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LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE: SCOPERTI 11 EVASORI TOTALI E RECUERATI A TASSAZIONE OLTRE 18 MILIONI DI EURO DI IMPONIBILE

14 Febbraio 2012 | by Redazione Webmarte
LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE: SCOPERTI 11 EVASORI TOTALI E RECUERATI A TASSAZIONE OLTRE 18 MILIONI DI EURO DI IMPONIBILE
Cronaca
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Su disposizione del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Siracusa, sin dai primi giorni dell’anno è stata implementata l’attività nello specifico comparto operativo, ed una particolare attenzione è stata rivolta alla scoperta degli evasori totali, di quei soggetti, cioè, completamente sconosciuti al Fisco, proprio a tutela non solo delle risorse statali, ma anche, se non soprattutto, a salvaguardia dell’economia legale e, quindi, dei contribuenti e delle aziende che, correttamente e con tanti sacrifici, hanno sempre pagato le tasse.
I primi risultati non si sono fatti attendere: sono stati, infatti, individuati 11 evasori totali, recuperando a tassazione oltre 18 milioni di euro.
Tale attività, condotta in maniera sinergica tra tutte le componenti operative del Comando Provinciale, ha portato ad  individuare una serie di soggetti che, per anni non hanno mai presentato le dovute dichiarazioni dei redditi ed Iva, cercando di mantenere, nel tempo, sempre un low profile, in modo da non essere scoperti.
Le tipologie economiche di tali soggetti sono le più variegate:
? le Fiamme Gialle megaresi, agli ordini del Cap. Nicola Monfreda, ad esempio, hanno individuato in Augusta un supermercato che negli ultimi due anni è rimasto totalmente sconosciuto al Fisco ed ha occultato oltre 2,5 milioni di ?uro di elementi positivi di reddito ed I.V.A. dovuta pari ad oltre ?uro 300 mila;
? sempre ad Augusta, i militari hanno scovato un’impresa di fabbricazione di macchine per le industrie chimiche e petrolchimiche che, nonostante gli ingenti ricavi ottenuti lavorando anche con aziende del Trentino Alto Adige, non presentava le previste dichiarazioni dal 2006. All’atto del controllo, non è stata reperita né esibita alcuna documentazione fiscale e, pertanto, gli investigatori hanno dovuto ricostruire il reale volume di affari della società  tramite complessi controlli incrociati presso le imprese clienti ma anche analizzando attentamente tutti i rapporti bancari dell’impresa. A conclusione dell’intervento è stato accertato l’occultamento di oltre 2 milioni di ?uro di elementi positivi di reddito ed I.V.A. dovuta pari ad oltre ?uro 420 mila;
? nel territorio di Carlentini, i finanzieri hanno individuato una società di autotrasporti che, non presentando alcuna dichiarazione sin dal 2007, ha occultato elementi positivi di reddito pari ad oltre 4 milioni di ? ed I.V.A. dovuta pari ad oltre ? 840.000. Anche in questo caso le indagini, in mancanza di idonea documentazione fiscale, sono state incentrate sull’esame dei conti bancari della società e dell’amministratore;
? a Francofonte, è stata scovata un’impresa esercente l’attività di colture agrumicole che,  nonostante le ingenti vendite di prodotti effettuate anche nei confronti di importanti clienti del centro Italia, con particolare riguardo alla provincia di Siena, era del tutto sconosciuta al Fisco poiché non presentava le previste dichiarazioni sin dal 2007. All’atto del controllo, non è stata reperita né esibita alcuna documentazione fiscale e, pertanto, gli investigatori hanno dovuto ricostruire il reale volume di affari della società  tramite complessi controlli incrociati presso le imprese clienti ma anche analizzando attentamente tutti i rapporti bancari dell’impresa. A conclusione dell’intervento è stato accertato l’occultamento di oltre 4 milioni di ?uro di elementi positivi di reddito ed I.V.A. dovuta pari ad oltre ?uro 200 mila;
? a Noto, nella rete delle Fiamme Gialle, dirette dal Ten. Diana Campanella,   è finita una ditta operante nel settore dell’edilizia che, nell’ultimo anno, ha evaso oltre 200.000 euro: nel contempo, però, è stato accertato che la stessa ha emesso fatture per operazioni inesistenti a favore di una società, nei cui confronti i controlli sono ancora in corso, per oltre 150.000 euro. La trama dei rapporti commerciali tra le aziende ritenute responsabili della frode è ancora in corso per via della scarsa e frammentaria documentazione contabile che, secondo i finanzieri, sarebbe stata distrutta, quasi nella totalità, dagli indagati. In questo caso, la prova della falsità dei documenti è stata desunta da svariati fattori emersi durante la verifica, quali la mancanza di dipendenti e strumenti utili a giustificare i lavori oggetto delle fatture scoperte dai verificatori e la ‘casuale’ emissione di documenti con importi di considerevole entità nel periodo finale dell’anno, al mero scopo di abbattere i costi della ditta utilizzatrice. I pagamenti dei presunti lavori eseguiti sono inoltre sempre avvenuti in contanti senza lasciare alcune traccia degli stessi;
