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Priolo| Avviso Bonifiche nel Sin?

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Alosi (Cgil) : “Basta con la politica degli annunci, ora i fatti”

Basta con la politica degli annunci e delle risorse che appaiono e spariscono sistematicamente. Si passi rapidamente ad avviare in concreto il risanamento ambientale dell’intero Sito di Interesse Nazionale di Priolo e si mettano a disposizione tutte le RISORSE PUBBLICHE E PRIVATE necessarie per la bonifica complessiva del nostro territorio industriale. La recente notizia apparsa sulla stampa di ieri sul presunto completamento ministeriale dell’iter dell’accordo di programma per la definizione degli interventi di messa in sicurezza  delle aree del Sin di Priolo – dichiara Roberto Alosi, segretario provinciale della CGIL –  rischia di apparire uno specchio per le allodole e non aiuta la corretta comprensione della questione. Bene ha fatto il Ministero dell’Ambiente ha convocare una Conferenza dei Servizi per fare il punto sui progetti di bonifica redatti dalle aziende ( quali, pero’, non è dato sapere) ma che fine hanno fatto i 284,80 milioni di euro impegnanti dal Governo Nazionale nell’Accordo di programma per le bonifiche della nostra area del novembre 2008? E che fine hanno fatto i 274 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Siciliana? E ancora: le transazioni previste dai grandi gruppi industriali a che punto sono, considerato che il sistema delle imprese coinvolte, così come previsto dal’Accordo di programma,  dovrà impegnare complessivamente la somma concordata di 219.70 milioni di euro? E che destinazione hanno avuto i 30 milioni già versati dall’ Isab? E la mappatura ufficiale di ciò  che sarebbe stato fatto, se è stato fatto, è possibile conoscerla? E quale cronoprogramma ci si è dati per affrontare operativamente la questione e rendere eventualmente cantierabili gli interventi? A questi e ad altri interrogativi  occorre che le Istituzioni e i Governi Nazionale e Regionale  diano  risposte certe e definitive, in grado di rassicurare un territorio aggredito e martoriato  che non può più attendere i tempi lunghi della politica e, allo stesso modo, occorre che facciano scelte coraggiose capaci di sostenere anche il sistema delle imprese che non può più assorbire l’onda d’urto di una sempre più dichiarata ostilità della popolazione giustamente allarmata e preoccupata”.

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