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PUBBLICO INCANTATO AL CONCERTO DEL BANDONEON PIETRODARCHI, MA LE VERE STELLE SONO GLI ALLIEVI DELLE SCUOLE SICILIANE

3 Febbraio 2012 | by Redazione Webmarte
PUBBLICO INCANTATO AL CONCERTO DEL BANDONEON PIETRODARCHI, MA LE VERE STELLE SONO GLI ALLIEVI DELLE SCUOLE SICILIANE
Spettacolo
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Nelle prime due serate di Luci in Jazz, le vere stelle sono stati gli allievi delle scuole musicali di Messina, Catania e Palermo. Nonostante l’assenza di istituti siracusani locali, per mancata partecipazione al bando lanciato da Arte Nuova di Domenico Marco, in queste sere c’è e ci sarà ugualmente lo “zampino” di Siracusa considerato che quasi la metà dei giovani artisti hanno un maestro siracusano che risponde al nome di Carlo Cattano, sassofonista di assoluto rilievo nella scena nazionale jazz. E’ il caso dei gemelli Cutello da Chiaramonte. Giovanni e Matteo hanno 13 anni, da sei studiano sax e tromba. Incredibile ma vero, hanno l’aplomb e l’orecchio al jazz al pari di vecchi esecutori dello standar classico che si rifà a “My funny Valentine”. O come la straordinaria voce di Valeria Terruso da Palermo, studia presso la scuola “Fondazione Brass Group” ed è allieva di Rosalba Bentivoglio. Sul palco, insieme a lei, anche il bassista Dario Grizzaffi, il batterista Alessendro Borgia da Palermo e il chitarrista Roberto Marceddu da Catania e Manfredi Caputo alle percussioni.
 
Non sono stati naturalmente da meno le guest star di Luci in Jazz. Ieri sera grandissimo successo al concerto di Mario Stefano Pietrodarchi, tra i più grandi bandoneon al mondo accompagnato dal chitarrista originario di Salò Luca Lucini. Uno spettacoli di alta levatura e di grandissima abilità tecnica considerata la difficoltà nello stabilire una intesa armonica tra il pizzico delle corde e uno strumento aerofono. “Non è semplice ottenere quella sonorità che non riesce a distruggere il suo stesso suono, cosi delicato, soffice. – ha infatti ammesso lo stesso Pietrodarchi a fine concerto – . Tra i più bei complimenti, ricordo quello recente del Cardinale Sepe, al Concerto di Natale al Duomo di Napoli, quando mi ha detto di non aver mai visto accarezzare così dolcemente uno strumento”. Pietrodarchi sarà a giorni a Beriut per una “Misa Tango” scritta appositamente per bandeneon dall’italo argentino Martin Palmeri. “Una cosa da brivido per orchestra e coro” – esclama l’artista di Atessa. Pubblico letteralmente incantato. “E’ tra i più belli d’Italia perché esigente e sensibile” – si lascia andare Pietrodarchi che viene circondato dai fans nel suo camerino a cui spiega il suo segreto virtuoso: “Trovare il giusto equilibrio tra i due strumenti. Difficile ma possibile” Dello stesso avviso è il chitarrista Luca Lucini.

Si continua stasera con un altro grande nome del jazz italiano: Salvatore Bonafede, compositore pianista jazz di origine palermitana, curriculum di tutto rispetto, studia alla Harward University, a New York è capogruppo nei vari jazz club e nel ’91 è miglior talento “Top Jazz” e miglior disco dell’anno con “Ortodoxa”.

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