breaking news

Noto | Carcere aggressioni, il Cnpp al ministro della Giustizia: “il governo intervenga prima che ci scappi il morto”

Noto | Carcere aggressioni, il Cnpp al ministro della Giustizia: “il governo intervenga prima che ci scappi il morto”
Cronaca
'
0

Le continue aggressioni subite dagli agenti di polizia penitenziaria all’interno del carcere sono oggetto dell’ennesima segnalazione che arriva sul tavolo  della ministra della Giustizia Marta Cartabia da parte del Cnpp, in seguito ad un altro gravissimo atto di violenza nei confronti del personale di avvenuto nella serata del 26 luglio 2022 nella casa di reclusione di Noto.

Il 26 luglio scorso il carcere di Noto è stato teatro dell’ennesima aggressione, avvenuta a pochi giorni degli episodi di violenza registrati nella casa di reclusione di Augusta e nella casa circondariale di Siracusa. La denuncia arriva dal Cnpp che si rivolge alla ministra della Giustizia riferendo sull’accaduto. Questi i fatti  come riferisce il sindacato: “il personale di Polizia penitenziaria, mentre operava nel carcere di Noto, è stato fatto oggetto di una violenta aggressione da parte di un gruppo di detenuti per futili motivi. A causa di tali atti di violenza inaudita, inaccettabili e ingiustificabili, ben quattro unità di Polizia penitenziaria sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso e successivamente per alcuni di loro al ricovero ospedaliero”.

Sono reiterate le puntualizzazioni e le richieste che il Cnpp ha rivolto al provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria competente e al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, spesso inerenti alle gravissime carenze di organico di Polizia penitenziaria che opera nelle strutture di pena della provincia di Siracusa. Oggetto di segnalazione anche le precarie situazioni strutturali e all’assenza di opportuni mezzi e strumenti di contrasto da utilizzare durante eventi critici a tutela di tutto il personale dell’Amministrazione. “A distanza di solo pochi giorni dalla nostra precedente nota che denunciava altri episodi di aggressione nei confronti di alcuni poliziotti in servizio nella casa reclusione di Augusta e nella casa circondariale di Siracusa abbiamo volutamente utilizzato alcune definizioni, tra la quali la più significativa, a nostro modesto parere, è la seguente: la lista “dei feriti di guerra” cresce” dichiarano il segretario provinciale il vice segretario provinciale il dirigente nazionale del Cnpp rispettivamente Maurizio Sigari, Giuseppe Mandurino, Massimiliano Di Carlo.

Il Cnpp nel rafforzare quanto esposto nella precedente nota, ancora una volta, richiede un urgentissimo significativo intervento risolutivo in merito alle aggressioni nei confronti del personale che hanno abbondantemente superato il limite di guardia. Contestualmente sollecita lo sfollamento dei detenuti per il quale pende o ne viene richiesto l’allontanamento dall’Istituto;  l’immediato significativo incremento di organico di Polizia penitenziaria; immediato intervento del Gom a supporto del personale per ristabilire le regole di ordine e sicurezza; verifica complessiva sul sistema delle relazioni sindacali che rispettino il contratto collettivo nazionale del lavoro, l’Accordo quadro, il Protocollo d’Intesa regionale e locale; urgentissimo incontro con la ministra, il prefetto, il capo del Dap e il direttore generale del personale e delle risorse del Dap.

“Il corpo di Polizia penitenziaria che non è figlio di nessuno ma figlio dell’Italia, della Repubblica e delle Istituzioni (valori in cui tutti noi crediamo profondamente e a cui abbiamo giurato fedeltà a costo della nostra stessa vita) -aggiungono i sindacalisti – è ormai stremato, quasi rassegnato all’abbandono. Abbandono a se stesso da parte dell’Amministrazione; onestamente viene difficile dover pensare di dover compiangere un fratello, un collega, un amico perché lo stesso Stato e le stesse Istituzioni a cui abbiamo giurato fedeltà non hanno accolto le nostre grida di richiesta di aiuto, di intervento di sostegno”. La segreteria nazionale del Cnpp, esprime massima vicinanza al personale coinvolto nell’evento del 26 luglio nel carcere di Noto.  Il sindacato ribadisce la propria volontà di intraprendere ogni significativa azione consentita dalla legge,

 “Forse come  organizzazioni sindacali dovremmo smettere di mantenere un profilo istituzionale ed iniziare ad informare correttamente l’opinione pubblica sul fatto che la notte, Istituti di pena importanti in Italia, sono gestiti da un manipolo di appartenenti al corpo, in spregio di qualsiasi norma di buon senso, con legacci operativi che sanno di medioevo, mentre l’impunità e la presunzione dei detenuti cresce ogni giorno di più, perché non ci può essere recupero alle regole se non esiste la disciplina. I detenuti ignorando volutamente le regole, e giocano una partita nella quale il corpo di polizia penitenziaria è sbilanciato perché invece deve rispettare quelle leggi e quelle regole che i detenuti non osservano.

 “Siamo ormai afoni per tutte le volte che vi abbiamo informato della disastrata situazione penitenziaria. Siamo afoni e non vorremmo ritrovarci asfissiati, soffocati dalla inerzia della macchina politica ed amministrativa che vive di finti grandi progetti e di slogan e ripete all’infinito le prassi gestionali precedenti senza rendersi conto della dinamicità degli eventi e dell’evoluzione della società. Ci troviamo di fronte alle aggressioni di Noto come quelle di Augusta, di Pisa, di Torino, di Napoli e qui ci fermiamo, perché pensiamo che il concetto sia chiaro … nessuna città Italiana dove esiste un carcere si salva. Ci troviamo di fronte alle aggressioni di Noto come quelle di Augusta, di Pisa, di Torino, di Napoli e qui ci fermiamo, perché pensiamo che il concetto sia chiaro … nessuna città Italiana dove esiste un carcere si salva da questa piaga sociale. Il Governo è caduto con nostro rammarico, i vertici amministrativi ci sono e vorremmo che ci fossero nella continuità, perché sono loro che possono garantire una corretta gestione della realtà penitenziaria e, tuttavia, a noi popolo leale alle Istituzioni tutto questo interessa relativamente, pertanto è con poca gentilezza che vi esortiamo a prendere seri provvedimenti a tutela della salute degli operatori del Corpo di polizia penitenziaria prima che ci scappi il morto.

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *