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SECONDO EVENTO DEL CUTGANA TALK: OSPITE D’ECCEZIONE STEFANO GRESTA

SECONDO EVENTO DEL CUTGANA TALK: OSPITE D’ECCEZIONE STEFANO GRESTA
Cultura
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L’auditorium della Città della Scienza gremito per assistere alla conferenza del prof.  Stefano Gresta. Il docente etneo ha scelto la sua città per presenziare alla prima conferenza da presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Secondo evento del “Cutgana Talk”, per una programmazione ricca di incontri su argomenti di carattere scientifico, culturale e di attualità in collaborazione con la Fondazione Cutgana.  Hanno aperto i lavori il presidente della Fondazione Cutgana, Angelo Messina ed il prorettore Maria Luisa Carnazza, che dopo i saluti, hanno ceduto la parola al prof. Gresta, sensibilmente emozionato ed orgoglioso “di tenere la prima conferenza da presidente nazionale dell’Ingv a Catania dove vive da 32 e dove si è formato specializzandomi nei campi della deformazione del suolo e della sismologia”. Titolo dell’incontro:” INGV, non solo terremoti e vulcani”, condotto dal direttore della testata “Cutgana Bollettino”, Piero Maenza, con diversi argomenti trattati, dalla situazione dei maggiori vulcani della penisola, ai monitoraggi ed agli studi sui connessi rischi vulcanologi e sismici,  fino ad arrivare alle relazione Sole-Terra per i fenomeni geomagnetici e ionosferici e le indagini su oceani e clima.  “Lo stile dei terremoti- questo quanto affermato dal prof. Gresta –  è cambiato dopo l’eruzione del ’91-’93 ed anche il numero di eventi, più piccoli di magnitudo, che hanno riguardato in particolar modo il cratere di sud-est”. Per quanto riguarda gli interessi dell’Ingv, il prof. Gresta ha specificato che “il campo d’azione del centro è molto ampio toccando anche gli ambiti dell’oceanografia e anche dei beni culturali come ad esempio la collaborazione con la Regione Campania per le discariche abusive. Dunque non solo terremoti e vulcani. Anche se sono stati messi a disposizione del centro minori finanziamenti, il prof. Gresta ha evidenziato come: “Il nostro obiettivo, in questi quattro anni di mandato, è quello di mantenere i ricercatori allo stato in servizio all’Ingv che conta ben 250 precari in tutta Italia e puntare soprattutto ai possibili finanziamenti che possono derivare dai progetti europei ed anche da un maggiore dialogo con i ministeri competenti”. Numerosi sono i progetti di ricerca nazionali, europei ed internazionali portati avanti dall’Ingv, quali quelli sugli tsunami come conseguenza di forti terremoti attraverso la rilevazione di neutrini cosmici ad altissima energia grazie ad un’antenna sottomarina. “Tra le aree di ricerca dell’ente vorrei sottolineare – ha spiegato il prof. Gresta -, geomagnetismo e campo magnetico terrestre, paleomagnetismo e magnetismo delle rocce, relazioni Sole-Terra per i fenomeni geomagnetici e ionosferici. L’aeronomia si occupa anche della media-alta atmosfera. Inoltre, per la geofisica ambientale vengono portati avanti studi in fisica terrestre ambientale e nelle interazioni idrosfera-geosfera-atmosfera. Tra i campi di indagine anche gli oceani ed il clima”.

Silvana Baracchi     

 

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