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Priolo| Pippo Gianni emozionato come in quel 1984

Priolo| Pippo Gianni emozionato come in quel 1984
Politica
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Pippo Gianni ritorna a Palazzo. Quanto meno ci riprova con “SiAmo per Priolo”. Cosa lo ha spinto a rifare il sindaco? “A Priolo ci ho lasciato il cuore – dice alla folla degli elettori nel comitato di Via Vespucci – e mi sono sentito male quando ho ritrovato il paese vuoto, buio, povero, un paese in cui prevalgono egoismo e incapacità”.

E allora da dove ricominciare? Intanto, Priolo è e resterà a vocazione industriale. Inutile girarci intorno, siamo un paese che vive di industria – chiarisce subito l’ex parlamentare nazionale e regionale di Centro che oggi ricorrere (anche lui) alle liste civiche -. Al primo punto: occupazione e rigenerazione della zona industriale. Come? Intanto andremo a chiedere conto e ragione su alcuni “vulnus” finanziari ai signori della Lukoil e delle altre società del petrolchimico cosi come alla nostra classe politica che si è rivelata sin qui incapace di agire e di trattare coi signori della grande industria”.

Pippo Gianni sa come muoversi e dove andare a bussare. “Ho fatto il sindaco per sette anni a Priolo – e non ho mai preso uno stipendio dal Comune durante la mia amministrazione -(risposta precisa indirizzata ai Cinquestelle), mi bastava il mio stipendio da medico (io ho una professione ce l’ho e da tempo). Ho sempre preferito rinunciare ai soldi pubblici per dare una mano a chi ha realmente bisogno. E cosi continuerò a fare se dovessi vincere queste elezioni comunali. Altro che Cinquestelle!”.

Lavoro e Ambiente, i capisaldi del programma elettorale da cui Pippo Gianni giura non voler prescindere: “Mi hanno riferito di un sommergibile che qualche giorno fa è emerso e di nuovo risceso in profondità a largo di Priolo – dice preoccupato – forse qualcuno sta dimenticando (o fa finta di non saperlo?) che qui accanto c’è Sigonella e che siamo a rischio di una guerra industriale. Votatemi e la mattina dell’11 giugno so io cosa fare!”.

Gianni poi passa a rassegna tutti i suoi candidati al consiglio comunale. Nessuno è suo coetaneo. Un dato anagrafico che fa risaltare pienamente la nuova carica di entusiasmo e la consacrazione di un patto generazionale di cui Priolo necessita. “E ne avrei tanti altri da presentare – dice – ma ho chiesto di fare doverosamente un passo di lato (non indietro, mai!) Troppi consiglieri, troppi candidati con me! Ne sono onorato, resteranno ugualmente al mio fianco anche con un altro ruolo”.

Ai “Quattro Canti” la gente mormora: “Qui ci vuole un sindaco prattico!” (si, proprio con due t, ndr). “Non saranno due ex sindaci o un deputato di Pachino o Rosolini a dirci cosa fare! E allora, rilanceremo le opere pubbliche, da me iniziate, con le risorse messe da parte per l’economia. Presteremo attenzione ai disabili, ripristineremo le grandi opere con la manutenzione ordinaria e straordinaria con manovalanza solo di Priolo, e a seguire dei comuni vicinori”.

“In questi ultimi dieci anni a Priolo hanno fatto finta di stare all’opposizione e qualche consigliere comunale ha deciso di dimettersi. E non ci intimidisce chi dà a fuoco a qualche impresa o spacca le vetrate degli esercizi commerciali per rubare. Ci può essere la delinquenza, come in tutte le realtà del mondo, ma ricordiamoci che, spesso, la delinquenza nasce dalla necessità. Per il lavoro che manca. E noi lo daremo”.

Salute, lavoro, e poi divertimenti e gioco. E ancora, mare, teatro, casa albergo per anziani, centri diurni ed impianti sportivi. Sarà questa la terapia del dottor Pippo Gianni che ammette: “Fare il sindaco di questo paese è difficilissimo. Insegneremo l’educazione a quelli della Lukoil e alla deputazione regionale e nazionale che dopo il voto non si è più fatta vedere”.

Pippo Gianni riceve l’esortazione di due ospiti da Melilli. Concetta Quadarella, consigliere comunale “sorbelliana” e l’ex presidente del consiglio comunale Salvo Sbona, testimoni della vicinanza territoriale e del legame politico a Gianni che appone, solo ora, la firma in calce all’accettazione della sua candidatura a sindaco di Priolo. Emozionato, proprio come quel 1984, la sua prima volta. (rosa tomarchio)

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