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SEDEACRADINA AL POSTO DI SCUOLA,PROTESTE

11 Novembre 2010 | by Redazione Webmarte
SEDEACRADINA AL POSTO DI SCUOLA,PROTESTE
Attualità
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La scuola materna di via Decio Furnò, succursale dell’Istituto Comprensivo Martoglio, dovrebbe essere dismessa per fare posto negli stessi locali alla sede del consiglio di quartiere Acradina. I genitori e il dirigente scolastico non condividono la decisione assunta dall’Amministrazione Comunale di Siracusa e questa mattina hanno organizzato un sit-in di protesta fuori dalla scuola. Non si conosce la nuova destinazione per i 100 bambini che frequentano la scuola materna, costretti quasi sicuramente non solo a cambiare sede ma a cambiare anche insegnante. Il quartiere su cui insiste la scuola ha già visto la chiusura di una scuola, quella di via Italia 103. In quell’ottica, era previsto il mantenimento della Materna di via Decio Furnò, tanto è vero che la struttura che la ospitava fu messa a norma, continuandola a destinare a edificio scolastico,  mentre la scuola di via Italia, dismessa, fu riservata all’Assessorato alle Politiche Sociali al primo piano, a Centro Anziani al pianoterra-lato sinistro, al Consiglio di Quartiere al pianoterra-lato destro; per queste nuove finalità, vennero realizzati dei lavori, quali apertura di porte e realizzazione di scale accessorie, proprio per separare il Consiglio di Quartiere dall’Assessorato e dal Centro Anziani. Ad oggi l’ala destinata al Consiglio di Quartiere non è stata mai utilizzata, e di conseguenza, la cosa più semplice da fare, secondo il Preside Sullo, sarebbe quella di destinare questi locali vuoti ad uffici del quartiere, dismettendo quelli attualmente in uso che non sono di proprietà comunale e che comportano delle spese per tutti i siracusani. Sulla questione è intervenuto oggi l’ex assessore alle Poltiche Scolastiche, Vincenzo Vinciullo. Hanno ragione i genitori e il preside Sullo – ha detto – a protestare contro l’eventuale chiusura della sede di via Decio Furnò perché, essendo egli già titolare della scuola di via Italia, quando fu convinto a lasciarla ebbe da me, a nome dell’Amministrazione tutta, l’assicurazione che la scuola di via Decio Furnò sarebbe rimasta per sempre fruibile dal quartiere, anche come compensazione alla chiusura della scuola di via Italia. Ricordo – continua Vinciullo – che nelle vicinanze, in via Antonello da Messina, sorgeva anche un’altra sede scolastica ma, essendo i locali in affitto, io avevo già nel 2004 provveduto alla dismissione. La perdita di questo ulteriore plesso scolastico, di fatto, significherebbe privare una zona con forti disagi sociali e con una numerosa  presenza di soggetti fragili, dell’unica agenzia educativa destinata a una fascia di età tre-sei anni che soffre più di altre la crisi della società. “Io credo – conclude Vinciullo – che il Sindaco e l’attuale Assessore non fossero a conoscenza del risultato finale a cui si era pervenuti attraverso la razionalizzazione di strutture private e pubbliche in quella zona, altrimenti non avrebbero mai fatto questa proposta. Di conseguenza sono convinto che questo provvedimento, non solo non verrà più messo in atto, ma sarà ritirato onde evitare l’insorgere di una spiacevole disputa e contenzioso tra i residenti e l’Amministrazione, che ha come obiettivo fondamentale quello di soddisfare le esigenze legittime dei cittadini e non quello di creare problemi agli stessi”. (pri)

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