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Carlentini| SALVATORE FAILLA ERA VERAMENTE AL SICURO?

Carlentini|  SALVATORE FAILLA ERA VERAMENTE AL SICURO?
Cronaca
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Liberati gli altri due operai in Libia. Ma solo dopo 24 ore dalla morte di Failla e Piano. Erano davvero al sicuro?

Liberi gli altri due operai della “Bonatti” in Libia, Gino Policardo e Filippo Calcagno.” Siamo psicologicamente devastati”, avrebbero detto i due italiani, uno è di Enna. Sembra siano stati liberati durante una operazione militare nella stessa zona dove hanno perso la vita gli altri due connazionali Failla e Piano.  Policardo e Calcagno stanno bene, sono al momento nei locali della polizia del posto. L’ operazione è stata condotta dalle milizie sotto il comando di Tripoli nella zona di Sabrata e dintorni, con scontri a fuoco continui, essendo zona di combattimento. Ci sono già contatti per far rientrare i due sopravvissuti italiani in patria definitivamente.  Duole che la vicenda delicata si concluda però dopo 24 ore dalla morte di Salvatore Failla e il collega Fusto Piano.  Carlentini ammutolita e sgomenta. Serrande abbassate in casa Failla, moglie e figli chiusi nel comprensibilissimo dolore. La Farnesina ha dato purtroppo la conferma: è di Salvatore Failla quel corpo riverso sullo strada probabile scudo umano contro l’attacco sferrato nel corso della sparatoria tra milizie e insorti di Sabrata. Rosalba Castro, moglie di Failla ha solo un commento: “Mi auguro soltanto che se ci sono responsabilità, ovunque esse siano queste responsabilità siano individuate”. Certo, Salvatore non era esattamente felice di stare lontano dai suoi cari: “Il lavoro me lo faccio piacere – scriveva nella sua pagina Facebook – devo pur campare la mia famiglia!”. Adesso ci si interroga anche sui livelli di sicurezza garantiti dall’azienda ai suoi dipendenti all’estero. 6000 unità sparse per il mondo. Anche il sindaco di Carlentini, Pippo Basso, ha sperato fino all’ultimo che le notizie che giungono dalla Libia fossero sbagliate.  “Certo se si potesse bisognerebbe evitare questi bombardamenti che possono mettere a repentaglio la vita di innocenti”. L’ultima volta che Salvatore Failla era rientrato a Carlentini era stata due settimana prima del suo rapimento e sarebbe dovuto ritornare dopo qualche mese.

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