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Siracusa| PRG, IL CONSIGLIO COMUNALE REVOCA LE VARIANTI DI SALVAGUARDIA. SUL “PRIVITERA” PASSA LA LINEA DELL’AMMINISTRAZIONE

Siracusa|  PRG, IL CONSIGLIO COMUNALE  REVOCA LE VARIANTI DI SALVAGUARDIA. SUL “PRIVITERA” PASSA LA LINEA DELL’AMMINISTRAZIONE
Politica
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Il consiglio comunale ha deciso di revocare in autotutela la delibera 119 del 4 agosto 2011 e uno stralcio della 161 del 21 dicembre 2010, cioè i due provvedimenti sulle cosiddette varianti di salvaguardia al piano regolatore generale, che impedivano di realizzare nuove costruzioni in alcune zone della città. Al termine di un dibattito ricco di tensione, la decisione è arrivata poco prima della mezzanotte di ieri, approvando una proposta di Giancarlo Lo Manto con un solo voto di scarto: 17 sì, 15 no e un’astensione.
Poco prima, l’assise aveva respinto, sempre con lo scarto di un voto (16 sì, 16 no e un’astensione), due emendamenti votati congiuntamente e finalizzati a confermare le due delibere ma di consentire soltanto la costruzione delle nuova caserma del carabinieri, in via Mazzanti.
La parte iniziale della seduta è stata dedicata a una proposta di Riccardo De Benedictis che chiedeva la revoca della convenzione siglata dal Comune con il liceo musicale “Vincenzo Bellini” di Catania per l’Istituto musicale “Giuseppe Privitera”. La proposta è stata bocciata con 16 sì, 12 astensioni e 6 no. Sempre nell’ambito della stessa discussione, sono stati bocciati altri tre atti di indirizzo. Uno era di Giancarlo Garozzo sulla riduzione delle tariffe della scuola (17 sì e 17 astensioni). Due erano di Sergio Bonafede: il primo era volto ad abbuonare la tassa di iscrizione del prossimo anno e a trasferire la scuola a palazzo Impellizzeri; il secondo ad avviare le procedure per la costituzione di un liceo musicale. Entrambi sono stati respinti con gli stessi voti: 17 sì, 15 no, 2 astensioni.

Sulle varianti di salvaguardia, l’attenzione iniziale è stata focalizzata dalla nuova caserma del comando provinciale dei carabinieri, per la cui costruzione era stato raggiunto un accordo in commissione Urbanistica. La proposta inizialmente è stata illustrata da Giancarlo Lo Manto, che però in aula ha rinunciato ad argomentare “perché disturbato dal pubblico”. Ne è seguita una polemica che ha portato a una sospensione di 5 minuti. Alla ripresa dei lavori ha preso la parola Ettore Di Giovanni che, d’accordo con la costruzione della caserma, ha proposto di cassare le motivazioni del documento di Lo Manto perché “metterebbero a repentaglio le varianti di salvaguardia”. In questo senso, Di Giovanni presentava un nuovo emendamento da votare assieme a quello di Lo Manto.
Dopo un intervento di Salvo Sorbello, favorevole alla caserma e una dichiarazione di interesse per il piano paesaggistico più che per varianti di salvaguardia, ha ripreso la parola Lo Manto per annunciare il ritiro dell’emendamento sulla caserma e la conferma della richiesta di revoca delle due delibere la centro della discussione. Immediata la replica di Giancarlo Garozzo, che parlava di atto scorretto, mentre Paolo Romano eccepiva che Lo Manto non poteva ritirare un emendamento approvato dalla commissione Urbanistica.
Interveniva, allora, Messina per fare proprio l’emendamento Lo Manto proponendo di votarlo con quello di Di Giovanni. Replicava Alberto Palestro che accusava Di Giovanni di voler imporre una forzatura sulla questione della caserma.
Gli ultimi due interventi, prima delle votazioni, partivano dall’opposizione. Fabio Rodante diceva di essere contrario alla revoca delle varianti di salvaguardia, e Nino Zito parlava di scorrettezza di Lo Manto, perché si tentava di cancellare una precedente decisione del Consiglio, e lo invitava a presentare l’emendamento sulla caserma. 

Il dibattito sull’istituto Privitera, invece, è stato aperto da una rappresentante dei genitori degli allievi, Irene Leone, che ha puntato l’attenzione su due aspetti: le tariffe, ritenute troppo esose, e le conseguenze negative della convenzione per gli studenti.
Poi c’è stata la replica dell’assessore alla Politiche scolastiche, Gianluca Caruso, che ha difeso l’operato dell’Amministrazione, rivendicando anche gli sforzi per dare continuità ai corsi. Tre gli argomenti principali: la convenzione è stata firmata con il Bellini perché i conservatori che avevano mostrato interesse, quelli di Vibo Valentia e di Trapani, si sono poi defilati; le tariffe sono state fissate tenendo conto delle esose previsioni di spesa per il Comune; si è proceduto a una nuova selezione dei docenti perché, in termini di legge, non era più possibile rinnovare ai vecchi i contratto Cococo e, nelle more, le lezioni saranno tenute da insegnanti del Bellini.

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