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Palermo | AnciSicilia. La crisi finanziaria e di liquidità degli Enti Locali ha toccato il fondo

Palermo | AnciSicilia. La crisi finanziaria e di liquidità degli Enti Locali ha toccato il fondo
Politica
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Interviene Il Vice Presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta, Presidente del Consiglio comunale di Canicattini Bagni, di fronte al disagio e alle difficoltà degli Enti Locali siciliani di poter procedere all’approvazione dei Bilanci di previsione 2021-2023.

«Sono ormai alla deriva gli Enti Locali siciliani dal punto di vista finanziario per il deficit di liquidità che puntualmente accusano a causa dei continui mancati trasferimenti di risorse da parte delle Regione e dello Stato, anche nella difficile e drammatica fase dell’emergenza Covid, quando si sono aggiunti gli aiuti e i sostegni per i lunghi lockdown alle fasce di cittadini fragili e alle imprese, promessi, soprattutto dalla Regione, ma mai trasferiti ai Comuni che vi hanno dovuto far fronte con fondi dei propri bilanci». Così il Vice Presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta, Presidente del Consiglio comunale di Canicattini Bagni, di fronte al disagio e alle difficoltà degli Enti Locali siciliani di poter procedere all’approvazione dei Bilanci di previsione 2021-2023.

«Quello dei ritardi dei trasferimenti delle risorse finanziarie agli Enti Locali da parte della Regione, in particolare, ma anche dello Statoriprende il Vice Presidente Amenta – è diventata, purtroppo, una consuetudine che stravolge ogni legge e ogni regola amministrativa che bisogna rimuovere al più presto se non si vuole decretare la morte delle Municipalità, dei Liberi Consorzi e delle Città Metropolitane arrivare ormai ad un punto di non ritorno. Allo stato attuale gli Enti Locali siciliani devono ancora ricevere per il 2020, quindi parliamo dell’anno che se n’è andato ormai da un pezzo, il saldo dei 340 milioni del Fondo per le Autonomie, i 115 milioni della Quota Investimenti e i 300 milioni promessi del Fondo Perequativo per i mancati introiti delle imposte locali sospese o cancellate, durante l’emergenza Covid, quale sostegno alle categorie produttive e alle famiglie disagiate. Mentre per il 2021 si attendono ancora le anticipazioni della prima trimestralità nella misura del 60% e la parte della Quota Investimenti.

A ciò si aggiunge il mancato trasferimento del fondo nazionale e il dimezzamento della capacità di riscossione dei tributi, soprattutto di Tari, Imu e suolo pubblico, da parte degli Enti Locali per le ormai ben note difficoltà economiche di famiglie e imprese. A cui si aggiunge il mantenimento in vita del Fondo dei crediti di dubbia esigibilità, che in una situazione di tale difficolta di riscossione cresce sempre di più pesando sui Comuni che sono così impossibilitati ad approvare i propri Bilanci di previsione. Un quadro desolante e un vuoto incalcolabile quello che si viene a causare nelle casse degli Enti Locali – aggiunge Amenta – che li ha costretti, per continuare ad erogare servizi essenziali ai cittadini, ad accedere al massimo delle scoperture di Tesoreria, che a loro volta hanno prodotto e continuano a produrre milioni di interessi passivi, che pesano alla fine sui cittadini.

Come se non bastasse, il baratro diventa ancora più profondo con il disastro dei rifiuti, della gestione dell’emergenza Covid e della sanità territoriale, oltre all’irrisolta questione della crisi dei Liberi Consorzi e delle Città Metropolitane che ancora oggi non riescono ad avere certezze su competenze e funzioni attribuite loro dalla legge e delle rispettive coperture finanziarie per assolvere a tali compiti.  Una tragedia quella che si sta consumando sul mantenimento in vita degli Enti Locali siciliani e dei servizi essenziali alle comunità che rischiano di saltare – conclude il Vice Presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta – che, purtroppo, si sta consumando tra l’immobilismo della Regione e il silenzio della politica, oggi più impegnata ad attenzionare la programmazione dei Recovery piuttosto che il presente, il futuro dei servizi e l’agonia degli Enti che li erogano. Occorre svegliarsi da questo torpore prima che sia troppo tardi».

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