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RIAPERTA LA CHIESA RUPESTRE DI S.PANAGIA

RIAPERTA LA CHIESA RUPESTRE DI S.PANAGIA
Cultura
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Riaperta da Natura Sicula la chiesetta rupestre di Santa Panagia. E’ stato il lavoro dei  40  volontari dell’associazione a consetire il recupero anche del percorsoche conduce alla chiesta, “una vera e propria selva la ostruiva da decenni – spiega il presidente, Fabio Morreale – sottraendola alla visita di studiosi e turisti. Molti passanti, fruitori della pista ciclabile, si sono incuriositi e hanno partecipato ai lavori di pulizia e alla visita guidata. Il pesante lavoro di decespugliamento era stato eseguito pochi giorni prima dai soci Salvatore Tringale e Carmelo Gallia. All’interno – racconta il presidente- sono stati trovati una traversina ferroviaria, alcuni rifiuti di plastica, la vecchia porta di legno divelta, un tubo d’acqua e una brandina arruginita e ormai inutilizzabile. Nessuna traccia di siringhe e candele che possano indurre a pensare a un negativo utilizzo. Sulla brandina e sul pavimento, parti di intonaco affrescati crollati dal soffitto. Tutti i rifiuti presenti dentro e fuori l’ipogeo sono stati raccolti dai volontari e portati via, compresa la carcassa di una Vespa”. Poi Morreale entra nel dettagio  descrive l’ipoeo. “Ha pianta quasi circolare – illustra i presidente di Natua Sicula –  e ingresso orientato a sud-est. Un muro in pietrame e malta ne restringe l’originaria apertura. Le pareti spoglie sono movimentate da due edicole e tre nicchie che dovevano accogliere oggetti devozionali o incorniciare pannelli dipinti. Al loro interno sono visibili numerose tracce di affreschi dalle forme indecifrabili, con dominanza di blu scuro e rosso, e su tre strati sovrapposti. Sul soffitto non esistono più i fori destinati a sostenere candelieri sospesi di cui parlò alla fine degli anni ’60 il primo archeologo che segnalò l’oratorio, Giuseppe Agnello.La chiesetta – conclude – si compone di un unico ambiente scavato a mano nella parete sinistra della cava di S. Panagia, orientativamente sotto l’ex casello ferroviario. E’ dedicata alla Beata Vergine Maria, detta in greco “Pan” e “Haghia”, “Panagia” ovvero “Tutta Santa”. Secondo Giuseppe Agnello, pur essendo rupestre, la chiesa non è bizantina; sulla scorta della documentazione pittorica la datò intorno ai secoli XIII e XIV”.

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