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Melilli| Principi d’incendio al Museo e il “sovraccarico” delle ricamatrici

19 Febbraio 2017 | by Redazione Webmarte
Melilli| Principi d’incendio al Museo e il “sovraccarico” delle ricamatrici
Cronaca
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Denuncia del fondatore Pitruzzello: “Il Consiglio Comunale deve autorizzare la giunta ad emanare un bando per la gestione del Museo e della Cava Pirrera ma la giunta fin ora non ha emanato alcun bando e ancora all’interno del Museo sono presenti tutte le mie collezioni che ho lasciato a disposizione dei bambini e dei giovani e non certo per permettere a Sorbello e Cannata di portare gli amici ospiti e mostrare la loro bravura amministrativa. Che si ravvedano!”.

300x250 Cacciaguerra OnoranzeEra il 1999 quando a Melilli si inizia a parlare di Museo di Storia Naturale e di iniziative culturali per la valorizzazione della cittadina sino a culminare con un accordo tra il Comune di Melilli e l’Università di Catania. Le collezioni museali sono state messe a disposizione quasi interamente dal direttore nonchè fondatore  del Museo, Piero Pitruzzello, ed ancora attualmente insistono all’interno del sito di via Dante Alighieri, nel piano seminterrato del Palazzo Municipale. “Dopo la conclusione dell’accordo con l’Università di Catania, nel 2014, – racconta Pitruzzello – in qualità di Presidente dell’Associazione Anteo, ho chiesto la possibilità di gestire direttamente la struttura (contenente all’interno le proprie collezioni) a titolo gratuito e secondo una forma di auto sostenibilità. Tale opportunità è stata prima ostacolata palesamene dal consigliere comunale Pippo Sorbello tramite il diniego attuato dal suo assessore di riferimento Massimo Magnano. A seguito delle risapute beghe politiche e personali tra i due contendenti al potere, Pippo Cannata (attuale sindaco) e Pippo Sorbello non è stato possibile trovare un accordo (sempre a titolo gratuito) per far ripartire il Museo e gli itinerari ecoturistici che un tempo portavano turisti e cultura a Melilli. A mio avviso il vero interesse dell’amministratore Sorbello era quello di realizzare la struttura per avere la possibilità di rientrare nella legge regionale n. 28/99 che prevede la possibilità di apertura dei centri commerciali in orari a tempo pieno e nei giorni festivi (tale condizione è riservata ai Comuni che dimostrino di avere economia turistica e città d’arte), adesso mi spiego le numerose visite di Zamparini (ex proprietario di MZ) presso il Museo! Lo scorso anno, dopo le mie continue insistenze, il dirigente, Natalina Castro, indirizzata da Sorbello, dopo lunghe e inutili contrattazioni, ha trovato una soluzione paradossale – continua Pitruzzello – , il Consiglio Comunale deve autorizzare la giunta ad emanare un bando per la gestione del Museo e della Cava Pirrera. La Giunta fin ora non ha emanato alcun bando e ancora all’interno del Museo sono presenti tutte le mie collezioni che ho lasciato a disposizione dei bambini e dei giovani di Melilli e non certo per permettere a Sorbello e Cannata di portare gli amici ospiti e mostrare la loro bravura amministrativa. La struttura è adesso molto trascurata, non viene fatta manutenzione da anni malgrado le mie numerose segnalazioni. Inoltre, il piano superiore del museo (ex pescheria) ufficialmente avente destinazione d’uso museale è stato affidato da tempo ad una associazione di ricamatrici senza alcun bando pubblico. Le signore, che svolgono una meravigliosa attività e meritevole di rispetto, giornalmente fanno uso di stufe elettriche e dei climatizzatori installati a parete che, a causa del sovraccarico, spesso hanno causato il distacco della rete elettrica di tutto il Museo. Tale situazione è accaduta anche durante le visite guidate (con la presenza di numerosi bambini) e spesso è sfociata in diversi principi di incendio. Ho segnalato tale situazione, ma non ci sono mai stati interventi atti a risolvere tale rischio. Il 16 febbraio scorso dalla segreteria del sindaco sono stato informato che c’è stato un principio di incendio al Museo dovuto al sovraccarico c’è stato anche l’intervento dei vigili del fuoco. All’interno della struttura persiste materiale di valore che non può essere abbandonato in questo stato. Ho già comunicato che le porte esterne sono fatiscenti e spesso le ho dovute restaurare di persona. Pertanto ho esposto formale denuncia, via PEC, presso la Stazione dei Carabinieri di Melilli e presso il Comando dei Vigili Urbani nei confronti dell’attuale amministrazione Cannata, il Consiglio Comunale e in particolare di Pippo Sorbello per aver creato una condizione di sperpero di denaro pubblico favorendo e orientando la chiusura della struttura museale, della Pirrera e dell’inutilizzo dell’itinerario ecoturistico di Melilli. Il progetto ha avuto anche un finanziamento con fondi PIOS27, ma le opere risultano ancora incomplete. Inoltre, la Pirrera di Sant’Antonio ha avuto, sempre grazie a me, il premio di eccellenza turistica europea nel 2011 (EDEN), ma adesso giace abbandonata al suo destino con erbacce attorno e cani randagi. Ribadisco la volontà di voler evitare la chiusura definitiva del Museo e invito i protagonisti della diatriba, Cannata e Sorbello, a riflettere sul fatto che, oltre ai centri di accoglienza e ai cani randagi, a Melilli esistono anche i cittadini, un patrimonio culturale e un patrimonio naturalistico da tutelare”.

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