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Noto| Ospedale Trigona, è veramente la fine?

6 Dicembre 2016 | by Redazione Webmarte
Noto| Ospedale Trigona, è veramente la fine?
Sanità
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Probabilmente è già stata scritta la parola fine sull’ospedale Trigona di Noto. Il Dott. Salvo Vasile, segretario provinciale SMI nonché responsabile provinciale-area medica- del FVM, su tutte le furie per i continui tagli lineari sulla sanità.  

“Quello della sanità è diventato oggi uno dei settori dove si continua ad andare avanti con i paraocchi. E’ un comportamento assurdo se si pensa che in gioco c’è la salute di tutti i cittadini. Dopo le note problematiche legate al Muscatello di Augusta, a breve la stessa sorte toccherà al Trigona di Noto,  il cui pronto soccorso è a rischio di soppressione con gravi ripercussioni su tutta la comunità della zona sud di Siracusa”. A darne notizia il Dott. Salvo Vasile, Segretario provinciale dello S.M.I. ( Sindacato Medici Italiani) e responsabile provinciale area medica del F.V.M. (Federazione Veterinari e Medici), che teme per le sorti dell’ospedale netino.  L’ospedale Trigona di Noto infatti assolve ad una funzione vitale per  una zona che è anche altamente turistica sia per l’attrazione monumentale che offre che per quella balneare che, specialmente durante la stagione estiva, conta migliaia di ospiti. Vasile, onde evitare il peggio, sollecita a tal riguardo la deputazione regionale affinchè attenzioni con maggiore incisività la problematica e si  chiede come è possibile pensare ad una sanità che possa tenere conto solo ed esclusivamente dei budget annuali senza riflettere sulle reali  necessità dei cittadini. “Certo, afferma Vasile,  se sono riusciti a smantellare diversi reparti del Muscatello di Augusta, un ospedale che invece avrebbe dovuto essere un fiore all’occhiello per la nostra provincia  tenuto conto anche della sua collocazione all’interno del più grande petrolchimico di Europa, figuriamoci cosa può accadere agli altri nosocomi. E’ naturale   pensare  che la classe politica non abbia a cuore le sorti della nostra comunità”. Vasile si chiede ancora: “Perché i sindaci della zona sud, a prescindere dalla loro collocazione politica,  non si coalizzano a tutela della realtà sanitaria locale manifestando a oltranza avverso i provvedimenti che tendono a ledere la salvaguardia della salute dei cittadini, come i continui tagli operati  nel settore, compresi il ridimensionamento o la soppressione delle strutture sanitarie già esistenti? E che fine hanno fatto le decisioni adottate in seno al consiglio comunale congiunto, tenuto lo scorso settembre a Noto alla presenza dei rappresentanti dei consessi civici di Noto, Pachino e Portopalo? E’ stata trasmessa la relazione alla regione? Se affermativo, c’è stato un riscontro? Alla luce dei fatti si teme che sull’Ospedale di Noto, il governo regionale, sembra voler segnare la temuta parola fine, nonostante il recente ammodernamento del suo pronto soccorso e del suo reparto maternità. La presenza dell’elisoccorso, nonché la collocazione favorevole del Trigona rispetto ai Comuni della zona sud della provincia,  Rosolini, Pachino e Portopalo, dovrebbe far pendere l’ago della bilancia a favore del Trigona, ma si sa che sulla sanità si continua ad andare avanti  imprimendo tagli lineari sulla carta anziché sforzarsi di guardare la realtà e soprattutto le esigenze della popolazione.  Per il cittadino di Pachino, ad esempio, è più agevole rivolgersi all’ospedale di Noto anziché a quello di Avola e di Siracusa. Pensiamo ai casi gravi, dove il minuto… fa la differenza.  Per le superiori considerazioni credo sia indifferibile indirizzare adeguatamente la protesta perché si trovi la soluzione idonea per far fronte alle molteplici problematiche sanitarie della nostra realtà territoriale. Per fortuna, non solo problemi irrisolti. Accade difatti che qualche vittoria si ottenga. Nella funzione di  segretario provinciale dello SMI Vasile  è riuscito a far in modo che tra non molto a Testa dell’Acqua possa finalmente  essere operativo un presidio dove un medico di base potrà assicurare il previsto  supporto sanitario giornaliero e garantire l’assistenza sanitaria  in  uno  studio medico idoneamente attrezzato.  Tutto ciò è stato possibile  grazie anche al valido supporto garantito   dai dottori Pino Bruno e Carmelo Garofalo del Servizio Cure Primarie di Siracusa e dai colleghi della F.I.M.M.G. (Federazione italiana medici di medicina generale).

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