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Melilli | Storia locale e globale nelle carte inedite della chiesa di San Sebastiano

Melilli | Storia locale e globale nelle carte inedite della chiesa di San Sebastiano
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Sei secoli di vicende locali legate agli episodi della grande storia del Mediterraneo: i rinvenimenti di nuove e importanti informazioni grazie a Giuseppe Immè e Gabriele Ragusa, soci “In Melilli”.

«La storia locale ha il pregio di praticare ancora un uso intensivo degli archivi e, dunque, delle fonti primarie […]. Capita sovente che dal locale si passi rapidamente al globale […]. Proprio per questo la prospettiva locale, e il cortocircuito locale/globale che si può produrre in qualunque momento (a volte in maniera sorprendente!), sono utili al progresso della ricerca storica. Non si abbia dunque paura di essere troppo aderenti alle fonti, a condizione di tenere aperto lo sguardo sul mondo e di non chiudersi in una dimensione localistica e di mera erudizione. Le fonti primarie costituiscono i mattoni di base sui quali poggia la ricerca storica e, a ben vedere, uno storico che non abbia esperienza e familiarità con le fonti primarie non dovrebbe essere considerato veramente tale[1]». Ad affermarlo è Carlo De Maria, professore associato di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà (DISCI) dell’Università di Bologna.

A frequentare le fonti primarie sin dalla giovanissima età è il professore Giuseppe Immè (vice presidente IN Sicilia e vice presidente IN Melilli, nonché socio della Società Augustana di Storia Patria – Delegazione di Melilli) che ha presentato agli abitanti della cittadina iblea la sua ultima scoperta, frutto della certosina ricerca tra le fonti custodite dall’archivio della Chiesa di San Sebastiano di Melilli: il documento di aggregazione della chiesa di San Sebastiano alla Basilica di San Giovanni in Laterano. Immè ha condiviso l’eccezionalità di questo rinvenimento durante l’incontro “L’archivio riscoperto: prodromi di prodromi di digitalizzazione. Carte e documenti dell’archivio della Basilica Santuario di San Sebastiano di Melilli” che si è tenuto venerdì 11 giugno, nella splendida cornice della chiesa di San Sebastiano di Melilli. L’evento – organizzato dalla Società Augustana di Storia Patria, in collaborazione con Italia Nostra Melilli – ha avuto il fine di mostrare ai cittadini melillesi i risultati del progetto di digitalizzazione dei documenti contenuti nell’Archivio della chiesa di San Sebastiano: progetto ideato e realizzato dal prof. Giuseppe Immè e da Gabriele Ragusa, socio di Italia Nostra Melilli e responsabile della Società Augustana di Storia Patria – Delegazione di Melilli. 

L’importanza degli archivi (che si contraddistinguono per la loro trasversalità: essi sono al tempo stesso beni culturali e strumenti di efficienza giuridica, amministrativa e operativa) come memoria storica del territorio è stato l’argomento su cui si sono confrontati i tre relatori della serata.  Don Rosolino Vicino, Direttore dell’Archivio Diocesano dell’Arcidiocesi di Siracusa, ha mostrato per la prima volta in assoluto documenti del ‘400 e del ‘500, riguardanti sia l’originale chiesa dedicata a San Sebastiano, distrutta dal terremoto del 1693, sia le caratteristiche della statua del Santo: manoscritti che avvalorerebbero le notizie contenute nella leggenda sul ritrovamento del simulacro nel 1414. Gabriele Ragusa ha presentato i risultati del progetto: un archivio multimediale di immediata consultazione con il duplice scopo di facilitare la ricerca agli studiosi, da una parte, e di preservare i documenti cartacei, dall’altra. E ha mostrato come esempio una bolla papale di Sisto V, datata 1586, di fondamentale importanza per la storia della parrocchia melillese.

L’intervento conclusivo è stato quello di Giuseppe Immè, che afferma: «Dopo la riconferma alla chiesa di San Sebastiano del titolo di Santuario, in occasione della visita dell’Arcivescovo di Siracusa Mons. Francesco Lomanto del 29 aprile scorso, il documento di aggregazione alla Basilica Lateranense costituisce un ulteriore importante tassello di storia e di privilegi di cui la chiesa di San Sebastiano ha sempre goduto e continua a godere. Ho studiato questo documento apostolico, datato 1839, e ne ho curato la trascrizione in latino: alla prof.ssa Alessandra Privitera, amica e addetta stampa di IN Melilli, va il mio ringraziamento per la traduzione del testo, che consente una più semplice lettura e più adeguata comprensione al vasto pubblico». E il prof. Immè continua rivelando importanti novità: «I rapporti che ho intrattenuto con alcuni cardinali della Santa Sede, soprattutto con uno dei canonici della Basilica romana e Protonotaro Apostolico pro tempore, sono stati indispensabili per ottenere per la chiesa di San Sebastiano di Melilli la conferma “ad infinitum” del privilegio lateranense di aggregazione. E sono certo che presto dagli archivi vaticani arriveranno ulteriori dichiarazioni ufficiali a favore della chiesa di San Sebastiano».

«Melilli dispone di tre grandi archivi storici: quello Comunale e quelli dei due luoghi di culto principali della nostra cittadina, la chiesa Madre e la chiesa di San Sebastiano. Siamo orgogliosi – dichiara la prof.ssa Nella Tranchina, presidente IN Meilli – che il vicepresidente IN Melilli e IN Sicilia prof. Giuseppe Immè e il socio dott. Gabriele Ragusa siano gli studiosi che, gratuitamente e pazientemente, stanno realizzando l’inventario e la digitalizzazione dell’archivio della Chiesa di San Sebastiano, alla quale IN Melilli da sempre dedica la sua attenzione: il tetto ligneo della navata centrale, infatti, è tra i beni della Lista Rossa 2020 ed è stato oggetto di studio fotogrammetrico, grazie ai fondi di democrazia partecipata elargiti dal Comune di Melilli. Ed è così che IN Melilli, nel suo piccolo, garantisce il rispetto dell’art. 9 della Costituzione italiana: «promuovere la scienza e la tecnica significa concedere la libertà di ricerca e di divulgazione; e la scienza e la tecnica garantiscono nuove forme di tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione: prova ne sono oggi, qui a Melilli, la digitalizzazione dell’archivio e lo studio fotogrammetrico a cui ho già accennato».

A fare gli onori di casa, il parroco don Giuseppe Blandino. A presenziare: il sindaco di Melilli Giuseppe Carta e l’assessore alla cultura del Comune di Augusta, Giuseppe Carrabino. A sottolineare l’importanza di rinsaldare i rapporti culturali tra le due vicine città di Augusta e Melilli il presidente della Società Augustana di Storia Patria, Salvatore Romano. L’evento è stato trasmesso in diretta streaming e può essere visto on demand sui canali Facebook e YouTube di Web Marte.

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