? a Siracusa, i finanzieri della locale Compagnia, agli ordini del Cap. Enzo Mazzocchi, hanno scovato due società, rispettivamente operanti nel settore dell’abbigliamento e dei lavori edilizi che, dopo aver omesso la presentazione delle dichiarazioni fiscali ed il versamento di rilevanti imposte dall’anno 2006, erano state poste in liquidazione volontaria. I responsabili di una di queste, addirittura, prima di fare ricorso a detta liquidazione, si prodigavano a cedere due rami d’azienda ad altrettante società che allo stato operano nello stesso settore e nei cui confronti saranno avviati specifici accertamenti. Per la società operante nel settore edilizio, tenuto conto della modesta documentazione amministrativo contabile esibita e reperita, sono stati avviate complesse ed articolate attività di riscontro, attraverso controlli incrociati presso clienti, esperiti in gran parte del territorio nazionale, che hanno consentito di ricostruirne il volume d’affari negli anni d’imposta oggetto d’ispezione. A conclusione di detti interventi è stato accertato l’occultamento di oltre 2 milioni e 300 mila euro di elementi positivi di reddito ed un’IVA dovuta pari a circa mezzo milione di euro;
? a Canicattini Bagni, invece, è stata conclusa un’ulteriore attività nei confronti di un imprenditore edile, da considerarsi “evasore totale”, che dall’anno d’imposta 2007, pur presentando le dichiarazioni del sostituto d’imposta per i lavoratori alle dipendenze, ha omesso la presentazione delle dovute dichiarazioni fiscali. Tenuto conto che all’atto del controllo non veniva reperita ed esibita alcuna documentazione amministrativo-contabile da parte del titolare, il reale volume d’affari, in relazione alla specifica attività esercitata, veniva principalmente ricostruito attraverso preliminari accertamenti presso gli  Uffici Urbanistici di vari comuni aretusei, che consentivano di rilevare, dalle denunce di “inizio lavori” presentate, le opere edilizie in cui la ditta risultava “esecutrice”, e successivi controlli incrociati presso i committenti. A conclusione dell’intervento è stato accertato l’occultamento di oltre mezzo milione di elementi positivi di reddito ed IVA dovuta per circa 200 mila euro, nonché elementi negativi di reddito non deducibili per circa 120 mila euro e ritenute IRPEF operate nei confronti di lavoratori dipendenti ma non versate per circa 13 mila euro.
Tutti i predetti responsabili, oltre ad essere stati segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero di quanto evaso, sono stati denunciati alla Procura delle Repubblica di Siracusa per l’omessa presentazione della dichiarazione e per l’occultamento delle scritture contabili.
Spesso, però, dietro l’evasione fiscale si celano interessi ben più grossi e, per certi versi, più insidiosi: sovente, infatti, non dichiarare al Fisco i proventi realizzati significa non far emergere somme di denaro che, invece, finiscono per costituire la base per “foraggiare” altre tipologie di reato, quali il riciclaggio od il reimpiego illecito di capitali, che finiscono per minare l’economia sana del Paese e che compromettono, in maniera significativa, lo sviluppo dei normali canali imprenditoriali.
E’ proprio così che, infatti, gli imprenditori onesti non riescono poi a “resistere” in un mercato “dopato”, atteso che tale illecita concorrenza compromette, in maniera seria, la stessa esistenza aziendale.
Da qui, a catena, il fallimento delle società (con la conseguenza che, a farne per primi le spese, sono anche i lavoratori, spesso costretti ad accettare compromessi che ne mortificano la dignità) se non, nei casi peggiori, l’accaparramento delle aziende stesse da parte delle associazioni criminali, a cui spesso l’imprenditore si trova costretto a rivolgersi per ottenere liquidità altrimenti non acquisibile.   
“Queste ultime operazioni condotte su tutta la provincia” – spiega il Comandante Provinciale – ” sono la prova che questo territorio, purtroppo, non è scevro a fenomeni evasivi e che non esiste un’area provinciale meno incline a tali comportamenti illeciti rispetto ad altri. Per certi versi, i risultati ottenuti in questo breve scorcio di tempo sono ancor più preoccupanti, in termini di trend, se si considera che nel corso di tutto il 2011 sono stati recuperati a tassazione dalla Fiamme Gialle siracusane oltre 100 milioni di euro ed individuati oltre 70 evasori totali. In sostanza, in poco più di 1 mese, sono stati già recuperati redditi sottratti al Fisco per quasi il 20% rispetto a tutto l’anno precedente. In questo scenario, non certo confortante, l’opera della Guardia di Finanza è di primaria importanza, perché rappresenta l’ago della bilancia tra le necessità dello Stato a reperire i fondi per sostenere le necessità sociali ma anche intervenire, quasi chirurgicamente, nei confronti di quei soggetti che, evadendo, compromettono la crescita economica del Paese. E’ un ruolo non semplice, perché si innesta in un contesto in cui le difficoltà che ogni cittadino sta affrontando sono tante. Proprio per questo al Corpo è richiesta una maggiore dedizione, una sempre più alta professionalità ed uno sforzo operativo molto più forte rispetto al passato. Saranno quindi implementati i controlli fiscali in tutti i settori, non solo quelli che generano entrate per il Fisco ma anche verificare la correttezza della spesa pubblica, perché gli sperperi di denaro pubblico, o, peggio ancora, le frodi al “sistema Stato” costituiscono altrettanto danno alla collettività. Mi piacerebbe, infine, che ogni contribuente possa intravedere nella Guardia di Finanza non un’arma puntata da parte dello Stato, ma il braccio che, invece, aiuta la collettività a sollevarsi nel momento di maggior bisogno. E sono convinto che tutti i cittadini onesti, che restano la maggior parte del tessuto sociale di questo territorio, la pensano come me”.   

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