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PERIMETRAZIONE DEL PARCO DEGLI IBLEI

PERIMETRAZIONE DEL PARCO DEGLI IBLEI
Attualità
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Il Comitato interprovinciale per la costituzione del Parco degli Iblei, allargato ai rappresentanti delle Province di Ragusa e Catania, è tornato a riunirsi presso la sede della Provincia Regionale di Siracusa. Si è discusso della proposta di perimetrazione elaborata dalla Provincia. Una proposta che rappresenta un punto di equilibrio rispetto alle varie ipotesi fin’ora avanzate, e in particolare a quella dell’Unione dei Comuni Iblei e a quella delle associazioni ambientaliste. Questo lavoro ha tenuto conto non solo del percorso istituzionale, ma anche delle diverse proposte che sono pervenute dai soggetti associativi e di categoria che gran parte hanno avuto in questa fase di partecipazione e consultazione generale. L’obiettivo – ha detto Bono nell’illustrare il lavoro – è quello di definire come territorio una proposta ampiamente condivisa, e giuridicamente sostenibile, che possa essere fatta propria dalla Regione Siciliana e dal Ministero dell’Ambiente. La filosofia che abbiamo seguito è basata sul principio che la perimetrazione  del Parco che proposta è strettamente connessa e vincolata alle norme di gestione dello stesso. Le questioni che hanno interessato il dibattito, in tutti questi mesi di confronto e di lavoro, sono state quelle sulla perimetrazione del Parco e, quindi, sulle limitazioni urbanistiche e sulla continuità delle attività economiche esistenti, nonché sui vincoli che in futuro l’istituzione del Parco avrebbe imposto all’economia. A questi rilievi abbiamo risposto proponendo una zonizzazione, suddivisa in due sole zone e cioè la zona 1, con il vincolo assoluto; e la zona 2, come cuscinetto alla 1, dove vengono previsti i limiti relativi e, complessivamente, interventi capaci di dare continuità alle attività produttive.

Il criterio è quindi basato sul principio del danno economico minore e, quindi, sulla salvaguardia delle attività delle imprese esistenti e del territorio antropizzato. Noi, come Comitato del Parco c’eravamo dati un mandato: arrivare a un’ipotesi condivisa.

Riteniamo che questo obiettivo possa essere considerato raggiunto, anche perché abbiamo tenuto conto di tutte le proposte pervenute e, in primo luogo di quella dei Sindaci dell’Unione degli Iblei. Il risultato, anche in termini numerici è notevole, poiché abbiamo più che dimezzato il territorio perimetrato dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, che proponeva i 160 mila ettari vincolati. La nostra proposta interessa circa 64 mila,  ma con vincoli stringenti solo su poco più di 30 mila ettari, tanto quanto già in atto sottoposto a vincolo. Oggi abbiamo con soddisfazione registrato un’ampia condivisione su questa proposta e possiamo chiudere i lavori con l’impegno di andare al più presto a un confronto con i territori di Ragusa e Catania per definire una proposta di Parco omogenea e unitaria, capace di incidere concretamente sulle scelte che verranno operate in materia da parte delle autorità competenti, nel rispetto delle realtà esistenti e delle legittime aspirazioni dei cittadini residenti nell’area interessata. Presenti oltre al Presidente della Provincia Regionale, l’assessore regionale Titti Bufardeci, deputati dell’Ars Roberto De Benedictis e Bruno Marziano, l’assessore provinciale Reale,Sindaci e rappresentanti dei Comuni, delle associazioni ambientaliste, della confindustria, dell’ordine dei geologi, di categoria e sindacali. Alla fine gli appuntamenti operativi immediati proposti dal Presidente Bono e accolti all’unanimità dei presenti. Tavolo di discussione con le Province di Catania e Ragusa; definizione di una proposta unica; un confronto con l’Assessorato regionale all’agricoltura e, ai primi di settembre, incontro collegiale con i Comitati di Catania e Ragusa per decidere il progetto scegliere definitivo del Parco.  

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