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“PROGETTO SALUTE” A TUTELA DELLA SALUTE DELLE PERSONE

“PROGETTO SALUTE” A TUTELA DELLA SALUTE DELLE PERSONE
Attualità
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Saranno inaugurati il prossimo 20 Aprile i locali del Cerica destinati al  Progetto Salute. Le apparecchiature di proprietà dell’Eni verranno collocate nei locali del Cerica e serviranno a far ripartire il Progetto Salute fermo da diversi anni. Per attuare il progetto è stata stipulata  una convenzione tra l’Eni, il Comune e l’Azienda sanitaria provinciale. Il Comune di Priolo Gargallo garantirà i locali, l’Eni  trasferirà i macchinari e l’Asp metterà a disposizione il proprio personale sanitario per gli accertamenti diagnostici. Nato nel lontano 1992, il  progetto doveva agevolare tutti i lavoratori dell’Eni ed i familiari che potevano essere sottoposti, gratuitamente, ad accertamenti diagnostici per la prevenzione dei tumori. Ora il Progetto Salute potrà riprendere grazie alla sinergia tra l’Eni, il Comune di Priolo e l’Asp. Obiettivo dell’Amministrazione Rizza era quello di riattivare il servizio all’utenza  rimettendo in funzione i macchinari sanitari d’avanguardia per la prevenzione dei tumori. Quindi dopo i preliminari incontri con l’Eni per la messa a disposizione dei macchinari e dell’Asp per il personale da adibire al servizio, il sindaco Rizza  ha effettuato i lavori necessari per rendere fruibili gli ambulatori che dovevano essere utilizzati per effettuare gli accertamenti sanitari. Nulla osta dunque per la riapertura e messa in attività del Progetto Salute. Nei locali del Cerica verranno collocati gli ambulatori e gli uffici che avranno la funzione di raccogliere e registrare i documenti sanitari e i dati dei pazienti diagnosticati. Il Progetto Salute, che ha come scopo fondamentale il miglioramento continuo delle attività di tutela della salute delle persone, in prima battuta interesserà i lavoratori dell’Eni di tutta la Sicilia. Successivamente il progetto coinvolgerà i cittadini priolese che vivono vicini agli impianti, dando priorità ai soggetti con difficoltà economica ed  a coloro che sono soggetti a rischio perché parenti di malati oncologici.

Silvana Baracchi            

 

 

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