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Palermo| Sit in Formazione, il 22 da Crocetta

Palermo| Sit in Formazione, il 22 da Crocetta
Sindacale
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Non si arresta l’ondata di malcontento della categoria che stamane ha protestato sotto il Palazzo di Governo. Guzzo: “Violati i due articoli della legge 24”. Prossime mobilitazioni. Previsto per il 22 l’incontro col governatore siciliano.

“A questo punto bisogna dire basta a questi sindacati, firmatari di perdite di chance dei lavoratori”. E’ il grido di guerra dei lavoratori della Formazione Professionale Siciliana oggi in mobilitazione a Palermo, sotto il Palazzo di Governo Regionale. Erano in tanti stamane ma potevano essere molti di più. Non si parla di flop infatti però l’attenzione verso la tematica pare stia calando. Lottano per tutti gli irriducibili dell’USB. In testa Costa Guzzo: “Dopo avere firmato licenziamenti, omesso la 10/94, non contenti dei tanti  danni  provocati  ai lavoratori,  continuano imperterriti a calpestare i diritti dei lavoratori con accordi (che sembrano più che altro usciti fuori da un cilindro magico) nei quali, oltre a non capire francamente chi intendono o pensano di tutelare (sicuramente non i lavoratori), continuano ad omettere un diritto fondamentale per la tutela e la salvaguardia dei lavoratori come l’anzianità di servizio. Basta analizzare questo ultimo accordo firmato con alcune associazioni dei datori di lavoro dove non si evince in nessun punto l’anzianità di servizio.

Eppure, basta leggere 2 articoli della Legge 24: nella fattispecie Art. 13: il personale preposto alle attività formative deve essere in possesso dei requisiti professionali e didattici, adeguati alle finalità  educative, organizzative e tecniche dei corsi, ed essere iscritto all’ albo di cui al successivo art. 14.  In particolare il personale insegnante di materie teoriche deve essere fornito di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria di secondo grado.  Gli istruttori pratici devono essere in possesso di una documentata esperienza professionale per almeno cinque anni.

E ancora, il personale di direzione ed amministrativo deve essere fornito di titolo di studio adeguato alle mansioni da svolgere.  Gli enti gestori dei centri di formazione possono avvalersi della facoltà  di scelta nominativa per le assunzioni del personale amministrativo e degli istruttori pratici.  Il trattamento economico e normativo del personale dei centri è  disciplinato dagli enti nel rispetto delle norme stabilite dai contratti collettivi vigenti per la categoria.  Per particolari interventi formativi da affidare a personale docente di elevata qualificazione, l’ Assessore regionale per il lavoro e la cooperazione, sentito il parere della Commissione regionale di cui all’ art. 15, potrà  autorizzare trattamenti economici diversi in relazione alla qualità  delle prestazioni professionali richieste.

Articolo 14: è istituito presso l’ Assessorato regionale del lavoro e della cooperazione l’ albo regionale del personale docente dei corsi di formazione professionale.  Le modalità  per l’ iscrizione, la cancellazione e la tenuta dell’ albo saranno determinate dalla Commissione di cui al successivo art. 15.  Gli aspiranti all’ iscrizione all’ albo debbono in ogni caso:  1) essere immuni da condanne penali;  2) godere dei diritti civili e politici;  3) essere in possesso dei requisiti di cui al precedente art. 13.  Nella prima attuazione della presente legge, possono essere iscritti all’ albo, su domanda, gli insegnanti che, sforniti dei requisiti di cui al precedente art. 13, risultino comunque essere stati impegnati in attività didattiche da almeno un anno.  Per i docenti degli enti pubblici di cui al terzo comma del precedente art. 4, in servizio alla data del 1º dicembre 1975, si prescinde dall’ iscrizione all’ albo.

Per capire che uno dei requisiti fondamentali per riassorbire tutti i lavoratori che non hanno più un ente deriva proprio dall”anzianità di servizio, ma la verità è che,  malgrado i tanti errori commessi, queste sigle sindacali sono pronte a mettere ancora una volta la testa sul piatto dei lavoratori già massacrati, a disposizione dei datori di lavoro e di questa amministrazione pur di non arrivare allo scontro (metaforicamente parlando) frontale.

Per dovere di cronaca il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione (Mozione N. 615) richiedendo il ritiro in autotutela dell’albo chiedendo espressamente “il ritiro di questo mero elenco e, previo aggiornamento dell’albo di cui all’art. 14 della l.r. 24/76, all’istituzione di un ‘albo ad esaurimento’ che fornisca le informazioni necessarie e che venga configurato come uno strumento utile ed efficace, atto ad eliminare gli ampi margini di discrezionalità che nella sua formulazione attuale vengono consentiti.”

“L’accordo firmato da Cgil, Cisl, Uil, Snals, Forma e Cenfop non contempla il reinserimento al lavoro tramite l’anzianità di servizio dei lavoratori rimasti senza ente iscritti all’albo quindi, non si potrà mai e poi mai garantire chi ha alle spalle  10 , 20, o 30 di servizio. Chiunque può liberamente iscriversi in questa specie d’albo che, per la nostra organizzazione sindacale rappresenta solo una lista dove chiunque può inserirsi senza aver mai svolto un giorno lavorativo dentro un ente e  scavalcare chi è rimasto oggi senza lavoro e senza ente”.

“La nostra preoccupazione oltre ad essere fondata è  dimostrabile anche  dal fatto che, malgrado l’amministrazione i datori di lavoro e questi sindacati firmatari si nascondono dietro una frase come prioritariamente attingeremo dall’albo, basta guardare l’Avviso 4 e 7 per capire che alcuni enti continuano ad assumente senza nessun rispetto delle regole – dice Guzzo – visto che la nostra organizzazione pur non avendo ricevuto nessun contributo per effettuare i controlli ha segnalato e segnalerà al dirigente Gianni Silvia il personale che non ha alcun requisito per lavorare nell’Avviso 4 e 7”.

“Noi USB, come organizzazione sindacale al servizio esclusivo dei lavoratori, abbiamo deciso che bisogna fermare questo scempio, che vede come l’anello più  debole di questo sistema i  lavoratori  di questa categoria, per questo abbiamo deciso, dopo mille riflessioni e ripetuti proclami inascoltati da parte di questa amministrazione e di questi sindacati firmatari di contratto,  che è giunta l’ora di protestare sotto le loro  sedi sindacali visto che continuano indisturbatamente a rappresentare anche chi non si sente più rappresentato da loro; continuano a  mettere in campo  accordi omettendo quei pochi diritti rimasti  e grazie alle loro firme apposte, oltre a distruggere questo sistema hanno cancellato migliaia di posti di lavoro. Presto faremo sapere ai lavoratori che sono rimasti senza lavoro e senza reddito dove si svolgerà il  primo sit-in di  protesta”.

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