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OPERAZIONE ORO BLU : AI DOMICILIARI GINO FOTI E GIUSEPPE MAROTTA

2 Febbraio 2012 | by Redazione Webmarte
OPERAZIONE ORO BLU : AI DOMICILIARI GINO FOTI E GIUSEPPE MAROTTA
Cronaca
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La mannaia della Procura ha dato una prima grossa falciata al malaffare della politica siracusana e pare che l’operazione di oggi, denominata “ORO BLU”,  sia soltanto  un modesto assaggio di quanto potrebbe venire a galla. Questa mattina, infatti, sono stati eseguiti due ordini di custodia cautelare, col regime dei domiciliari, a carico del noto esponente  politico del Pd Gino Foti e di  Giuseppe Marotta, amministratore delegato della SO.GE.A.S, società che gestisce il servizio idrico  nel territorio. I due si sarebbero macchiati, in concorso, di tentata estorsione, l’ipotesi accusatoria originale era però di concussione. Reato, quest’ultimo, di cui potrebbe rispondere l’attuale presidente della Provincia Regionale di Siracusa Nicola Bono, da qualche tempo nel mirino degli inquirenti e finito nel registro degli indagati,  assieme a Monica Casadei, nella qualità di legale rappresentante della S.p.a Saccecav Depurazioni Sacede e Giovanni Parisi, sempre come amministratore della Sogeas. Stando alla ricostruzione dei fatti, fornita dai magistrati nel corso di una conferenza stampa tenutasi questa mattina,  il reato perpetrato dagli arrestati pare si sostanziasse nell’imposizione ai vertici della Sai 8 dell’assunzione  di persone a loro vicine, sotto la minaccia di far rescindere  il contratto di concessione esistente tra l’Ato idrico aretusea e la stessa società. Inoltre, pare che pressioni siano state fatte anche per ottenere l’inserimento nell’organico della stessa società del segretario particolare di Bono e per affidare il servizio di riscossione delle bollette insoluto ad una ditta amica ed esterna, garantendo alla stessa, con sede a Caserta, un guadagno superiore a quello riconosciuto ad analoghe imprese presenti sul mercato, ed ancora   di rinunciare  a partecipare  alla realizzazione di importanti infrastrutture del territorio, tra cui i campo pozzi del capoluogo ed il nuovo acquedotto di Augusta. La Procura avrebbe richiesto la misura cautelare anche per il Presidente Bono, rigettata per il momento dal Gip, che pur riconoscendo la valenza del quadro indiziario, raccolto nel corso delle indagini,  lo ha ritenuto debole  sotto l’aspetto probatorio  per le coincidenze  temporali tra i  fatti narrati e l’assenza di  contatti e richieste diretti tra lo stesso e le persone offese .  Dalle indagini, è anche emerso che per partecipare alla gara di affidamento del servizio  poi vinta, nel 2006, le società Saccecav e Sogeas avrebbero prodotto tra le garanzie bancarie richieste una fideiussione irregolare.

Mascia Quadarella

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