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SENZA MANUTENZIONE, L’ANTICO CANALE GALERMI E’ INVASO DAI DETRITI. RIDOTTA LA SUA PORTATA D’ACQUA

SENZA MANUTENZIONE, L’ANTICO CANALE GALERMI E’ INVASO DAI DETRITI. RIDOTTA LA SUA PORTATA D’ACQUA
Attualità
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L’acqua del Canale Galermi col contagocce per le aziende agricole a causa dei detriti accumulati e sistematicamente non rimossi. E’ stata ridotta in maniera drastica la portata d’acqua per le coltivazioni nella zona da Belvedere, a Tremilia e Targia. “Le bocche di presa a monte sono per la quasi totalità interrate e quindi la poca acqua che entra (70 litri al secondo, circa il 10% della portata ottimale) non serve che a lambire i primi chilometri del Canale Galermi – denuncia Confagricoltura Siracusa -. Il problema dell’interramento da detriti alluvionali si presenta quasi ogni anno e quindi non può ancora considerarsi straordinario”.

 

Una manutenzione praticamente inesistente per l’antico acquedotto che data la sua costruzione al V secolo a.C. per volontà del tiranno Gelone e che, dopo una serie di danneggiamenti, fu ripristinato nel sedicesimo secolo.

 

Confagricoltura Siracusa chiede un immediato intervento del Genio Civile per ripristinare l’approvvigionamento idrico agli agricoltori che pagano annualmente il canone previsto ma a cui non viene garantito un servizio fondamentale per la produzione nelle aziende agricole.

Di certo, per gli agricoltori, ci sono soprattutto i disagi ma sulla questione della tutela e della manutenzione del territorio, il presidente di Confagricoltura Siracusa, Massimo Franco, chiede un cambiamento di rotta.

“C’è un abbandono del territorio impressionante – spiega Franco – e se un agricoltore, di sua iniziativa, tenta di porre rimedio rischia pure di farsi denunciare. Così come per le frane registrate sulle strade della zona montana di Palazzolo e nelle zone dei torrenti di Carlentini e Lentini, l’assenza di interventi di ripristino degli alvei ha causato e causerà ancora esondazioni ed allagamenti nei terreni vicini. Non si può tentare di intervenire solo sulla scorta dell’emergenza, bisognerebbe programmare già ora una serie di azioni di salvaguardia e di prevenzione. Si tratta di danni che potrebbero essere evitati ma che il Genio Civile, che non avvia le opportune verifiche, contribuisce a non ridurre”.

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