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Pachino| Truffe online, vendita di merce non spedita

29 Novembre 2016 | by Redazione Webmarte
Pachino| Truffe online, vendita di merce non spedita
Cronaca
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I carabinieri denunciano due persone. Dall’inizio dell’anno si registrano 392 casi denunciati presso le 29 caserme presenti sul territorio. Il comandante provinciale Grassi: “Diffidate degli apparenti affari a costi stracciati che potrebbero costituire tentativi di truffa”.

Altri due episodi di truffe on-line scoperti dai Carabinieri della Compagnia di Noto. In particolare a Pachino, i Carabinieri della locale Stazione, a conclusione di mirati accertamenti esperiti a seguito di una denuncia sporta da una donna del posto, hanno segnalato all’Autorità Giudiziaria quale indagato per il reato di truffa M. P., originario di Trani, classe 1986. La dinamica dei fatti è semplice e lineare, tale da indurre in inganno anche un habitué degli acquisti on-line: la denunciate aveva concordato con il denunciato l’acquisto di alcuni capi di abbigliamento di famose griffe, abiti messi in vendita con un post su un noto social network. Concordato il prezzo, la donna aveva versato quanto pattuito effettuando una ricarica da 100 euro su una carta ricaricabile. Ricevuta tale somma, il denunciato non ha mai spedito la merce, non rispondendo più ai messaggi, cancellando dopo qualche settimana il profilo dal quale aveva concordato la compravendita, rendendosi di fatto irreperibile. Del tutto simile il secondo episodio che ha portato alla denuncia in stato di libertà per il reato di truffa P. V., palermitana classe 1991. Anche in questo caso la denunciate, una donna di Pachino, rispondendo ad un annuncio pubblicato su un social network, aveva concordato con la denunciata l’acquisto di un pezzo di ricambio per un ciclomotore, versando su una carta ricaricabile la somma di 180 euro come corrispettivo dell’acquisto. Ricevuta tale somma, dopo un periodo di scuse varie finalizzate a giustificare i ritardi nella spedizione, la denunciata ha cancellato il profilo rendendosi anch’essa irreperibile. Quello delle truffe on-line e, in generale, delle frodi informatiche è un fenomeno ormai diffuso in tutta Italia e che interessa anche la Provincia di Siracusa con numeri considerevoli: dall’inizio dell’anno, infatti, si registrano 392 casi denunciati presso le 29 caserme dell’Arma dei Carabinieri presenti sul territorio. Particolarmente incisiva l’attività di contrasto posta in essere dall’Arma, con il 20% dei delitti attribuiti ad autori noti ed il conseguente arresto di 2 persone e segnalazione all’autorità giudiziaria quali indagati di altri 55 soggetti. Al fine di contrastare in maniera più incisiva tali particolari ipotesi di reato, oltre all’attività posta in essere dalle forze dell’ordine, all’interno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa è presente un apposito nucleo interforze denominato N.I.T. (Nucleo Investigativo Telematico): con l’ausilio di apparecchiature tecniche all’avanguardia e grazie al supporto di personale altamente specializzato selezionato tra le varie forze di polizia, tale reparto si occupa, con brillanti risultati, di condurre attività di indagine nello specifico settore, operando su delega dell’autorità giudiziaria nonché in supporto alle componenti territoriali delle forze dell’ordine corso di specifiche attività di Polizia Giudiziaria quali perquisizioni e sequestri di apparecchiature informatiche. Al riguardo, è opportuno evidenziare come l’e-commerce offra indiscutibili vantaggi, soprattutto in termini di risparmio, celando, però, diversi rischi quali la possibilità di cadere vittima di crimini informatici o, come i casi in questione, di rimanere truffati e non ricevere mai la merce acquistata. Per questi motivi i Carabinieri desiderano proporre qualche suggerimento che, lungi dall’essere esaustivo, può aiutare a “non restare vittima della Rete”. Prima di acquistare un prodotto o di usufruire di un servizio in Internet, verificate le politiche di vendita, le condizioni di recesso, i tempi di consegna, i costi e le spese di spedizione. Raccogliete tutti i dati per essere sicuri della reale identità del venditore. Devono essere indicati chiaramente i dati del venditore e cioè il nome dell’azienda e l’indirizzo geografico della sede sociale. Verificate se il venditore è italiano: anche se il server è collocato in