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PMI-2500 ADDETTI PRIVI DI TUTELE SOCIALI

PMI-2500 ADDETTI PRIVI DI TUTELE SOCIALI
Sindacale
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Sono 2.500 i lavoratori delle piccole e medie imprese siciliane dei settori tessile, della gomma-plastica, della ceramica e del calzaturiero, “privi di reddito e in attesa di ammortizzatori sociali che non si vedono arrivare”. A lanciare la denuncia, stamani, il consiglio regionale della Femca Cisl aperto a Palermo da Franco Parisi, segretario generale regionale, alla presenza di Maurizio Bernava, numero uno della Cisl Sicilia e Nora Garofalo, del vertice nazionale Femca. L’assise ha puntato i riflettori anche sui temi della gestione dei servizi idrici e del piano industriale di Eni, per la Sicilia. Il colosso multinazionale che ha chiuso la semestrale con un utile netto di 4,05 miliardi di euro (+47,9%), ha reso noto qualche giorno fa un “piano industriale a dir poco fumoso riguardo ai siti siciliani di Milazzo, Priolo-Melilli e Gela”, con le parole di Parisi. Tanto che Bernava ha invitato la Regione a “uscire dalla cultura dell’emergenza adottando un piano strategico triennale che leghi strettamente sviluppo e ambiente”. “Fino a un paio d’anni fa – ha rilevato Parisi – Eni dichiarava di voler investire in Sicilia 700 milioni, ora siamo arrivati più o meno a 400 milioni. E di questi 400 milioni, non dice praticamente nulla”. Da qui la richiesta Cisl a palazzo d’Orleans: “convochi celermente un tavolo tra istituzioni, azienda e parti sociali, per mettere in cantiere i piani di rilancio”. Quanto agli ammortizzatori sociali, a invocarli sono ad esempio i lavoratori della Confab di Enna, della Castelli di Messina, della Sist di Palermo, dell’ex Cesame di Catania. “Ma l’elenco sarebbe un lungo rosario”, chiosa Parisi per il quale “si rischia l’esplosione sociale”. Pertanto, “chi ha il dovere d’intervenire, intervenga”. E Bernava: “Sulla cassa integrazione in deroga abbiamo fatto un accordo con la Regione, c’è stata un’intesa tra Regione e Stato che ha individuato in 50 milioni le somme disponibili. Ora la burocrazia regionale sblocchi, finalmente, risorse destinate a gente che ha perso il lavoro e non percepisce nulla”.Sulla questione idrica, la proposta del sindacato è che sia istituita nell’Isola una “authority di sistema che veda protagonisti anche i rappresentanti di lavoratori ed enti locali”. Per la Cisl, l’autorità regionale unica dovrebbe avere compiti di indirizzo e controllo su tariffe e gestione. In materia di acqua, inoltre, la Femca segnala che “solo in quattro province, a Palermo, Enna, Caltanissetta e Siracusa, le autorità d’ambito hanno affidato con gara la gestione dei servizi idrici. Nelle altre cinque, a sopravvivere sono i vecchi sistemi”. (pri)

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