità? Quando siamo diventati soci della nostra associazione abbiamo intrapreso un viaggio insieme. Tutti abbiamo iniziato un percorso di servizio, condividendo la nostra generosità, portando speranza alle nostre comunità, migliorando, ove possibile, le vite delle persone che serviamo e le nostre lungo la strada. Ma il servizio non è qualcosa che si organizza in un solo giorno e finisce quando l’evento si conclude. Veniamo a conoscenza di un problema e iniziamo a pensare al modo in cui il nostro club può essere d’aiuto o di supporto».

«Raccontare ciò che facciamo e condividere le nostre storie è una componente altrettanto importante per mantenere il movimento attivo. Una cosa è compiere una buona azione. Un’altra è fare un’azione buona e condividerne la storia con tutta la cittadinanza ed eventualmente con altri soggetti che potrebbero sostenere la nostra causa o unirsi a noi nel servizio. L’obiettivo è unico: tentare di lasciare un mondo migliore. Non abbiamo certamente la pretesa di essere noi a cambiare il mondo, ma con il nostro impegno e le nostre opere e il nostro atteggiamento potremo certamente contribuire affinché ciò possa realizzarsi. Il nostro motto si riassume in due parole: “We Serve”, “Noi serviamo”. L’associazione, in questi oltre 100 anni di operatività, ha combattuto nel mondo la cecità fluviale. Infatti dal 1993, tramite la Fondazione Lions Club International, ha assegnato 33 milioni di dollari per supportare la distribuzione del Mectizan®, la medicina per la cura della cecità fluviale, a circa 251 milioni di persone in 15 paesi dell’Africa e dell’America Latina. È impegnata nella lotta contro il morbillo, per la quale intende destinare in tre anni 300 milioni di dollari, è sempre presente con sostegni economici in tutte le calamità naturali che affliggono il pianeta (anche a seguito del recente terremoto che ha colpito i nostri conterranei alle falde dell’Etna Lions International è stato presente con un primo intervento sia economico che con l’invio di suppellettili). In questi 50 anni il Club di Lentini, per quanto piccolo, ha cercato di essere utile alla propria comunità con interventi diversi, promuovendo per esempio conferenze su problematiche di grande rilievo, da quelle economiche (siamo stati fra i primi a parlare di arance a polpa rossa oltre 25 anni fa con un convegno che all’epoca fece storia) a quelle sulla sanità pubblica (basti ricordare che i primi vagiti del nuovo ospedale di Lentini trovarono impulso proprio da un grande convegno organizzato dal club e che vide riunite personalità illustri dell’epoca), dal rischio sismico alla ludopatia, dalla Costituzione Italiana ai rapporti con le banche, dall’introduzione dell’euro alla sana alimentazione. Annualmente offriamo alla popolazione la possibilità di sottoporsi a diversi screening, da quello per il diabete a quello della vista, da quello dell’udito a quello cardiologico».

«Abbiamo cercato di contribuire con le nostre pur modeste risorse economiche al restauro di importanti opere d’arte della città. La chiesa di Sant’Alfio ci ha visti al suo fianco diverse volte con il restauro del capitello e la donazione di una teca per la sua esposizione, la realizzazione di una vetrina per poter esporre parte dei tesori della Chiesa Madre, allo scopo di creare quel circuito virtuoso di recupero di beni artistici e culturali che rappresentano un volano per il territorio. La prima cripta della chiesa di Sant’Alfio è stata aperta nel 2016 e offerta alla fruizione di tutti grazie al costante impegno di noi soci del club. Anche la chiesa rupestre del Crocifisso ci ha visti compartecipi nel sul percorso di recupero. Abbiamo istituito il Premio Lentini Lions, oggi purtroppo non più nei nostri programmi, nel corso del quale premiavamo con borse di studio i migliori lavori realizzati dai giovani lentinesi e mirati alla valorizzazione del nostro territorio, abbiamo sostenuto studenti in difficoltà con l’acquisto dei libri scolastici. Abbiamo sempre operato, perché questo prevede oltre che la nostra coscienza civica anche il nostro statuto, a fianco delle istituzioni pubbliche. Insomma abbiamo agito, nel nostro piccolo, a 360 gradi».

«Fra le più recenti attività del Lions a livello regionale abbiamo partecipato al service “100 piazze per lo sport” e in quest’ottica, dopo aver chiesto e ottenuto da parte del Comune di Lentini le dovute autorizzazioni, lo scorso anno abbiamo ripristinato in piazza Madonna del Castello le attrezzature già presenti di un campetto di basket per dare la possibilità a tanti giovani di trascorrere serenamente il loro tempo libero, evitando per qualche ora di stare con i cellulari in mano e imparare così che lo sport è salute, è vita, è impegno, è amicizia, è competitività. Un intervento che è servito tra l’altro a recuperare uno spazio pubblico per tanto tempo trascurato. Il coinvolgimento di imprese locali che hanno prestato la loro opera, qualcuna anche a titolo gratuito, nell’ottica di un’opera di servizio e di volontariato, ha permesso di realizzare un bel progetto. In un giorno di festa, alla sua inaugurazione e consegna alla cittadinanza, hanno partecipato le più alte cariche del club, il governatore del Distretto Lions 108 Yb Sicilia in prima fila, membri della giunta municipale con il sindaco in testa, i comandanti delle forze dell’ordine, tutti i soci Lions e numerosissimi cittadini che, entusiasti, ci hanno gratificato con i loro sorrisi e il loro ringraziamento».

«A distanza di un anno, però, un’amara sorpresa ci attendeva. Il nostro club, e per esso uno dei nostri soci, ha dovuto subire un interrogatorio in quanto era pervenuta alla Polizia Municipale la denuncia di un solerte cittadino che si riteneva leso, dal campo di basket, in qualche suo diritto. E individuava nel Lions di Lentini chi aveva commesso un abuso o un illecito a suo danno. La cosa, evidentemente e naturalmente, non ha sortito alcun effetto in quanto tutto da parte del club e del Comune era stato fatto nel rispetto delle regole, ma ciò non toglie che rimane addosso un’amarezza indicibile nel doversi rendere conto che anche quando ti impegni, con le tue risorse, con il tuo lavoro, nell’ottica del “We Serve”, trovi poi una persona che non capisce o non vuol capire quanto certe iniziative siano rivolte al miglioramento del nostro stare insieme, dell’essere comunità, del voler servire il prossimo anche con piccoli gesti. Certo non abbiamo realizzato lo stadio di San Siro di Milano o la piscina Olimpica di Roma, abbiamo solo attrezzato un piccolo spazio, prima sottoutilizzato e trascurato, a spazio fruibile per i nostri figli o nipoti. Questo siamo e facciamo noi lions, come lo fanno i rotariani, i kiwaniani, le fidapine, i membri dell’Archeoclub e tutti quelli che operano nel volontariato per migliorare le comunità nelle quali vivono».

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