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PRESSIONE FISCALE: “I 21 COMUNI APPLICHINO LE ALIQUOTE PIU’ BASSE PER L’IMU O SARA’ UN DISASTRO”

PRESSIONE FISCALE: “I 21 COMUNI APPLICHINO LE ALIQUOTE PIU’ BASSE PER L’IMU O SARA’ UN DISASTRO”
Sindacale
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Confagricoltura Siracusa torna a chiedere ai ventuno Comuni della provincia l’applicazione delle aliquote dell’Imu più basse su fabbricati e terreni agricoli per evitare effetti disastrosi per il comparto. Dopo aver inviato ai sindaci ed ai presidenti dei consigli comunali la lettera con cui invita all’applicazione dell’imposta nella misura minore possibile.

“Il reddito agricolo è diminuito tra il 2010 ed il 2011 del -35%. Per il 2012 si calcola una ulteriore perdita tra il 10-15% – rileva Franco -. A fronte di queste cifre non si riesce ancora ad elaborare una riforma fiscale adeguata alle spinte globalistiche. Per questo chiediamo che i Comuni agiscano subito per quanto possono su un riequilibrio che allenti la pressione fiscale su imprese e lavoro. E’ l’unico modo per incentivare lo sviluppo, la riduzione degli indici di disoccupazione e l’emersione seria del lavoro nero. Se a questo abbiniamo la riduzione e la qualificazione della spesa pubblica, che anche gli enti locali che amministrano questo territorio devono fare, avremo tutti raggiunto l’obiettivo.
Nelle condizioni attuali, anche volessimo sforzarci di guardare il bicchiere mezzo pieno, le aziende siracusane devono fare fronte ad una pressione fiscale che non va calcolata solo in base solo alle tasse e imposte ma va considerata anche quanto un agricoltore ottiene in cambio. Praticamente nulla”.

Un coltivatore diretto va in pensione con una indennità di circa mille euro e se si tratta di un bracciante agricolo con meno di 150 giornate l’anno non arriva a 500 euro mensili. Lo scorso anno le imprese agricole in provincia hanno dato lavoro a 13.509 braccianti, 250 in più rispetto all’anno precedente, contribuendo in maniera importante all’economia siracusana.

“Davanti a questi numeri i sindaci ed i consiglieri comunali devono capire che dipenderà anche da loro – conclude Franco – se una situazione già difficilissima può diventare disastrosa a causa degli aumenti in arrivo con l’Imu. Piuttosto suggerisco di spostare il dibattito dal versante delle tasse e delle imposte a quello della riduzione e qualificazione della spesa pubblica. Possiamo mitigare gli effetti di questo nuovo ordinamento economico solo attraverso politiche glocalistiche: al centro delle scelte politiche ci devono essere il territorio e le imprese volano di sviluppo ed occupazione,  attraverso un concreto e serio riequilibrio della pressione fiscale su imprese e lavoro, una migliore fruizione delle risorse finanziarie ed una seria interpretazione burocratica delle norme che devono essere elementi distintivi e non di persecuzione delle imprese”.

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