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Pachino| “Crisi agricola ed assordante silenzio di Illuminati”

28 Febbraio 2018 | by Redazione Webmarte
Pachino| “Crisi agricola ed assordante silenzio di Illuminati”
Cronaca
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Il silenzio degli imprenditori “illuminati” di Cambiamenti indigna il sindaco di Roberto Bruno. Presunte infiltrazioni mafiose nel consorzio IGP pomodorino pachinese e le improvvise dimissioni del presidente dopo 11 anni.

«Chi gioca con la pelle, i soldi, le aziende e le famiglie degli agricoltori sono proprio gli “illuminati” imprenditori di Cambiamenti, braccio politico del consorzio Igp. E questo non solo è lampante ma è anche facilmente appurabile». Il sindaco Roberto Bruno, interviene con forza sul caso “Bufera nel Consorzio IGP pomodoro di Pachino” indicandola “una strategia schizofrenica, quella del movimento e dei suoi componenti che si professano punti di riferimento del comparto agricolo”.

“Quest’amministrazione è riuscita a dare il proprio contributo al tentativo di fare uscire dall’impasse i nostri agricoltori, a causa della crisi lancinante del comparto agricolo – dichiara il sindaco – E gli agricoltori, quelli veri, quelli che coltivano la terra e non possono permettersi di girare a bordo di importanti SUV, lo sanno chi è stato vicino alle loro aziende e alle loro famiglie. E non solo metaforicamente e moralmente, ma anche fisicamente”.

Gli imprenditori di Cambiamenti ed il consorzio si sono contraddistinti per il silenzio imbarazzante e il nulla assoluto. E per giunta cosa fanno? Si permettono di criticare quest’amministrazione per ciò che ha potuto ed è riuscita a fare, e ciò è accaduto a poche ore di distanza dalle dichiarazioni di un dirigente di Cambiamenti che ha pubblicamente apprezzato la campagna sui quotidiani in qualità di direttore del consorzio e imprenditore del settore agricolo, per poi fare un passo indietro e criticare la stessa campagna, il sindaco e l’amministrazione, chiedendone le dimissioni, come un disco rotto. Sono convinti di sapere tutto e avere le soluzioni a portata di mano. Non sanno, invece, nemmeno cosa vogliono, se non dire sempre no a tutto!”

I fatti cosi come riportati dall’AGI (agenzia giornalistica italiana) e la premessa. Il Consorzio di tutela IGP ‘Pomodoro di Pachino ha, tra i suoi soci, un’azienda riconducibile al capomafia locale, Salvatore Giuliano. Si tratta dell”Azienda Fenice società agricola Srl, creata nel settembre del 2013, appena pochi mesi dopo l’uscita dal carcere dello stesso Giuliano. La ‘Fenice’ ha due soci: Gabriele Giuliano e Simone Vizzini e fra i dipendenti c’è proprio Salvatore Giuliano, capomafia del clan che prende proprio il suo nome, legato a ‘Cosa nostra’ catanese e ‘in pace’ con gli altri clan della provincia.

Gabriele Giuliano, figlio di Salvatore, ha diverse grane giudiziarie: è a processo con il padre per minacce di morte, tentata violenza privata aggravata dal metodo mafioso (indagine dei carabinieri di Siracusa, per delega della Direzione distrettuale antimafia di Catania). Il padre Salvatore è stato condannato per associazione mafiosa (come ‘capo’), droga, armi ed estorsioni. Dopo circa 20 anni di carcere, e’ tornato in liberta’ nel maggio del 2013 in seguito a diversi sconti di pena.

Il Consorzio di tutela IGP ‘Pomodoro di Pachino’ non avrebbe chiesto alcun certificato antimafia per l’iscrizione al Consorzio stesso. Spiega all’Agenzia Italia il presidente, Sebastiano Fortunato: “Secondo quanto previsto dal disciplinare ai fini della legittimazione dell’uso del marchio, è sufficiente che la società abbia ottenuto l’iscrizione all’ente di certificazione, ente che è autorizzato dal Mipaaf”, ovvero “l’Istituto Zooprofilattico per la Sicilia di Palermo”.

Il Consorzio, prosegue Fortunato, “ai fini dell’iscrizione di un soggetto della filiera a socio, secondo lo statuto e la normativa vigente, deve solamente verificare che il soggetto sia stato certificato dall’Ente di Certificazione”. E’ questa è stata la trafila, per il presidente del Consorzio, fatta nel caso della societa’ “La Fenice Srl”.

Ma come è possibile che il Consorzio tenga dentro una società riconducibile al capomafia locale? Fortunato risponde che “l’attivita’ istituzionale di tutela del prodotto a marchio Igp riguarda il prodotto immesso in vendita, al fine di garantire al consumatore finale la qualità del prodotto venduto, nessun altro potere è attribuito al Consorzio”.

Dopo aver rilasciato la dichiarazione, il presidente del Consorzio, Sebastiano Fortunato, ha deciso di rassegnare le dimissioni spiegando in una lettera ai soci: “Il mio incarico doveva durare solo sei mesi e invece sono già trascorsi quasi 11 anni, ora è il momento di lasciare il Consorzio ad altri”. A questo punto, i rappresentanti de ‘La Fenice’ saranno perciò chiamati, insieme agli altri soci del Consorzio, a votare il nuovo presidente. (fonte agi)

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