Italia, raggiungibile con un indirizzo “.it”, controllate che anche la sede del venditore sia in Italia. Mettere in piedi una truffa su Internet è fin troppo facile: chiunque può chiedere un accesso ad Internet e costruirsi un suo sito. Verificate l’esistenza della certificazione cioè di un attestato che comprovi la corrispondenza tra un dato sito e una persona fisica o giuridica. Nei browser è presente una finestra detta “security” che contiene una apposita voce “visiona certificati”. E’ preferibile scegliere siti con la precisa indicazione di un marchio di qualità, rilasciato da un organismo esterno, che certifica che il sito svolga attività nel rispetto dei diritti dei consumatori. Attualmente in Italia i marchi più diffusi in Rete sono: Webtrader, E-quality mark e Qweb. Prestate particolare attenzione quando acquistate su un sito straniero, dal momento che le normative di riferimento e i controlli a cui sono vincolati possono non essere direttamente apprezzabili e prestare il fianco a critiche nei casi di contenzioso. In particolare occorre verificare: le condizioni di fruibilità del prodotto anche in Italia (ad es. il sistema delle taglie per i capi di abbigliamento varia da Paese a Paese); la presenza di una versione del contratto anche in italiano, così come delle spiegazioni del prodotto; se la garanzia è operante anche in Italia e se in tal caso ci sono dei costi aggiuntivi; l’importo delle tasse doganali che vengono applicate per gli acquisti sui siti extracomunitari; la variabilità delle leggi applicabili al contratto nel caso di acquisti da un sito extracomunitario. I consumatori dei Paesi membri dell’unione Europea beneficiano sostanzialmente degli stessi diritti. Non utilizzate carte di credito in Rete in maniera indiscriminata, ma pagate possibilmente con carte pre-pagate cercando di conservare l’anonimato, a meno che i siti non presentino un sistema di protezione della trasmissione dei dati; Verificate che si tratti di una vendita a prezzo fisso. Nel caso di aste le garanzie per i consumatori sono minori, è quindi consigliabile acquistare solamente su un sito che pubblichi un regolamento chiaro e che preveda delle soluzioni in caso di frode da parte del venditore. Non fornite i vostri dati personali se non siete sicuri riguardo alle motivazioni d’uso e non avete garanzie sufficienti sulle modalità di protezione degli stessi da accessi indesiderati e non autorizzati. Controllate che ci siano garanzie per il trattamento dei dati personali. Verificate che il contratto proposto non contenga delle clausole vessatorie che “determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi provenienti dal contratto” (art. 1469-bis del Codice Civile). Le clausole vessatorie sono da ritenersi inefficaci anche se non annullano il resto del contratto che rimane valido. Conservate con cura una copia di tutti gli ordini fatti e dei documenti relativi (e-mail scambiate con il venditore, informazioni sulle condizioni di vendita, etc.), nonché, in modo particolarmente sicuro, le password e i codici, soprattutto quelli per accedere ai servizi Internet di natura finanziaria. E’ consigliabile utilizzare password lunghe ed incomprensibili ed avere password differenti per diversi servizi, non consentendo al sito di salvare la parola-chiave automaticamente per non doverla digitare nuovamente. Se si cambia idea riguardo all’acquisto effettuato è possibile esercitare il diritto di recesso secondo le modalità indicate sul contratto a mezzo di una raccomandata con ricevuta di ritorno inviata al venditore. Al riguardo il Comandante Provinciale, Colonnello Luigi Grasso, dichiara: “Il fenomeno è avvertito anche nel nostro territorio, tanto che sono numerosi i casi denunciati alle Stazioni Carabinieri. E’ assolutamente opportuno procedere ad acquisti e prenotazioni attraverso la piattaforma del web con estrema cautela diffidando, in modo particolare, degli apparenti affari a costi stracciati che potrebbero costituire tentativi di truffa. Nei casi dubbi è consigliabile rivolgersi, anche per un semplice parere, alle forze dell’ordine che, nel tempo, hanno acquisito una competenza adeguata all’esigenza del cittadino. Anche nello specifico settore, l’impegno dell’Arma è e rimarrà elevato a tutto interesse dell’utente.” Ulteriori informazioni si possono trovare all’indirizzo: http://www.carabinieri.it/cittadino/consigli/tematici/internet/i-rischi-dell’e-commerce

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