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MAXI EVASIONE DI 17 MILIONI DI EURO

25 Ottobre 2013 | by Redazione Webmarte
MAXI EVASIONE DI 17 MILIONI DI EURO
Cronaca
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Sono state le Fiamme Gialle di Augusta a concludere due interventi a contrasto del sommerso di lavoro. In particolare, i Finanzieri hanno riscontrato la somministrazione illegittima di manodopera e la falsa rappresentazione della condizione economica di talune società, finalizzata ad ottenere indebite prestazioni economiche da parte dell’I.N.P.S., quali la Cassa Integrazione Guadagni.

Nel primo caso, la Guardia di Finanza, a seguito di indagini ispettive di polizia tributaria ha scoperto una complessa organizzazione imprenditoriale che catalizzava in capo ad una società inattiva di Carlentini i debiti nei confronti dell’Erario e degli Enti Previdenziali ed Assistenziali, relativi al personale ingaggiato ma illecitamente distaccato e abusivamente somministrato ad altra società operante in Augusta.

Le Fiamme Gialle hanno acclarato che quella carlentinese era stata costituita per il solo fine di assumere il personale che poi, in moltissimi casi, veniva censito “in distacco”. Nella realtà dei fatti, invece, il personale è risultato essere da sempre alla diretta ed esclusiva subordinazione dell’altra società megarese.

Il sodalizio criminoso, con tale manovra elusiva, creata dalle due imprese aretusee, ha evaso ben 650.000 euro, tra ritenute fiscali e contributi previdenziali, anche mediante l’emissione e l’utilizzo di fatturazioni di operazioni inesistenti, creando un cospicuo danno alle casse dello Stato ed ai propri dipendenti. Nei confronti di quest’ultimi sono stati, quindi, violati i diritti garantiti dai C.C.N.L. di categoria.

I Finanzieri, inoltre, hanno rilevato una complessiva differenza tra il numero di ore pagate in busta paga ai dipendenti e l’effettiva prestazione resa dagli stessi, pari a circa 200.000 euro con ulteriori ritenute e contributi non operate e non versate.

La Guardia di Finanza ha rilevato 85 lavoratori “in nero” ed ha contestato alle due società il distacco illecito e la somministrazione abusiva di manodopera che ha comportato anche un’ammenda di oltre 1 milione di euro.

Nel contesto dell’attività ispettiva nei confronti delle due società è stata accertata anche un’evasione dichiarativa, sia ai fini delle II.DD. che dell’I.V.A., per oltre cinque milioni di Euro. I due rappresentanti legali delle società sono stati segnalati alla competente A.G..

Inoltre, le Fiamme Gialle, coordinati dalla Procura della Repubblica di Siracusa, hanno rilevato un’evasione fiscale di 12 milioni di euro ed individuato 49 lavoratori irregolari.

In questo caso, durante l’attività ispettiva, si è configurata una illogica politica economica aziendale paventata attraverso l’esigenza societaria di applicare una “ancora di salvataggio” sottoponendo taluni dipendenti alla Cassa Integrazione Guadagni.

La manovra politico societaria finalizzata ad eludere l’Erario, è stata posta in essere dagli amministratori della società, che hanno rappresentato una pseudo crisi aziendale all’I.N.P.S., per la concessione del beneficio in parola.

Le Fiamme Gialle hanno riscontrato la documentazione acquisita presso la Direzione Provinciale dell’Ente previdenziale di Siracusa con le buste paga dei dipendenti ed hanno acclarato che, durante il periodo di Cassa Integrazione (sia ordinaria che straordinaria), gli stessi avevano lavorato regolarmente.

I Finanzieri hanno così constatato che la società, utilizzava le erogazioni pubbliche della Cassa Integrazione, per mantenere il ciclo produttivo regolare e trasformava le rimanenze di magazzino in prodotti finiti; gli stessi venivano ceduti senza dichiarare alcuna operazione commerciale. Il valore complessivo del venduto è stato determinato applicando la percentuale di ricarico stabilita in sede di Interpello con l’Agenzia delle Entrate.

L’attività di indagine ha permesso di rilevare che il danno all’Erario ammonta a circa 200 mila euro, pari a 40 mila ore di Cassa Integrazione erogate dall’I.N.P.S. e non dovute, in quanto, la società ha continuato a far lavorare i propri dipendenti a tempo pieno. A questi, va aggiunto il ricalcolo dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali a carico della società, pari ad oltre 200 mila euro.

I responsabili della società sono stati segnalati alla competente Autorità Giudiziaria per truffa aggravata, per aver indebitamente conseguito erogazioni pubbliche, nonché, per le fattispecie delittuose in tema di reati tributari.

L’azione della Guardia di Finanza di Siracusa al contrasto del lavoro nero e irregolare è svolta nella consapevolezza degli effetti distorsivi che il fenomeno crea e si fonda su un metodo operativo trasversale volto a colpire tutte le manifestazioni di illegalità connesse, quali l’evasione fiscale e contributiva, lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, le frodi in danno del sistema previdenziale, la produzione ed il commercio di articoli con marchi contraffatti. La strategia operativa è quindi quella di agire in tutti i settori a più intenso utilizzo di manodopera sommersa.

 

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