breaking news

OPERAZIONE ANTIMAFIA GOMMA, ECCO I DETTAGLI

OPERAZIONE ANTIMAFIA GOMMA, ECCO I DETTAGLI
Cronaca
0

Emergono ulteriori dettagli sull’operazione “Gomma”, portata a compimento dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di siracusa, con la collaborazione del personale della compagnia di augusta. l’operazione antimafia che ha portato in carcere il presunto reggente del clan Nardo di Lentini e un suo fedelissimo, Angelo Randazzo e Filadelfo Nardo, suo cugino di secondo grado si è mossa questa mattina in due diverse direzioni, con altrettanti provvedimenti emessi dal gip presso il tribunale di Catania. il tutto con il coordinamento della procura distrettuale antimafia. il primo provvedimento – di custodia cautelare in carcere – è stato emesso nei confronti dei lentinesi Randazzo e Nardo. Secondo i carabinieri “l’esistenza sul piano giudiziale del clan n è stata consacrata in diverse sentenze pronunciate dal tribunale e dalla corte di assise di siracusa all’esito dei maxi processi “Gioconda”, “Tauro” e “Ducezio”, nonché dalla corte di assise di Catania all’esito del maxi processo “Gorgia”. La potente organizzazione, storicamente collegata con il clan Santapaola di Catania, dedita principalmente alle estorsioni, agli omicidi ed al controllo delle altre attività illecite sul territorio, nonostante l’arresto e la carcerazione dei vertici storici, si è costantemente tenuta in vita grazie anche all’alternanza delle figure dei “reggenti“, ossia quegli associati liberi, che scelti per il loro carisma e la loro fedeltà al sodalizio, si occupano di gestire l'”impresa” mafiosa, i cui utili sono indispensabili al finanziamento delle ulteriori attività illecite ed al mantenimento degli associati e delle rispettive famiglie”. entrando nel dettaglio, Randazzo, nipote del capostipite Sebastiano Nardo,   dopo l’omicidio di Massimo Marino (rinvenuto cadavere nelle campagne di Motta S. Anastasia il 12 gennaio 2009, già reggente del clan), lo avrebbe sostituito nella posizione di vertice, affiancando Giuseppe Gentile. proprio nel corso delle indagini su tale delitto, indagando su personaggi ritenuti inseriti nel sodalizio criminoso, sarebbero  stati raccolti importanti elementi probatori che hanno consentito di riscontrare l’assunzione del ruolo e della posizione di Marino da parte di Randazzo, strettamente collaborato dal suo braccio destro, nonché cugino, Nardo. Randazzo sarebbe stato tenuto sotto stretto controllo dai carabinieri, che avrebbero accertato che proprio lui si sarebbe occupato in prima persona, di ricevere i proventi delle attività illecite svolte dal clan direttamente sul territorio e raccogliere quelli dei gruppi “satellite”, attivi nei vari settori illeciti. l’indagine ha  messo in evidenza inoltre il suo ruolo nella suddivisione interna degli utili per il mantenimento dei membri detenuti e delle rispettive famiglie: operazione quest’ultima che avrebbe creato anche alcuni dissapori e rimostranze, opportunamente registrate dagli inquirenti.

a sostegno del materiale probatorio raccolto con le attività tecniche, sarebbero intervenute le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. un’ascesa quella ricostruita dagli inquirenti per lui.

infatti, mentre i collaboratori più vecchi lo indicherebbero quale responsabile del solo settore delle estorsioni, quelli più attuali lo individuano quale destinatario anche delle percentuali (20%) imposte per il traffico degli stupefacenti ai gruppi satellite.

il secondo provvedimento – di sequestro beni ha riguardato il patrimonio immobiliare ed economico di gentile, detto “gomma“, in carcere da gennaio nell’ambito dell’operazione morsa. il suo arresto è stato confermato dal tribunale del riesame. in tale indagine sarebbe stato posto in rilievo il suo ruolo di vertice nei rapporti con i referenti sul territorio di augusta, ai quali avrebbe regolarmente impartito ordini e disposizioni, mediando sovente nelle problematiche insorte all’interno del gruppo. il sequestro ha riguardato un’azienda individuale e la agrifresh srl, di cui gentile risultava operaio agricolo giornaliero,  percependo per i periodi di disoccupazione la relativa indennità. il proprietario sarebbe risultato invece il figlio.  le attività tecniche svolte contestualmente, avrebbero invece consentito di chiarire che il reale gestore delle aziende, anche per le questioni di dettaglio, sarebbe stato pippo gentile. sigilli ad un capannone industriale adibito ad attività produttiva di carlentini; un immobile costituito da 3 appartamenti e  2 garages annessi, sede della ditta ed abitazione principale della famiglia a lentini;  la società “agrifresh s.r.l.“, con sede legale in lentini;la ditta individuale di trasporti,  “gentile domenico“, con sede legale a lentini;un appezzamento di terrenoo in contrada “sabuci” comune di carlentini;un appezzamento di terreno, con annesso fabbricato rurale sito in contrada “sabuci” nel comune di carlentini;altro appezzamento di terreno, con insistenti dei fabbricati rurali in contrada “casa ottavia” nel comune di carlentini; 9 autovetture;38 mezzi pesanti, suddivisi tra trattori stradali e rimorchi isotermici; vari rapporti bancari accesi presso istituti di credito ed altri intermediari finanziari, per i quali sono in corso accertamenti.il tutto per un complessivo valore orientativo di oltre 19 milioni di euro.sono in particolare le imprese, operanti nel ricco settore agrumicolo, a rappresentare la parte cospicua del patrimonio, in ragione soprattutto dell’avviamento d’azienda, sottovalutato nella stima prudenziale sopra indicata. le due attività infatti avrebbero assunto in breve tempo dalla loro costituzione, una posizione di preminenza nel settore dei trasporti e della lavorazione degli agrumi, stravolgendo il principio di libera concorrenza.l’indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto giuseppe toscano

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com