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Priolo Garagallo | La commedia musicale di Conticello al teatro comunale

Priolo Garagallo | La commedia musicale di Conticello al teatro comunale
Spettacolo
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“La scalata della piramide del sale” sarà rappresentata sul palco del teatro comunale di Priolo Gargallo domenica 10 aprile alle 18. E’ inspirata all’omonimo volume del registra e scrittore Antonio Conticello, palermitano di nascita ed augustano di adozione il quale, terminata la sua esperienza con Mediaset anni addietro, si è messo di nuovo in gioco con nuove sfide continuando a dar prova del suo talento.

La commedia musicale di Antonio Conticello intitolata “La scalata della piramide di sale” ispirata proprio dall’omonimo romanzo del produttore, regista e scrittore cresciuto ad Augusta e trapiantato a Milano andrà in scena giorno 10 alle 18 al teatro comunale di Priolo Gargallo, nell’ambito della stagione teatrale 2021-2022. Scritta e diretta da Conticello la commedia musicale con Sonia Litrico, Maria Corso e Susy Puglisi vedrà per la prima volta sul palco Cristian Martello. “Antonio e Sonia sono sposati e vivono a Milano. Un giorno, sfogliando un album di fotografie, allegato ad un libro scritto da Antonio, ripercorrono una catena di ricordi. Questi flashback si materializzano sul palco facendo vivere in presenza i personaggi dell’adolescenza di Antonio. I protagonisti della storia raccontata dai due narratori sono quattro quattordicenni, tra cui Antonio, che nella estate del 1970 si decidono in testa di “conquistare” la piramide di sale più alta della salina Regina di Augusta, una località della costa orientale siciliana. L’impresa non sarà così semplice tant’è che dovranno escogitare un piano ben preciso. Il pubblico sarà trasportato nella Sicilia degli anni ‘70 attraverso figure come Don Vito, il capo salinaro; Anna, la sua giovane e bella figlia di cui Antonio quattordicenne era innamorato; padre Alfio, il parroco del paese; zia Ciccina , grande cuoca, vedova del marito deceduto da emigrato in Sud America ed altri. Il filo del racconto, ravvivato dall’espediente dell’equivoco e corredato da musiche suggestive e coinvolgenti, giunge finalmente alla scalata della grande piramide di sale da parte dei quattro amici. Antonio e Sonia, tornano in Sicilia per il funerale di Padre Alfio. Antonio rivede adesso i personaggi della sua adolescenza invecchiati. Tutto è cambiato. Non ci sono più le saline di una volta Il bilancio finale è che : “C’è un tempo per ogni cosa” (come recita un passo della Bibbia lasciatagli da Padre Alfio), e che la fretta di diventare adulti, insita in tutti gli adolescenti, alla fine si contrappone al grande desiderio di tornare bambini, una volta scalate le difficoltà della vita”.

In una scena quasi minimalista ma ricca di intuizioni scenografiche – come si legge nella presentazione sello spettacolo – si aprono le porte a “La scalata della piramide di sale” regalando al pubblico un pezzo della terra di Sicilia, luogo in cui si svolge l’intero racconto. Durante lo spettacolo in un atto unico dalla durata di un’ora e venti minuti, si viene trasportati dai suoni, dalle armonie, dai profumi e da sapori dell’isola. Le coreografie di Francesca Baudo, permeano la storia attraverso le movenze dell’intero corpo di ballo composto da ben 7 elementi. La recitazione di Antonio Conticello e Sonia Litrico si adagia sulla colonna sonora scritta da Mario Puglisi, che diventa il trait-d’union per muovere gli altri personaggi presenti sul palcoscenico. I brani inediti interpretati dallo stesso Mario in coppia anche con la sorella Susy e con l’eccellente Maria Corso diventano ulteriori “granelli di sale” che impreziosiscono l’intera commedia. Antonio, Sonia, Mario, Susy e Maria impegnati nella recitazione sono personaggi che intrecciano le loro storie tra l’oggi e il ricordo del passato. La struttura di quest’opera teatrale rompe i canoni tradizionali in cui vi sono protagonisti e personaggi secondari; in questa commedia musicale i protagonisti della storia si differenziano da quelli dello spettacolo. I protagonisti della storia I quattro personaggi non compaiono mai sul palco, se non intuitivamente tra le fila del corpo di ballo, e vivono per bocca di due narratori. I protagonisti dello spettacolo In realtà sono i personaggi di contorno, che attraverso le canzoni e la recitazione raccontano il proprio vissuto.

Una lunga carriera quella della talentuoso Antonio Conticello, laureato in architettura, palermitano di nascita e augustano di adozione che nella cittadina megarese ha mosso o i primi passi nelle radio e Tv locali. Entrato a far parte nel 1992 del gruppo Fininvest inizia la sua carriera a Italia 1 insieme al direttore nella redazione cinema e come autore di speciali televisivi. Scrive e realizza programmi per Canale 5, Rai2 e come speaker anche per Rtl 102,5. Nel cinema produce il “making of” del film “Dellamorte Dellamore” e l’omaggio a Sergio Leone “C’era una volta il mio cinema” e il cortometraggio “The never ending story” per promotion canali tv Rti New Media girato a Cinecittà e distribuito nelle sale Medusa. Cura la regia dei promo istituzionali di Italia 1, i testi di alcune sigle di telefilm. Fra i tanti lavori televisivi ha realizzato molti speciali come quello su Freddie Mercury, L’uomo ragno, Dylan Dog. Dopo essere stato licenziato dall’azienda Mediaset non si è dato per vinto ed ha dato sfogo alle sue inesauribili potenzialità, un innato e apprezzato talento lo accompagna.

Nel dicembre del 2011 viene pubblicato il suo libro “La scalata della piramide del sale” che racconta di Antonio, Roberto, Vincio e Domenico quattro ragazzi appena tredicenni che vivono l’estate dei primi anni settanta in modo diverso e scanzonato prima di imbattersi in una vera e propria avventura legata ad una misteriosa credenza popolare. Si narra infatti che chi riesce a scalare la più alta montagna della salina “Regina”, diventa un vero uomo. Un viaggio nella terra di Sicilia attraverso i suggestivi paesaggi inebriati di colori e profumi tipici dell’isola che si legano a doppio filo alle vicende che hanno come sfondo le bianche distese di sale. Un romanzo diventato molto importante per l’autore, regista e attore, Perché, come lo stesso ha dichiarato in un’intervista, gli ha permesso di confrontarsi ancora una volta, di tentare nuove strade, di conoscere altra gente.

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