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Melilli | Pippo Sorbello resta fuori dal consiglio comunale, rigettato il suo ricorso

16 Maggio 2022 | by Silvio Breci
Melilli | Pippo Sorbello resta fuori dal consiglio comunale, rigettato il suo ricorso
Attualità
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Per i giudici della seconda sezione civile del Tribunale di Siracusa non può ricoprire la carica di consigliere comunale di Melilli e contestualmente quella di membro del consiglio di amministrazione dell’Ias. Legittima la dichiarazione di decadenza e la surroga con Serena Mazzio.

Sorbello: no al doppio incarico. L’ex sindaco ed ex assessore regionale al territorio e ambiente, Pippo Sorbello, nuovamente in corsa per la carica di primo cittadino dopo essere stato sconfitto per una manciata di voti nelle amministrative del 2017, non può ricoprire la carica di consigliere comunale o di sindaco e contestualmente quella di membro del consiglio di amministrazione dell’Ias (Industria Acqua Siracusana), società per azioni di cui il Comune di Melilli è azionista nella misura del 5%. Lo ha stabilito la seconda sezione civile del Tribunale di Siracusa (presidente Giacomo Rota, giudice relatore Gabriele Patti, giudice Maria Cristina Di Stazio) che ha integralmente rigettato il ricorso presentato nell’agosto dello scorso anno dallo stesso Sorbello.

La decadenza da consigliere. Nei confronti dell’ex sindaco, infatti, il consiglio comunale di Melilli – su invito del segretario comunale dell’ente nella qualità di autorità locale anticorruzione – aveva avviato il procedimento per la contestazione della incompatibilità tra la posizione di consigliere comunale e quella di dipendente con mansioni di quadro e di consigliere di amministrazione della società partecipata Ias Spa, dichiarando alla fine la sua decadenza da consigliere comunale, carica ricoperta in quanto candidato sindaco sconfitto nelle amministrative del 2017, e disponendo contestualmente la surroga di Serena Mazzio.

Rigettato il ricorso. La seconda sezione civile del Tribunale, oltre a rigettare  integralmente il ricorso proposto da Sorbello, rappresentato e difeso dall’avvocato Antonio Angelico, lo ha condannato a pagare in favore di Serena Mazzio e del Comune di Melilli, rispettivamente rappresentati e difesi dagli avvocati Antonio Fazio ed Emilio Castorina, le spese di lite. Sorbello – membro del cda dell’Ias in quanto nominato dal socio di maggioranza, il consorzio Asi – aveva chiesto ai giudici l’accertamento della «insussistenza della incompatibilità addebitatagli», l’annullamento «della dichiarazione di decadenza, la consequenziale surroga e ogni altro atto presupposto o successivo adottato nel procedimento di decadenza» e dunque il riconoscimento del «proprio diritto a rivestire la carica di consigliere del Comune di Melilli».

Il pronunciamento dei giudici. Secondo i giudici, invece, «essendo l’incompatibilità comminata ai sensi dell’articolo 63, comma 1, n. 2 del decreto legislativo 267/2000 preordinata a contrastare ogni forma di compromissione della imparzialità della pubblica amministrazione, deve reputarsi rilevante ai fini della integrazione della fattispecie esaminata anche la ipotesi in cui l’amministratore locale sia portatore di un interesse di natura non patrimoniale e, in altri termini, sia esposto al rischio di perseguire, nel suo operato, anche esigenze non necessariamente economiche ma comunque antitetiche rispetto a quelle stricto sensu perseguite dall’ente locale». «La posizione di consigliere di amministrazione ricoperta da Sorbello – scrivono i giudici – determina la concreta probabilità che quest’ultimo sia guidato, nelle valutazioni e nelle attività compiute nella carica di consigliere del Comune di Melilli, non solo da considerazioni correlate all’interesse della collettività locale ma anche da considerazioni connesse alla gestione imprenditoriale della società partecipata Ias». In definitiva, secondo il Tribunale di Siracusa, «le circostanze delineate consentono di ravvisare, in capo a Sorbello, ragioni (quantomeno di carattere extrapatrimoniale) idonee a incentivarlo ad operare a vantaggio del socio di controllo (il consorzio Asi, ndc), anziché ad esclusiva tutela dell’interesse facente capo alla collettività locale, del pari rappresentata attraverso la carica di consigliere comunale».

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