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MUSCATELLO, AUGUSTA SI MOBILITA

 

Si è svolto nei giorni scorsi il previsto incontro tra la Direzione Generale della Azienda Sanitaria Provinciale e una delegazione del Comitato Cittadino, guidata dal Portavoce e dal Sindaco, per discutere dell’effettivo futuro del P.O. “Muscatello”. Nel corso dell’incontro sono state confermate tutte le preoccupazioni già evidenziate durante la riunione tenutasi nei locali della “Misericordia” di via Gramsci 22 il 29 marzo.E’ apparso subito chiaro che il depotenziamento del Presidio Ospedaliero è stato avviato con la soppressione del reparto di psichiatria e con il previsto trasferimento dei reparti di ostetrica,ginecologia e pediatria ad altro presidio ospedaliero.Inoltre è emerso chiaramente il concreto rischio della chiusura del Pronto Soccorso.Malgrado le vive preoccupazioni espresse dai presenti nessuna rassicurazione concreta è stata fornita dalla Direzione e dai funzionari dell’ASP presenti: mentre elementi di seria preoccupazione sono ulteriormente derivati dalla informazione che il nuovo padiglione verrà utilizzato quale sede dei servizi non ospedalieri. Nel corso dell’incontro il Comitato ha tenuto a precisare alla direzione della ASP che chiederà un incontro urgente con l’Assessore Regionale alla Sanità, anche al fine di rappresentare la mancata applicazione dell’art. 6 della legge di riordino del sistema sanitario che prevede un potenziamento ( e non certo uno smantellamento) dei servizi della sanità nelle aree ad alto rischio industriale (quale sicuramente è Augusta), oltre alla immediata esigenza che il nuovo padiglione dell’Ospedale “Muscatello” venga interamente utilizzato quale sede di attività ospedaliere. Pertanto, come già stabilito nel corso della riunione del Comitato Cittadino del 29 marzo , tenuto conto dell’esito non positivo dell’incontro con la Direzione dell’ASP , in attesa di eventuale incontro con l’Assessore Regionale, si conferma l’avvio dello stato di agitazione che prevede le azioni eclatanti di protesta già discusse nella stessa riunione.Nei prossimi giorni una seduta monotematica del Consiglio Comunale avvierà le azioni di protesta della città per questa ingiustificabile penalizzazione di un territorio che è sede di un vasto presidio industriale e militare, oltre che di una importante casa di reclusione, e che peraltro produce quasi il 50% del P.I.L. dell’intera Provincia.



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