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SI FESTEGGIA IL SECONDO DECENNIO DELLA “GIORNATA FAI DI PRIMAVERA”

SI FESTEGGIA IL SECONDO DECENNIO DELLA “GIORNATA FAI DI PRIMAVERA”
Attualità
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Torna la “Giornata Fai di primavera”, appuntamento che nel 2012 festeggia il suo secondo decennio e che costituisce ormai un punto fermo nel percorso di conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio artistico. La sezione siracusana del Fai ha puntato quest’anno su due siti di grande prestigio, due palazzi barocchi, il Borgia- Specchi a Siracusa ed il Rizzarelli-Spadaro a Palazzolo Acreide, esempi della massima espressione di quello stile che segnò la rinascita dell’architettura del dopo terremoto del 1693 nel nostro territorio.
Ma l’appuntamento del 2012, per Siracusa, ha anche una grande valenza simbolica, visto che coincide con il decimo anniversario del riconoscimento di patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco delle “Città tardo barocche del Val Di Noto”.
 
Anche se molto è stato fatto a Siracusa in questi anni, i fattori della competizione globale, la ricerca, l’innovazione, le infrastrutture a Siracusa e in genere nel Mezzogiorno d’Italia, sono carenti rendendo difficile l’offerta di servizi avanzati nel settore turistico. Qui sta la nostra capacità di immaginare un futuro per noi e per le generazione di domani, indirizzando risorse economiche e umane alla valorizzazione di questa eccezionale ricchezza e bellezza. Abbiamo il dovere di raccogliere le sfide della modernità per essere all’altezza dei millenni di storia, tradizioni, cultura.
Nell’economia globale si vince se si sanno valorizzare e usare al meglio le proprie specialità e le proprie attitudini. La valorizzazione del patrimonio storico e culturale deve essere traino in Sicilia e nel Mezzogiorno. Ecco perché dovremo avere la capacità di fare sistema  per imporre all’attenzione nazionale, europea e internazionale  il nostro patrimonio e la nostra produzione culturale, valorizzando i talenti e le tante risorse. Meno interventi settoriali e più progetti di sviluppo integrato legato alle tante anime della città.

Bisogna attirare investimenti, unendo fondi pubblici e risorse private provenienti dall’interno del territorio e dall’esterno, anche attraverso l’Unione Europea e le tante realtà e comunità territoriali. I centri storici delle città, e Siracusa tra esse, sono l’anima dell’Europa e vanno recuperati, fatti conoscere, collegati. Il progetto culturale portato avanti in questi anni ha puntato al recupero degli spazi e, attraverso il loro uso, al recupero dell’identità culturale della città e del senso di appartenenza dei cittadini a una comunità.

In un momento di grande crisi quale quello che stiamo vivendo, territori ricchi di un enorme patrimonio archeologico, storico e culturale come il nostro pagano un grande prezzo ai tagli alla cultura: ecco perché in questa fase assume vitale importanza il ruolo dei privati nella tutela del patrimonio artistico, confermando la cultura come strumento di crescita economica del nostro Paese.

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