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Palermo| Augusta confermata Autorità Portuale

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Ok dalla conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Vinciullo: “Non si può operare difformemente dalla Legge”.

La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome conferma il giudizio positivo espresso sullo schema di Decreto Legislativo recante “Riorganizzazione, Razionalizzazione e Semplificazione della disciplina concernente le Autorità Portuali, di cui alla legge 28 gennaio 1994, n.84, a condizione che vengano approvati da parte del Governo alcuni emendamenti che non mettono in discussione l’Autorità Portuale di Augusta che, così  così come ampiamente detto, ingloberà anche quella di Catania. Lo dichiara l’On. Vincenzo Vinciullo, Presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS. In particolare, la Conferenza ha chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico in maniera tale che si possa ragionare sui tempi e sulla modalità dell’entrata in vigore della norma, così come del raggiungimento degli obiettivi precipui del Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica, redatto in attuazione dell’art.29 del dl 12 set 2014, n.133 e convertito con modificazione dalla legge 11/11/2004, n.164, Sblocca Italia. La conferenza, nell’esaminare l’art.6 – Autorità di Sistema Portuali, conferma la necessità di mantenerne 15 e poi, soprattutto, che poi è quello che interessa noi, è che “sede della AdSP è la sede del porto centrale individuato nel Regolamento UE n. 1315/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013”. Questo è ciò che interessa, ha continuato l’On. Vinciullo, che anche la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha ritenuto corretto quello che dico da sempre e cioè che non devono essere le raccomandazioni, le spinte politiche e le influenze dei potentati di turno a determinare la scelta della sede della Autorità Portuale, quanto, invece, il rispetto della Legge, perché “sub lege libertas” Al Presidente Crocetta, quindi, e ai suoi Assessori l’invito ad astenersi da qualsiasi tipo di intervento normativo e legislativo che possa mettere in discussione ciò che è stato stabilito anche dalla Conferenza Unificata in quanto, pur nel rispetto delle competenze delle Regioni a Statuto Speciale, le stesse competenze non possono confliggere con quanto stabilito dalla Comunità Europea.Quindi, ha concluso l’On. Vinciullo, sia chiaro che ogni tipo di intervento che vada nel senso opposto rischia di trasformarsi in un conflitto che vedrà la Regione Siciliana soccombente di fronte ai diritti reali e ampiamente riconosciuti del porto di Augusta.

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