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Noto| Giubileo dei giovani, verso Cracovia

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Cronaca
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30 Aprile 2016. Giubileo dei giovani a Noto. Verso la GMG di Cracovia 2016

Il prossimo 30 aprile 2016 a Noto presso la Basilica Cattedrale si terrà il raduno diocesano del Giubileo dei Giovani in preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia con Papa Francesco. Il tema dell’incontro “Blessed, Beati i misericordiosi” verrà sviluppato dal nostro Vescovo Antonio in parole e musica. I giovani saranno i veri protagonisti con la loro gioia e il loro entusiasmo. L’incontro avrà il suo inizio con il raduno previsto per le ore 19,30; seguirà alle ore 20,00 la celebrazione del Giubileo con il passaggio dalla porta Santa della Misericordia, concluderà la serata il Vescovo Antonio Staglianò attraverso una catechesi che prende in prestito le parole della musica pop tanto apprezzata da i giovani. Il Vescovo parlerà con i giovani della diocesi per affrontare il tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia. Don Tonino – come ama farsi chiamare il Vescovo di Noto  – canterà insieme ai giovani almeno cinque canzoni pop tra cui: “Credo negli esseri umani” di Mengoni, “Amen” di Francesco Gabbani, “Rhymes and reasons” di John Denver, “Gesù” di Renato Zero, “Nessun grado di separazione” di Francesca Michielin.  Le parole delle canzonette di musica leggera sono conosciute da ragazzi e giovani, persino dai bambini. Il motivetto musicale “leggero” facilita la loro assimilazione nel fondo della memoria, sedimentandole nella coscienza. “Per la mia esperienza – afferma il Vescovo don Tonino – ho potuto costatare che le canzoni di Sanremo fanno il giro del mondo. Non solo quelle che vincono, anche le altre, vengono apprezzate e imparate. Per non dire che nella nostra società sono ormai infiniti i canali della mediazione della musica. Esiste come un bombardamento in atto, da cui bisognerebbe forse anche un po’ difendersi. Un po’ di moderazione non disturberebbe. E’ però così, non si può farne a meno. E’ dunque necessario abitare questo mondo, per non vivere da alienati. Tanto più che, attraverso le canzoni passano messaggi precisi, visioni del mondo e della vita, talvolta anche distorcenti, perché negativi; disorientanti, perché funzionali a certe ideologie del mercato”. La canzone – per Staglianò – “è comunque un “luogo umano” importante nel quale discernere e venire a conoscere il mondo di altri, la loro interpretazione di quello che ci sta accadendo, di dove stiamo andando, di tanti drammi della vita. In questi giorni è uscito il nuovo CD di Renato Zero, dal titolo “Alt”. Veramente interessante: “alt” a che cosa? – Si chiede il Vescovo – E’ vero, non possiamo starcene in panchina, aspettando che altri facciano il gioco della nostra vita. Tutti dobbiamo entrare in campo e “giocare” per come possiamo, corresponsabilmente facendo un gioco di squadra e impegnandoci a dare il nostro contributo”. E’ bello – secondo il Vescovo – che al centro dello sviluppo dei discorsi di Renato Zero c’è una canzone intitolata “Gesù”. Forse che l’annuncio del Kerigma, oggi, passerà anche attraverso le canzonette? E perché no? Chi lo potrebbe impedire? I testi che il Vescovo proporrà ai giovani della diocesi di Noto il prossimo 30 aprile 2016 sono straordinariamente ricchi di significato e sono molto utili acomunicare e sviluppare il tema della misericordia che è al centro del Giubileo dei giovani: “Beati i misericordiosi. Blessed”. Sarà possibile spiegare cos’è la misericordia di Dio attraverso le parole di quelle canzoni che il Vescovo proporrà ai giovani. I testi delle canzoni pop – secondo Staglianò – sono solo un esempio del possibile dialogo sull’umano da proporre a tutti, piccoli e grandi. Le parole di questi testi “sono nell’anima” dei nostri ragazzi, benché spesso restano irriflessi, come in uno stato comatoso, tanto che non urgono nulla dalla loro vita. Da qui la proposta di accompagnare i giovani ad avere consapevolezza di quello che cantano, a intus-legere , a leggere dentro quelle parole per gustare il loro significato esistenziale, a interrogarlo e a lasciarsi interrogare per poter meglio vivere, vivere, “come un comandamento” (Vasco Rossi).

 

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