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Noto| Un giorno qualunque di un “freddo” Presidente

8 Aprile 2016 | by Rosa Tomarchio
Noto| Un giorno qualunque di un “freddo” Presidente
Cronaca
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Rapida visita di Mattarella per il 20° anno dal crollo della Cupola. Dimentica di stringere la mano a sindaci e deputati. Che rimangano male.

Se non fosse stato per quei bambini coi cappellini colorati, i loro cori, i loro disegni di benvenuto. Se non fosse stato per Sgarbi, per il suo carisma che, malgrè tout, affascina tutti. Grandi e piccini. Se non fosse stato per questo sarebbe stato un giorno qualunque. Tutto come previsto, il presidente Mattarella ha spaccato il secondo. Puntualissimo è giunto ai piedi della scalinata della Cattedrale di Noto dove ad attenderlo c’era il sindaco Bonfanti, il prefetto Gradone, il vescovo Staglianò, il governatore Crocetta. Un po sotto tono l’accoglienza in città. Nessun sventolio di bandiere, nessun tricolore ad addobbare i balconi delle case. Il Presidente della Repubblica ha solcato con l’auto blu (dicono sia la stessa di Crocetta?) e uno stuolo di body guard al seguito il lungo corso principale una volta attraversata la Porta Reale. Tutti si aspettavano di avere un “contatto” diretto col presidente siciliano, che avrebbe attraversato a piedi il centro netino, e invece Mattarella si è avvicinato soltanto ai bambini delle (poche) scuole elementari, forse due o tre, al coro “Auguri Presidente”. Poi, dopo una rapidissima stretta di mano, si inerpicato su per la scalinata della Cattedrale per presenziare al cerimoniale, (tre quarti d’ora appena) con le piu alte cariche locali. Tanta attesa e un po’ di nervosismo al di là della barricata riservata alla stampa impaziente di “rubare” anche una semplice battuta corale al Presidente degli Italiani.    IMG_0405Si dovrà aspettare un’ora circa prima di rivedere Mattarella ridiscendere dalla scalinata, stavolta in compagnia di Vittorio Sgarbi, forse unico e vero protagonista di questa mattinata di sole primaverile e di vento fastidioso che insidiava sovente la papalina del Vescovo Staglianò. All’uscita non si è potuto fare a meno di notare i “musi lunghi” dei sindaci della provincia siracusana. Pare non ci sia stato nemmeno la classica istituzionale stretta di mano tra loro e il Numero Uno d’Italia. E sembra nemmeno con i deputati regionali suoi conterranei (l’assessore regionale Bruno Marziano, gli onorevoli siracusani Sofia Amoddio, Marika Cirone Di Marco, Pippo Gennuso). In compenso tutto ha funzionato alla perfezione. Massiccio lo spiegamento di forze dell’ordine già dall’ingresso della Siracusa -Noto non tanto agevole da percorrere, specie nel tratto interno che porta dritti nella perla del barocco. Gimcane e girotondi da valicare, cartellonistica stradale insufficiente, e lavori in corso nelle rotatorie a fine autostrada ancora da addobbare dove spiccavano quanto meno grosse pietre bianche con su scritto Patrimonio dell’Unesco a testimoniare l’ultima visita di un Presidente da quelle parti con Carlo Azeglio Ciampi. Anche questa resterà negli annali, una giornata storica in ogni caso, per dare il giusto lustro ad anni di dolore e di duro lavoro da quel 13 marzo del 1996 quando, a sei anni del terremoto di Santa Lucia, crolla improvvisamente la Cupola insieme alla Lanterna, la navata centrale e laterale destra. Nessuna vittima, per fortuna. Il primo segnale di speranza fu quello di Battiato, con un concerto a Noto. Dopo sette anni di intenso lavoro corale una sorta di inaugurazione. Oggi invece il vero cerimoniale suggellato dalla presenza della più alta carica dello Stato con cui si è voluto rendere onore al lavoro di tanti italiani e alla buona pratica di gestione di danaro pubblico (40 miliardi di lire). Per Mattarella è la prima visita da Presidente nel Sud Est di Sicilia. “Pura coincidenza” la sua presenza alla vigilia elettorale, a Noto si voterà fra qualche settimana per scegliere il nuovo sindaco. E l’uscente Corrado Bonfanti chiaramente è in lizza. Molti daranno a lui il merito della venuta del Presidente, in realtà pare che a realizzare questo sogno sia stato il critico d’arte Vittorio Sgarbi che nella imponente ristrutturazione della Cupola curò gli affreschi presiedendo un’apposita commissione e avvalendosi della collaborazione di una quarantina di artisti, per lo più italiani. Manco a dirlo è stato Sgarbi a raccogliere le simpatie dei cittadini in festa. E lui si è abbandonato felicemente ai selfie con la gente comune e le studentesse. Mattarella ha fatto invece un rapidissimo passaggio davanti alla selva di giornalisti che sgomitando hanno tentato di strappare, alla meglio, qualche battuta al Presidente che subito dopo qualche secondo ha abbandonato di gran fretta la folla scomparendo dietro i vetri fumè della berlina. Cosa resta di questa giornata? Una brioche con granita di mandorla. E’ l’epilogo scelto anche da Crocetta seduto al bar del centro in attesa che ritorni l’auto blu “imprestata”.  E una piccola speranza, che l’esempio di Noto non resti isolato se proprio doveva meritare tanto clamore. Il feed back non è stato esaltante,diciamo la verità. Poche emozioni e pubblico scarso. D’accordo, si trattava di un evento blindato, ma la sensazione era quella di una giornata qualsiasi. Pochi attimi e via. E se questa è l’Italia…..Ultima battuta quella di Crocetta, giusto per restare nel pezzo. Il caso è sempre quello Gemelli-Guidi: “Guarda caso quando spuntano orticelli siciliani e romani non c’è mai il mio nome!”. (Rosa Tomarchio)

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