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POLIMERI EUROPA FERMA PER 40 GIORNI

14 Gennaio 2012 | by Redazione Webmarte
POLIMERI EUROPA FERMA PER 40 GIORNI
Attualità
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Fermo a partire da questa settimana lo stabilimento priolese, Polimeri Europa. Motivi di mercato, le ragioni avanzate dalla direzione aziendale di Eni, per un blocco di 40 giorni che verrà utilizzato per effettuare manutenzione ordinaria e straordinaria sugli impianti. Arresto dunque per gli impianti che producono etilene e polietilene con oltre 200 lavoratori in organico che non saranno posti in cassa integrazione, ma usufruiranno di ferie o ore effettuate in eccedenza o si occuperanno della manutenzione straordinaria degli impianti.  Immediato l’intervento del direttivo provinciale della Filctem, che si è riunito ieri nella sala della Cgil per trattare l’argomento. “Siamo stati rassicurati dai vertici aziendali” ha detto Rizzuti “che si tratta di una fermata dettata solo da motivi di mercato “Sarà una fermata di 40 giorni nella quale verranno effettuati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli impianti, in modo da minimizzare gli impatti negativi sui lavoratori diretti e sull’indotto che gravita attorno a questo importante polo chimico, anzi quest’ultimo potrebbe averne risvolti positivi per gli interventi di manutenzione straordinaria”. Grave – secondo Rizzuti – il momento di crisi economica e occupazionale che sta vivendo il territorio e in particolare la realtà industriale per questo sono state  pretese dall’Eni, maggiori rassicurazioni e maggiori dettagli sui tempi di realizzazione degli investimenti previsti  nell’area industriale siracusana. Investimenti che ammontano a 380 milioni di euro, e che riguardano la realizzazione nel quadriennio 2012-2015 di impianti di per la produzione di resine ed elastomeri per la produzione di  gomme e colle, che non saranno però integrativi alla produzione in essere a Priolo, ma andranno a sostituire produzioni che verranno invece dismesse. Per Paolo Zappulla: “E’finito il tempo di stare sulla difensiva, bisogna invece uscire dall’angolo e diventare interlocutori non solo di quanti un lavoro lo hanno, ma anche e soprattutto di quanti hanno un lavoro precario, di quanti, e sono in tanti, non riescono a trovarlo sino ai ragazzi giovani che oggi sui banchi delle scuole studiano nella consapevolezza di avere davanti un futuro che non promette niente di buono e che ha un muro invalicabile tra il loro mondo ed il mondo del lavoro”. Ha concluso i lavori il segretario nazionale della Filctem Alberto Morselli, che ha affermato: “Sull’intera area industriale siracusana, bisogna lavorare con le istituzioni perché si guardi a progetti che favoriscano il sorgere di realtà industriali manifatturiere che affianchino le grandi realtà chimiche e petrolifere, per chiudere nel sito siracusano l’intero ciclo della produzione con ovvie e positive ricadute sul territorio e sull’economia dello stesso”.

Silvana Baracchi            

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